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DELLA STORIA DI G.G.
Della storia di G.G.

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LO SPETTACOLO

Autore: Gea Martire dal racconto di Maria Grazia Rispoli
Regia: Marino Lamberti
Genere: commedia
Cast: con Gea Martire

Date repliche a cura di
Gianmarco Cesario
Scheda spettacolo a cura di
Gianmarco Cesario

LA LOCATION

IL POZZO E IL PENDOLO
P.zza San Domenico Maggiore 3 - Napoli (NA)
Tel: 081 5422088
Email: info@ilpozzoeilpendolo.it Sito Web: www.ilpozzoeilpendolo.it


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LE RECENSIONI


La recensione di Daniela Abbruzzese

Noir e Comicità

A Il Pozzo e il Pendolo va in scena la strepitosa Gea Martire, partenopea di gran talento che ha calcato numerosi palcoscenici e collaborato con tantissimi grandi nomi del panorama artistico italiano.

L’atmosfera già particolare della location si sposa perfettamente con “Della storia di G.G.” una black commedy intrigante quanto singolare, un mix interessante tra noir e comicità.


Dalle comode poltrone si assiste ad un racconto confuso e paranoico, quando all’improvviso la cronaca trasforma in dialogo: la protagonista narra una storia e contemporaneamente conversa con dei personaggi immaginari tanto ben descritti che pare di percepirli davvero sul palco.

La cornice è spartana ma la bravura dell’attrice compensa la nudità della scenografia e la semplicità delle luci.

Il monologo, tratto dal racconto di Maria Grazia Rispoli è particolare, e Gea Martire ne è un’ottima interprete: impeccabile, trasferisce agli spettatori passione e curiosità, passa da strazio a passione con una facilità impressionate; l’humor si confonde con la tristezza in maniera repentina quanto ponderata.
Lo spettacolo dalla regia di  Lamberti lascia spazio alle riflessioni dell’ego: in un contesto di straziante dolore subentra una passione travolgente quanto irrefrenabile, uno sdoppiamento di personalità che comporta emozioni e sensazioni opposte ma in fin dei conti vicine.
Chiunque può identificarsi nella protagonista che vive una non così rara contrapposizione tra angoscia e passione: sentimenti paralleli che spesso l’uomo tende a definire contrastanti.
 

Visto il 03/02/2012 a Napoli (NA) Teatro: Il Pozzo e il Pendolo

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Voto: Voto del Redattore: Daniela Abbruzzese


La recensione di Gianmarco Cesario

Amore e Morte attraverso l'ironia di Gea Martire

Gea Martire è senza dubbio una delle più versatili artiste nel panorama attoriale italiano: teatro, fiction televisiva e cinema ne hanno da tempo consacrato la bravura e la duttilità interpretativa. Attori anche meno bravi e popolari di lei, spesso, si adagiano sui comodi allori di un repertorio ruffiano e di facile riconoscibilità per quel pubblico che, impigrito dalla consuetudine televisiva, è sempre più indotto a seguire in teatro una programmazione clonata da quanto egli riceve in casa attraverso quei led che hanno sostituito l’antico tubo catodico. È per questo ancora più encomiabile la scelta di questa brava attrice di sperimentarsi in un piccolo ma nobile spazio teatrale come il TIN -Teatro Stabile di Napoli diretto da Michele Del Grosso, per giunta con un monologo tratto dall’opera di una brava ma sconosciuta autrice. “DELLA STORIA DI G.G.”, infatti, nasce come un racconto di Maria Grazia Rispoli, la quale, come ci informano le note che accompagnano lo spettacolo, ha scritto finora solo alcuni racconti mai pubblicati, ed è stata la stessa Martire a rielaborarlo in forma di monologo e a metterlo in scena, diretta da Marino Lamberti, ponendo al servizio di un’operazione non commercialmente facile, non solo le proprie capacità di teatrante, ma anche il richiamo di pubblico che le garantisce la sua popolarità.
Nasce così un piccolo grande gioiello che ci offre ulteriore possibilità, se mai ce ne fosse bisogno, di plaudire alle eccellenti capacità interpretative di un’attrice che si dona in maniera straordinaria alla scena, mettendo in campo una multiforme e riuscita varietà di espressioni, che partono dal dramma, per poi attraversare il grottesco, il comico, l’introspettivo, fino ad una non prevedibile tragedia, sulla quale, però, si intravede un finale comunque di vitale speranza. La storia, che non vorremmo svelare fino in fondo, si basa sulla freudiana antitesi tra Eros e Thanatos, pulsione erotica e pulsione di morte, che accompagna la protagonista dall’inizio alla fine della piéce, breve ma intensa e divertente, grazie all’intuito comico della Martire. Una piccola storia di una piccola donna che deve fare i conti con la fine terrena di un affetto caro, ma anche, più sottilmente, con quella di una gioventù che sta andando via, offrendole, come felice appiglio alla vita, l’amore di un giovane che però, oltre a risvegliarle i sensi, la fa sentire anche meno sicura di quanto in realtà non credesse di essere, fino all’imprevedibile colpo di scena finale. Sulla bravura della Martire abbiamo già ampiamente parlato, ma va ulteriormente sottolineata la sua capacità di sintesi attoriale e l’ottima regia di Marino Lamberti in uno spettacolo come quelli che vorremmo vedere più spesso, e che ci vengono offerti, sempre di più, in contesti teatrali autogestiti come il Tin che, per fortuna, non vivono di logiche di marketing o di geopolitica, ma solo di vero Teatro.
 

Visto il 27/03/2010 a Napoli (NA) Teatro: TIN - Teatro Instabile

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Voto: Voto del Redattore: Gianmarco Cesario

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