IL PICCOLO PRINCIPE
LO SPETTACOLO
Autore: Antoine De Saint-Exupèry Descrizione
Lo spettacolo ha debuttato nel lontano 1998. Da allora ha percorso l'Italia con più di 300 recite, toccando tra l'altro i più importanti Teatri Stabili (Torino, Genova, Parma, Trieste, L'Aquila), dell'ETI (Pergola e Quirino) e privati (Carcano, Brancaccio, Ambra Jovinelli). Ormai è diventato un piccolo cult e le continue richieste ci hanno convinti a riproporlo anche per la prossima stagione. Gli eredi Saint- Exupéry l'hanno definito come la più poetica ed efficace messa in scena a livello internazionale. Un'immagine dello spettacolo è stata scelta come emblema di Genova Capitale europea della cultura 2004 Lo spettacolo si rivolge a un pubblico sia studentesco (di ogni ordine e età) che a un adulto. Il piccolo Principe è il libro più famoso di Antoine de Saint-Exupéry (1900-1944), una delle figure più rappresentative del secolo appena trascorso: pilota civile e militare, uomo capace di grandi battaglie e di grandi solitudini; autore di libri dove il volo aereo è quasi sempre prota Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diLa Redazione La Redazione LA LOCATION
LA VERSILIANA Repliche passate (dal 19/07/2012 al: 19/07/2012) LE RECENSIONILa recensione di Federica Sustersic
A teatro l'essenziale visibile agli occhi
Le luminose stelle del soffitto del Politeama, la vivace galassia dei bambini colorati giù, nella platea e ancora su, trepidanti nelle gallerie, voci di ricreazione e parchi gioco riempiono in questo pomeriggio il tempio. Un sabato pomeriggio in cui non si vorrebbe per nulla al mondo essere altrove. Piccoli, medi, grandi … tutti insieme venuti a sentire la storia del Piccolo Principe. Viaggi, pianeti, scoperte, voli. Questo spettacolo è una parata di fantasia ed esuberanza. Per tutta la durata centinaia di testine attente, impettite, serie. Boccucce mute in ascolto, qualche piccola risata, qualche osservazione fatta ad alta voce- perché mai tacere se si ha qualcosa da dire? I bambini capiscono senza dubbio l’importanza di questa storia così come capiscono intuitivamente l’importanza di “tutte le cose piccole” di cui è circondato il Piccolo Principe. Ma per coloro che “coltivano 5000 rose e non riescono a trovare quello che cercano”, questa storia è anche un severo avvertimento. Visto il 31/03/2012 a Trieste (TS) Teatro: Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali La recensione di Monica Cirillo
Viene da un mondo lontano il Piccolo Principe, un mondo fatto di valori, di sentimenti. Un mondo in cui la forma è ridotta all’essenziale o ancor meno, mentre le esplosioni del cuore, dello spirito, sono immense, senza confini.
Nella riduzione teatrale portata in scena al Carcano ogni componente è dosata magistralmente per restituirci quella dimensione di sogno e di magia cara all’autore e a cui il regista Dall’Orto si attiene molto fedelmente.
Il testo cult di Saint-Exupéry, amato dai lettori di tutte le età, ci regala considerazioni profonde sull’animo umano grazie alla metafora di un bimbo che si presenta misteriosamente a un pilota d’aereo bloccato per un’avaria nel deserto del Sahara. Qui, attraverso la storia di amicizia con quello strano adulto, mette in evidenza la bellezza dei buoni sentimenti, che sono trasversali agli essere umani, ai pianeti e alle galassie.
Italo Dall’Orto è straordinario. Oltre a vestire i panni del pilota, ruolo in cui si alterna con Riccardo Rombi, ha curato l’adattamento del testo e la regia. Ce ne offre una rappresentazione a tinte pastello in cui anche i concetti più forti non sono mai esasperati.
Nel ruolo del Piccolo Principe, si alternano giovanissimi strepitosi attori. Lapo Bacarelli, di cui abbiamo visto la performance, ci ha piacevolmente sorpreso nonostante la tenera età e, per qualche istante, ci ha fatto pensare che davvero fosse un principino caduto da una stella lontana, sperduta nel firmamento del cuore.
Questa produzione dell’Associazione Culturale Mannini Dall’Orto Teatro regala momenti di intensa emozione. Le scene di Armando Mannini e i costumi di Elena Mannini portano da subito in una dimensione quasi mistica, dove lo spettatore può abbandonarsi, sicuro, quasi protetto, per liberare dalle sovrastrutture i sentimenti più istintivi e positivi.
Le musiche originali di Gionni Dall’Orto ed Erika Giansanti accrescono il pathos e la “Canzone della rosa”, con la bella voce di Irene Grandi, arriva dritto al cuore.
Una pièce per ‘tutti gli adulti che un giorno furono ragazzi’, ed è stato commovente vedere in platea spettatori di tre generazioni entusiasmarsi, emozionarsi, vivere lo spettacolo ciascuno secondo il bagaglio delle proprie esperienze.
Bellissimo!
Teatro Carcano
Milano
9 novembre 2006
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