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SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
Sogno di una notte di mezza estate

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LO SPETTACOLO

Autore: William Shakespeare
Regia: Riccardo Cavallo
Genere: commedia
Compagnia/Produzione: Politeama srl
Cast: TESEO, DUCA D’ATENE Nicola D’Eramo IPPOLITA, REGINA DELLE AMAZZONI Alessandra Korompai (2011), Francesca De Berardis (2012) EGEO, PADRE DI ERMIA Roberto Attias (2011), Martino Duane (2012) ERMIA Valentina Marziali DEMETRIO Marco Paparella (2011), Sebastiano Colla (2012) LISANDRO, INNAMORATO DI ERMIA Daniele Grassetti ELENA Federica Bern PETER QUINCE Marco Simeoli NICK, BOTTOM Gerolamo Alchieri FRANCIS, FLUT Roberto Stocchi TOM, SNAOUT Alessio Caruso (2011), Claudio Pallottini (2012) SNUG Roberto Della Casa PUCK Fabio Grossi FAIRY Cristina Noci (2011), Andrea Pirolli (2012) OBERON, RE DEGLI ELFI Gianni De Feo (2011), Carlo Ragone (2012) TITANIA, REGINA DELLE FATE Claudia Balboni MAESTRO DI CERIMONIE Fabrizio Amicucci (2011), Raffaele Proietti (2012)

Descrizione
La notte di mezz’estate è una notte magica e il titolo ne svela immediatamente l’atmosfera onirica, irreale anche se, come viene precisato, la notte in cui si svolge gran parte dell’azione è quella del calendimaggio, la celebrazione del risveglio della natura in primavera e non in estate. E’ comunque l’augurio di un risveglio gioioso. Ma è davvero così? Tre mondi si contrappongono: il mondo della realtà (quello di Teseo, Ippolita e della corte), il mondo della realtà teatrale (gli artigiani che si preparano alla rappresentazione) e il mondo della fantasia (quello degli spiriti, delle ombre). Ma i sogni alle volte possono trasformarsi in incubi: il dissidio fra Oberon e Titania che rivela a un certo punto un terribile sconvolgimento nel corso stesso delle stagioni, il rapporto tra Teseo e Ippolita, il conquistatore e la sua preda, la brutalità di certi insulti che gli amanti si scambiano sotto l’influsso delle magie di Puck.
Date repliche a cura di
Giuseppe Bucci
Scheda spettacolo a cura di
Giuseppe Bucci

LA LOCATION

GLOBE THEATRE SILVANO TOTI
Largo Aqua Felix - Villa Borghese - Roma (RM)
Tel: 06 82059127
Fax: 06 3382387
Email: info@globetheatreroma.com Sito Web: www.globetheatreroma.com


LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo max

Repliche passate (dal 25/07/2009 al: 15/07/2012)

LE RECENSIONI


La recensione di Cristiana Cittadini

Sogno e magia di una notte di mezza estate

In questo spettacolo accade tutto ciò che di più incredibile, magico e meraviglioso può accadere in una sola notte di mezza estate. Tra incantesimi e magie la follia e l'amore si fondono e strane storie si intrecciano e stravolgono la vita di tanti personaggi. Ma andiamo per ordine e vediamo come tre mondi si contrappongono in questa opera di Shakespeare: il mondo della realtà, quello di Ippolita, Teseo e la corte, in cui dominano le liriche d'amore degli amanti perduti; il mondo della realtà teatrale, quello di una compagnia di artigiani, che provano la loro rappresentazione, nel quale la prosa di ogni giorno è interrotta dalla buffa parodia del verso aulico ed infine il mondo della fantasia, quello surreale degli spiriti e delle fate, che alterna al verso sciolto, canzoni e filastrocche. Questi mondi si scontrano tra loro e ad un certo punto i sogni diventano incubi: l'amore contrastante tra Oberon e Titania scatenerà magie e sortilegi, che li trasformeranno e Titania si ritroverà innamorata di un essere goffo ed insignificante; il triangolo tra gli amanti Lisandro, Ermia e Demetrio verrà stravolto e se all'inizio la bella Ermia sarà contesa e amata dai due pretendenti, in un secondo momento sarà abbandonata, in favore di Elena, di cui si troveranno perdutamente innamorati, per effetto di una magia. Ma tutto tornerà al suo posto e la follia dell'amore tornerà a dominare la scena, con la sua irruenza e la sua potenza. Musiche incantevoli e scenografie mozzafiato accompagnano lo svolgimento dell'opera e la rendono sublime e perfetta agli occhi dello spettatore, rapito da tanta meraviglia. La grandezza di Shakespeare sta nell'aver saputo fondere i tre mondi in cui si svolge la vicenda con sapiente maestria, con lo scopo di trasmettere allo spettatore quanto possa essere folle l'amore e quanto poco possa durare la felicità, questo era ciò che voleva comunicare Shakespeare e il regista Cavallo ha saputo cogliere il messaggio dell'autore e portarlo in scena al Globe Theatre, nella magica cornice di Villa Borghese.

Visto il 13/07/2012 a Roma (RM) Teatro: Globe Theatre Silvano Toti

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Voto: Voto del Redattore: Cristiana Cittadini


La recensione di Samantha Biferale

Sogno di una notte di mezza estate

Sogno di una notte di mezza estate, per la regia di Riccardo Cavallo sarà in scena al Silvano Toti Globe Theatre fino al 13 Agosto. Il regista, che ha affidato la traduzione della commedia a Simonetta Traversetti, trova nel richiamo alla malinconia, che accompagna tutta la vicenda, il filo rosso che lega tutta la rappresentazione.  L’opera si presenta come un componimento lirico a tema nuziale, si apre con l’annuncio delle nozze tra Teseo, duca d’Atene, e Ippolita, regina delle Amazzoni, da lui sconfitta e suo bottino di guerra, e si conclude con la consacrazione delle nozze delle tre giovani coppie: Teseo Ippolita, Lisandro Ermia, Demetrio Elena. Mito, fiaba e quotidianità si intersecano nel corso della storia senza soluzione di continuità e questo porta a riconoscere, all’interno dell’opera, suggestioni che vanno da fonti classiche al patrimonio folkloristico tipico dell’Inghilterra, sempre originalmente e genialmente contaminati e ricreati dalla fervida fantasia del drammaturgo inglese William Shakespeare. Illusione, dimensione onirica e follia rappresentano l’idea stessa di creazione rendendo questa commedia un magistrale esempio di dramma nel dramma. Il testo procede con l’intensità che lo ha consacrato fra i classici del teatro ma in scena gli attori non riescono a dare profondità ai loro ruoli. I giovani amanti, Egeo il padre di Ermia, il re Teseo e Ippolita recitano in modo tedioso le splendide parole di apertura dell’opera, rendendo l’inizio dello spettacolo ampolloso e statico. Finalmente la comparsa degli artigiani, colti nella preparazione di uno spettacolo per le nozze del re, che delle varie situazioni presentate in quest’opera è quella più realistica e credibile nonché la più “comica”, da un po’ di vivacità e ritmo alla rappresentazione. Un fitto bosco di equivoci e malintesi, un re e una regina litigiosi, folletti dispettosi e creature magiche fanno da sfondo alle vicende dei mortali in pena per amore. Sogno di una notte di mezza estate è articolato su tre piani differenti, tre regni coabitano la stessa scena, ognuno dei quali è regolato da linguaggi e dinamiche specifiche. Il notturno, le visioni, il sovrapporsi di atmosfere che precedono il sonno e la veglia, l’inquietudine, sono caratteristiche che attraversano l’opera e lo spettacolo e che permettono di fare un vero salto nel fantastico da un lato e un’incursione nelle ambigue immagini della mente umana dall’altro. I ruoli femminili recitano con un’intonazione monotona assumendo, alle volte, più la macchietta del ruolo che non la sontuosità del personaggio a loro assegnato. Le scenografie aiutano lo smarrimento dello spettatore nel bosco incantato, i giochi di luce più suggestivi sono quelli legati alle entrate e alle uscite di Oberon e Titania. Non risulta troppo comprensibile l’utilizzo, nella parte finale, di frasi del La Tempesta e del Macbeth a nostro avviso non c’era bisogno di aggiungere altro alla frase finale del folletto Puck perfettamente in armonia con tutta la poetica del testo: “Se noi ombre vi abbiamo irritato non prendetela a male, ma pensate di aver dormito, e che questa sia una visione della fantasia…noi altro non v’offrimmo che un sogno”.
 

Visto il 03/08/2011 a Roma (RM) Teatro: Globe Theatre Silvano Toti

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Voto: Voto del Redattore: Samantha Biferale


La recensione di Giuseppe Bucci

Folli ebbrezze del sogno!

Torna in scena al Globe di Villa Borghese confermandosi spettacolo assai gradito al pubblico, il “Sogno di una notte di mezza estate” commedia Shakesperiana di rara intensità poetica e di fortissime suggestioni.
La messinscena del regista, Riccardo Cavallo, brilla per semplicita’ e schiettezza (nessun manicheismo d’autore, nessuna interpretazione forzata) preoccupandosi di dar risalto all'essenza dell'opera e concentrandosi sui suoi elementi cardine : L’amore e il sogno.

E quale posto migliore dei sogni per dar vita alle più spericolate acrobazie d’amore? Quelle che coinvolgono in un tragicomico turbine i personaggi di Ermia, Elena, Lisandro e Demetrio.
Quale terreno più fertile per dar sfogo ai folli deliri della gelosia che scatenano crudelissima guerra tra Oberon e Titania, indiscussi sovrani del regno che non c'è, e che spingono il primo a gettare la sua donna tra le braccia di un mostro.
L’amore, il sogno, la follia, tutto si rincorre e si intreccia nello spettacolo con grande divertimento dello spettatore e momenti di incantevole poesia sospesi nell’aria
Particolarmente affascinante , a riguardo, è la scelta musicale del regista che, prendendosi una delle poche, ma significative, libertà rispetto alla fedele trasposizione dell’opera sceglie di accompagnare i fatti narrati con brani lirici bellissimi e così adatti da lasciar pensare che lo stesso Shakespeare li avrebbe utilizzati, fosse nato qualche secolo dopo…..(un’idea, va detto, utilizzata anche nel film di Hoffman con Michelle Pfeiffer e Kevin Klyne che, per giustificare la scelta,  ambientava la vicenda nella Toscana del 1800)

Ma il regista fa di questa idea non una semplice colonna sonora di accompagnamento bensì una vera e propria cifra stilistica e disinteressandosi affatto della “coerenza storica”  sottolinea il valore intrinseco dei brani e dà loro un significato totalmente fuso al testo Shakesperiano
Lo spettacolo apre (e chiude) con la struggente romanza “Mi par d’udir ancora” da “I pescatori di perle” di Bizet che, non a caso rievoca ricordi lontani e canta “Folli ebbrezze, del sogno! Sogno d'amor!...

Ed eccoci trascinati, di colpo, in pochi secondi, insieme agli attori tutti che lentamente, attraversando la platea, raggiungono il palcoscenico, in un altro mondo.
I momenti più romantici vengono accompagnati dalla deliziosa “Una furtiva lacrima” romanza dell’Elisir d’amore (appunto!) di Donizetti mentre il regno fatato dei boschi e delle fate, delle notti imbiancate dalla luna in cui tutto può succedere non può trovare migliore cornice del “Casta diva” che inargenti queste sacre antiche piante….l’aria più famosa del Bellini
Lo spettacolo gode di un ritmo sostenuto sia grazie alla solida e esperta regia (gli intrecci dei giovani amanti trovano contrappunto nelle esilaranti prove dei maldestri commedianti) sia grazie a un cast di buoni attori (con qualche punto debole come il poco virile Teseo o il poco brillante e volenteroso Puck il cui personaggio peraltro risulta un po’ troppo dimesso nello spirito vitale e sacrificato dai tagli)
Si disgiungono, invece, gli affiatatissimi e convincenti Marco Simeoli (Peter Quince) e Gerolamo Alchieri (Bottom), l’Oberon di Carlo Ragone tutto condensato in una voce cavernosa e la deliziosa Cristina Noci (FAIRY) veramente originale e fresca.
E sui bellissimi versi sempre Shakesperiani, ma tratti da quell’altro capolavoro che è “La tempesta” che ci ricordano che "siam fatti della stessa sostanza dei sogni" si chiude lo spettacolo che ci riporta troppo presto alla realtà con la voglia di tornare a teatro e farsi cullare nuovamente da questi meravigliosi folli sogni d’amore ...
 

Visto il 08/09/2010 a Roma (RM) Teatro: Globe Theatre Silvano Toti

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Voto: Voto del Redattore: Giuseppe Bucci

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