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MADAMA CIE

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LO SPETTACOLO

Autore: Attrice Contro
Regia: Alessandra Magrini
Compagnia/Produzione: Bìt Scenika & COMPAGNIA TEATRALE INDIPENDENTE AttriceContro
Cast: Alessandra Magrini

Descrizione
Chi è Madama CIE?Una divisa, una di quelle più convinte, che ogni giorno difende lo stato con dedizione e fedeltà ma che si ritrova a dover obbedire agli ordini che si scontrano con la sua coscienza.Assistiamo ad una violenta lacerazione psichica di una divisa che si trova a dover risolvere l’equazione che pone la coscienza contrapposta al sistema militare fondato sull’obbedienza agli ordini.Fra ricordi d’infanzia,sindrome di Lady Oscar,e altre allucinazioni, la nostra madama ci mostrerà senza filtri e con cruenta verità cosa significa assolvere al compito della “sicurezza” in un mondo che le famiglie italiane conoscono solo attraverso i telegiornali.Il manganello ben inserito nel cinturone perderà la sua maneggevolezza proprio operando sul campo quando vivrà sulla propria pelle il significato delle barbarie contro esseri umani indifesi,come gli immigrati e come gli occhi di una bambina africana che si riveleranno la scintilla che provocherà lo strappo finale alle sue convinzioni
Date repliche a cura di
attrice contro
Scheda spettacolo a cura di
attrice contro

LA LOCATION

KOLLATINO UNDERGROUND
via G. Sorel, 10 - Roma (RM)
Tel: non disponibile
Email: info@kollatinounderground.org Sito Web: www.kollatinounderground.org


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LE RECENSIONI


La recensione di Alessandro Grieco

Le cose al contrario

Il conflitto di coscienza come cardine intorno a cui discutere e riconsiderare la dialettica difforme e articolata di fedeltà e dedizione, dovere professionale e convinzione etica: Alessandra Magrini, autrice militante di talento e di promettente futuro artistico, con il suo monologo multimediale “Madame Cie”, porta in scena la storia di una virago in uniforme che, ogni giorno, difende l’Heimat, lo Stato, con evidente abnegazione, ma che si trova, suo malgrado, ad obbedire ad ordini che dolorosamente stridono con il suo diorama valoriale..
Seguendo il bizzarro sentiero delle rievocazioni estemporanee di Madame Cie, raccogliamo quanto sgorga dalla psiche provata e sconvolta della protagonista e, proprio mentre il nostro sorriso si contrae in smorfia di dolore, intuiamo che Lady Oscar, Pinocchio, la Costituzione, il Cie di Ponte Galeria, gli sbarchi a Lampedusa, sono immagini ormai desemantizzate restituiteci da una mente che non sa reggere il peso dell’orrore, un orrore che non viene da molto lontano, poiché Madame Cie vive ed opera nell’Italia dei nostri giorni, quella degli operai arrampicati in cima alle fabbriche, delle aggressioni razziste, delle escort (prostitute made in Italy), delle ronde (dichiarati giust’oggi illegittime dalla Corte costituzionale), dei precari senza un euro, dei viaggi disperati degli immigrati clandestini.
Francesca Di Giorgio (in onore ad Oscar Francoise de Georgès) è sì un personaggio partorito dalla fantasia di Alessandra Magrini, ma i contenuti della sua raccapricciante narrazione sono frutto di una accurata documentazione, un operazione organizzato su reportage giornalistici, dossier, dichiarazioni dei volontari del CIE (Centro di Identificazione e di Espulsione – ndr) e interviste effettuate dall’autrice stessa, azioni da cui emerge il vero volto di questi centri di identificazione ed espulsione: una sentina in cui domina la ubris e la follia di uno Stato che pensa di risolvere il problema dell’immigrazione facendo ricorso a leggi razziste e xenofobe, condannate perfino dall’Unione Europea.
Infine, bisogna ricordare l’interessante ed immancabile tributo al grande Gianmaria Volontè, i suoi personaggi, perlopiù figli degli anni 70, trasportati ai giorni nostri si rivelano immortali, graniticamente scolpiti nel tempo, ancora tremendamente utili per penetrare a fondo la triste verità in cui siamo calati, come nel caso del monologo tratto da “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, monologo in cui il protagonista afferma che “Il popolo è un minorenne e come tale va considerato”, esempio ancora assai calzante per fissare un ritratto sinistro della nostra società, una società che, invece di riflettere sull’assurdità delle guerre, sulla intenzionale farraginosità delle leggi sull’immigrazione, individua nel più debole la causa delle proprie frustrazioni, perpetrando di fatto un processo esiziale ed incontrollabile di schismogenesi.

Visto il 22/06/2010 a Roma (RM) Teatro: Argot

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Voto: Voto del Redattore: Alessandro Grieco

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