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ROMEO E GIULIETTA
Romeo e Giulietta

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LO SPETTACOLO

Autore: balletto in due atti tratto dall'omonima tragedia di W.Shakespeare
Regia: Giorgio Madia
Genere: danza/balletto
Compagnia/Produzione: Balletto di Milano
Cast: MUSICA: P.I.Ciaikovskij COORDINAMENTO MUSICALE: Michele Rovetta ESECUZIONE MUSICALE: Orchestra del Puccini Festival, diretta dal M°G.Acquaviva DANZATORI: Teresa Molino – Martin Zanotti Alessia Campidori Laura Colucci, Savina Bellotto, Martina Gerbi Azzurra Muscatello, Anna Kolesarova, Patrizia Tosi, Giorgio Colpani, Alessio Di Stefano, Domenico Ducato, Fabrizio Gallo, Denald Gjergo Francesco Pelli, Christian Sciagura Federico Veratti

Descrizione
“Il linguaggio della danza, come diceva Béjart, non deve esprimere concetti molto complicati ma solo i più semplici: vita, morte, guerra, amore, tristezza e gioia”. Giorgio Madia

Un insieme di talenti coreutici, musicali e artistici hanno collaborato nel creare questo spettacolo di grande valore e raffi nata qualità.
“Romeo e Giulietta”, balletto in due atti ispirato all’omonima tragedia di Shakespeare, coreografato da Giorgio Madia su musiche di P.I.Ciaikovskij.
Il dramma di Romeo e Giulietta è l’archetipo dell’amore perfetto in contrasto con la società e con il mondo. I contrasti di vita e morte, amore e guerra, giorno e notte sono evocati dai colori bianco e nero in uno scenario che, secondo la semplicità del teatro shakespeariano, rinuncia a pesanti strutture scenografi che. “Romeo e Giulietta” è realizzato dalla Fondazione Teatro Coccia di Novara in coproduzione con il Condominio Teatro Sociale di Mantova e il Teatro Grande di Brescia a sottolineare l’importanza della realizz
Date repliche a cura di
La Redazione
Scheda spettacolo a cura di
La Redazione

LA LOCATION

GIOVAN BATTISTA PERGOLESI
p.zza della Repubblica 9 - Jesi (AN)
Tel: 0731 202944
Email: ufficiostampa@fpsjesi.com Sito Web: www.fpsjesi.com


LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo max

Repliche passate (dal 24/04/2010 al: 24/04/2010)

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LE RECENSIONI


La recensione di Alessandro Paesano

Audacia e tradizione nella coreografia di Madia

Giunge finalmente a Roma, dopo una tournée che l'ha vista in Spagna e poi in giro per l'Italia, Romeo e Giulietta l'attesissima coreografia in due atti di Giorgio Madia su musiche di Pëtr Il'ič Čajkovskij. La prima novità di questo allestimento sono proprio le musiche. L'Ouverture-Fantasia del compositore russo, nata per la sala da concerto e non per il balletto, è troppo breve (sui 20 minuti) per poter permettere una coreografia narrativamente adeguata alla messinscena del dramma shakespeariano cui s'ispira. Il musicologo Michele Rovetta ha dunque allestito per l'occasione una suite di brani di Čajkovskij riproponendo non solo le tre diverse versioni dell'Ouverture composta nel 1869, modificata profondamente nel 1870 (riscrivendone intere parti) e ulteriormente rielaborata nel 1880 (modificandone la parte finale) ma alternandole con altri brani già dal suo autore avulsi dal contesto originario o immersi in nuovi contesti musicali (i più esigenti possono leggere i dettagli cliccando qui).
La suite di brani* è stata scelta dal M° Rovetta con efficacia e intelligenza permettendo a Giorgio Madia di esprimere il proprio estro coreografico senza limitazioni di sorta. Per chi ha avuto la fortuna di assistere al balletto con le musiche eseguite dal vivo dall'Orchestra del festival Pucciniano diretta da Giuseppe Acquaviva (poche piazze in realtà, Bologna e Livorno) ha potuto così ascoltare esecuzioni rarissime del grande compositore russo. Tutti gli altri si sono dovuti accontentare di una registrazione delle musiche che, almeno a Roma, ha presentato non pochi problemi tecnici. Evidentemente fatte a teatro le registrazioni presentavano non pochi rumori di scena (dal palco calpestato dai danzatori allo scricchiolio delle sedie dei musicisti), un fastidio che si sarebbe potuto facilmente risparmiare allo spettatore con un laborioso ma indispensabile lavoro di pulizia digitale.
Un'occasione sprecata, in parte, di ascoltare delle esecuzioni rarissime come giustamente vanta il programma di sala.
Per l'approccio al plot shakespeariano Madia si rifà alla scansione narrativa impiegata per il balletto su musiche di Prokoviev che il coreografo semplifica non poco. Ne risulta una narrazione ellittica, oscura nei suoi dettagli. Giovano poco alla comprensione della storia anche i costumi di Cordelia Matthes che veste tutti di nero (tranne Romeo e Giulietta nel finale onirico) con costumi poco differenziati (più le donne che gli uomini) rendendo arduo distinguere non solo i Montecchi dai Capuleti, ma anche Mercuzio da Benvolio e Paride da Tebaldo. La scena, inesistente, a parte l'altalena che sostituisce il famoso balcone e il parallelepipedo dove Romeo prima e Giulietta poi si tolgono la vita, costituita da semplici drappeggi di tulle, è rafforzata da timide proiezioni di immagini dinamiche, blande e poco incisive, che finiscono con l'interferire con le luci di Jean Paul Carradori, efficaci nell'insieme ma che a tratti lasciano i ballerini inesplicabilmente al buio, rendendo ancora più difficile l'identificazione dei ruoli che interpretano.
Nonostante questi limiti tecnici e strutturali le coreografie di Madia sono eccezionali per l'arditezza delle composizioni e la bravura dei ballerini e delle ballerine del Balletto di Milano di Carlo Pesta che le eseguono.
Clamorosi i passi a due: indimenticabile Romeo che, all'inizio, danza col corpo morto di Giulietta (la coreografia inizia dalla fine, con la morte dei due innamorati, concludendosi con un loro ultimo passo a due dopo morti) dove Martin Zanotti (un grande Romeo) mostra, oltre a quelle di ballerino, notevoli doti atletiche, muovendo il corpo inerme di Giulietta (Teresa Molino) solo con la forza dei propri muscoli. Ancora audaci e in piena sintonia con lo spirito insolente e mordace di Mercuzio i passi a due tra Romeo e Mercuzio (Federico Varatti) prima, e tra Mercuzio e Benvolio (un indimenticabile Fabrizio Gallo) dopo, nei quali Madia sottolinea la giocosità priva di malizie dei tre amici con delle prese tra uomini audaci quanto eleganti. Una sfrontatezza che Federico Veratti sa sostenere con la giusta disinvoltura e una verve coreutica che gli fanno rubare la scena quasi ogni volta che balla. Sfrontatezza che ritroviamo quando la nutrice (un'adeguata e divertente Patrizia Tosi) consegna la lettera di Giulietta a Romeo e mentre i tre amici si passano per ischerzo il biglietto tra le gambe, altri accoliti sbirciano tra le gambe della nutrice.
Madia sa concepire altrettanto bene anche le coreografie di gruppo con intuizioni felici e meno felici (la coreografia che vede tutti ostentare segni della croce all'unisono con la musica alla morte di Giulietta) affiancando alle coreografie delle parti recitate, mimate, passando dalla danza alla recitazione senza soluzione di continuità. Efficace anche l'idea di impiegare il corpo di danza come un coro che commenta alcuni momenti della storia, i cui personaggi sono visti come icone avulse da ogni orpello scenografico (cosa che giustifica l'assenza di scenografie) che funziona e sa emozionare. Alcune scelte narrative sorprendono (una fra tutte l'aver relegato l'uccisione di Tebaldo per mano di Romeo alle ultime battute di una delle parti della suite senza enfasi e senza quasi rimarcarla) ma la vera forza dell'allestimento sta nei suoi esecutori e nella ricerca coreografica che Madia persegue senza mai stancarsi, proponendo soluzioni eleganti che ora si rifanno a quanto già si conosce (soprattutto nel delineare il carattere dei personaggi) ora si discostano notevolmente dalle strade già battute, in un perfetto equilibrio tra innovazione e tradizione coreografica.
Danzatori e danzatrici tutti molto in parte sanno imporsi per la spiccata personalità che Madia coadiuva costruendo per ognuno dei passi ad hoc in un balletto nel quale, tranne che per Giulietta, le coreografie migliori sono tutte per gli uomini la cui presenza prevale, come d'altronde fu per la tragedia shakespeariana che, per i noti divieti, vedeva gli uomini interpretare anche i ruoli femminili.
Ancora una volta dobbiamo riconsocere al teatro Quirino la vocazione di diffondere la cultura della danza al pubblico accorso numeroso (la sala era piena) attratto dalla qualità dello spettacolo e incoraggiato dai prezzi abbordabili, ben diversamente da quanto fa, per esempio, il teatro dell'Opera.
Romeo e Giulietta, in scena fino a Domenica, è uno spettacolo che merita senz'altro di esser visto e che sa farsi apprezzare sia dal neofita che dall'appassionato di danza.
Uno spettacolo da non mancare.


* PRIMO Atto: Romeo & Giulietta1880 (esclusa la coda finale); Fanciulla di neve, Entr’acte (Nr. 5b, atto I); Amleto, Entr’acte (Nr. 7, atto III); Entr’acte (Nr. 5, atto II); Fanfara (Nr. 15); Fanciulla, Danza dei buffoni (Nr. 13, atto III); Fanciulla, Entr’acte, frammento (Nr. 8, atto II); Danza (ripresa); Amleto, Mélodrame (Nr. 4, atto I); Terza Sinfonia, Andante.
SECONDo Atto: R&G1869, Introduzione; Suite Nr. 1, Marche miniature; R&G1869: dall’inizio dello sviluppo alla fine; Amleto, Mélodrame (Nr. 8, atto III); Entr’acte (Nr.9, atto IV); Suite Nr. 1, Marche miniature (ripresa); Intermezzo; R&G1870, parte finale.


 

Visto il 04/05/2010 a Roma (RM) Teatro: Quirino-Vittorio Gassman

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Voto: Voto del Redattore: Alessandro Paesano


La recensione di Valentina Scocca

Romeo&Giulietta: cronaca di un amore

“Romeo e Giulietta”, nuova creazione del Balletto di Milano della stagione 2009, è andato in scena il 16 e 17 gennaio al Teatro Europa Auditorium in esclusiva regionale, dopo essere stata rappresentato con successo in importanti teatri lirici e prestigiosi teatri italiani e spagnoli. Questa nuova versione del classico shakesperiano è affidato al coreografo Giorgio Madia e si avvale dell’esecuzione dal vivo dell’Orchestra del Puccini Festival, diretta dal Maestro Giuseppe Acquaviva. Il Balletto di Milano, diretto da Carlo Pesta, è costituito da un gruppo stabile di danzatori provenienti dalle migliori scuole e accademie, in grado di coniugare una tecnica impeccabile con una notevole versatilità espressiva. Questo nuovo allestimento de “Romeo e Giulietta” è una rielaborazione del classico dramma shakesperiano in chiave moderna e attuale, che presenta aspetti originali e innovativi sia dal punto di vista musicale, la partitura di Pëtr Il’ich Ciaikovskij è completata da altri brani del compositore russo, che dal punto di vista coreografico, l’allestimento di Madia, infatti, si distingue per unità e coerenza, plasticità delle composizioni coreografiche e delle movenze e ritmo, elementi che si coniugano ed amalgamano all’azione scenica, rendendola “leggera” ed eterea, senza perdere intensità e drammaticità. Ruolo fondamentale in questa nuova versione della tragedia shakesperiana è stato svolto dall’allestimento scenografico, giocato sul contrasto dei sontuosi costumi, completamente bianchi o neri, che si contrapponevano al bianco candore dei tendaggi, utilizzati come fondali. In questo spettacolo la danza e la scenografia sono intimamente connesse e il loro connubio ci restituisce la complessità e la vastità di sentimenti che la storia vuole raccontare: amore, odio, gelosia, tradimento, vendetta, tristezza, gioia, emozioni forti vissute in modo totale, violento ed estremo. Le scene sono di Cordelia Matthes, validissima scenografa e costumista tedesca, da anni collaboratrice di Madia: l’allestimento scenico è minimalista e essenziale. Le luci sono a cura di Jean Paul Corradori, light designer tra i più apprezzati – che ha creato un disegno luci efficace che sottolinea i passaggi musicali e i momenti di maggior pathos e intensità della storia. Dice Giorgio Madia, il coreografo, che “il dramma di Romeo e Giulietta, come nell’immaginario collettivo, è per me l’archetipo, l’icona, dell’amore perfetto anche se (o proprio perché) in contrasto con la società e con il mondo”. Aspetto interessante e affascinante è la composizione drammaturgico-temporale della vicenda, che di fatto è stata scomposta e ricomposta: la storia inizia dal culmine del dramma, la morte di Giulietta, e si sviluppa con lo scopo di enfatizzare l’amore tragico e travagliato che lega questi due giovani e sfortunati amanti. Vita e morte, amore e guerra, giorno e notte sono evocati dai colori bianco e nero in uno scenario semplice e scarno, che rinuncia a pesanti e complesse strutture scenografiche e si avvale di pochi attori che interpretano i vari ruoli. Una produzione moderna ma legata comunque alla tradizione e allo stile classico, caratterizzata da una ricchezza di contenuti sia tecnici che artistici, accessibile e apprezzata da un pubblico eterogeneo e vario, dai giovani ai meno giovani, dagli esperti ai semplici appassionati poiché qui troviamo novità e raffinatezza. Convincenti e intensi sono Teresa Molino e Martin Canotti, i due giovani promettenti danzatori che interpretano i protagonisti del dramma: preparati tecnicamente, eccellenti dal punto di vista artistico ed espressivo: intensi ed emozionanti, regalano un’interpretazione fluida ed elegante. Positiva anche la prova del corpo di ballo, costituito da giovani danzatori di valore a cui sono stati affidati ruoli di spessore tecnico/artistico: la loro esecuzione è appassionata, entusiasta ma non sempre precisa e pulita. Evidente la loro freschezza, ma anche la poca esperienza. Doveroso un riconoscimento all’impeccabile esecuzione dal vivo dell’Orchestra del Puccini Festival diretta con rigore e dovizia da Giuseppe Acquaviva,. La scelta musicale è stata opera del Maestro Michele Rovetta, musicista e direttore d’orchestra alla Staatsoper di Berlino, in collaborazione con Giorgio Madia; il loro è stato un lavoro di ricerca musicale difficile e impegnativa ma stimolante: la tragica storia dei due innamorati di Verona si sviluppa sulla partitura di Ouverture-Fantasie e di altri brani inediti di P.I. Ciaikovskij (nata nel 1869 e riviste varie volte fino alla versione del 1880), ispirata all’omonimo testo di Shakespeare, a cui il Maestro Michele Rovetta accosta altri celebri brani del compositore russo. La grandezza musicale e la ricchezza dei temi melodici si sposa con la straordinaria capacità del compositore di descrivere il dramma, regalandoci composizioni meravigliose e raffinate, di elevata qualità sinfonica, non a caso la vera novità di questo “Romeo e Giulietta” è la scelta della musica.

Visto il 16/01/2010 a Bologna (BO) Teatro: Europauditorium PalaCongressi

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Voto: Voto del Redattore: Valentina Scocca

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