GENNARO BELVEDERE TESTIMONE CIECO
VOTO DEGLI UTENTIMedia voti: 4
LO SPETTACOLO
Autore: Gaetano Di Maio Descrizione
x Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diOrazio Picella L'Eclettica Orazio Picella L'Eclettica LA LOCATION
IL PICCOLO LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Monica Fabaro
Non vedere è una punizione? Dipende dai punti di vista. Battute a parte il testo di Gaetano Di Maio, Gennaro Belvedere testimone cieco, è spassoso senza dubbio. L’esilarante storia del capofamiglia dedito all’accattonaggio per sbarcare il lunario, diverte sempre il pubblico nella sua leggerezza. Oscar Di Maio, Marzia Di Maio, Massimo Solvetti, Arduino Speranza, Alessandra Borrelli, Anna D’Auria, Enrico Scudiero, Aldo Leonardo, Salvatore Esposito, Mariangela Vessicchio, Guido Palleggiano, Manuela Giordano, Alessia Allocca, Peppe Migliaccio, in scena al Teatro Cilea, diretti da Mario Brancaccio mettono in campo simpatia e verve. A tratti poco credibile l'interpretazione che risente di uno stile marcatamente popolare. Non in quanto risulta essere di estrazione umile, che ci sta anche ed è perfettamente consono alla commedia, ma inteso come uso “genuino” se vogliamo volgare del vernacolo napoletano. A cominciare dalla rappresentazione dei personaggi non particolarmente convincente; si è puntato troppo sull’esaltazione dei tratti grossolani dei protagonisti piuttosto che sulla loro caratterizzazione. Finiscono col diventare così delle caricature. Anche la mimica, troppo statica, non rende l’evolversi della vicenda. Ciò ha presa sul pubblico certamente, tuttavia banalizza alquanto un lavoro semplice sì, ma che pure racchiude ironia suspense e ritmi accattivanti. La scenografia è di ampio respiro e ben rifinita. Una perfetta abitazione proletaria dunque fa da sfondo delle paradossali vicende del malcapitato.
Napoli, Teatro Cilea, 18 dicembre
La recensione di Mario Panelli
Con “Gennaro Belvedere testimone cieco” la compagnia “L’Eclettica” torna ad affrontare il teatro di Gaetano Di Maio, in questo caso coautore con la sorella Olimpia. La commedia offre in un contesto comico uno spaccato reale sull’esistenza condotta da una fetta della popolazione napoletana.
Una famiglia che vive d’espedienti e sotterfugi, il cui unico fine è la sopravvivenza anche a discapito del decoro e della vita altrui, guappi vigliacchi, forti con i deboli e remissivi con i forti, assistenti sociali impegnati più nel soddisfare il proprio ego “buonistico” che nel pensare alle reali necessità dei bisognosi, questi sono i protagonisti della vicenda.
La comicità della commedia basata su di una serie impressionante di bugie e contraddizioni, fa da contrappunto ad una singolare raccolta di personaggi cinici nella loro disperazione.
La regia ha salvaguardato l’aspetto “veristico” della storia non modificando il linguaggio napoletano utilizzato da Di Maio, a tratti anche volgare, ma perfettamente funzionale a questo copione ambientato in una Napoli che non è certamente quella borghese ed elegante, ma una città che dietro l’aspetto oleografico della pizza e del mandolino nasconde una disperazione mascherata dalla simpatia e dalla capacità di adattamento dei suoi abitanti.
Fa tanto ridere il napoletano che campa di piccole truffe, della vendita di mercanzia improbabile, ma quanta fame si nasconde dietro questo aspetto folkloristico?
Chi ha visto la commedia si è divertito, pur cogliendo l'ironia del contesto nel quale sono ambientate le tragicomiche avventure della famiglia Belvedere. Pur essendo stata una commedia corale, mi piace segnalare la buona performance degli attori: Orazio Picella (che ha anche firmato la regia dello spettacolo), Maria Micale, Antonio Germano, Federico Rossi e Mario Marino.
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