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TERRA DI LATTE E MIELE
Terra di latte e miele

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Opera di ottime scelte registiche, il dramma di questa madre che ha perso il figlio per una guerra inutile e subdola, come d’altronde quasi ...

Opera di ottime scelte registiche, il dramma di questa madre che ha perso il figlio per una guerra inutile e subdola, come d’altronde quasi ...

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LO SPETTACOLO

Autore: Manuela Dviri
Regia: Silvano Piccardi
Genere: drammatico
Compagnia/Produzione: La Contemporanea 83
Cast: Ottavia Piccolo, Enzo Curcurù

Descrizione
Terra di latte e miele è la definizione biblica della Terra promessa. Ed è anche la definizione che di Israele dà Manuela Dviri Norsa, giornalista e scrittrice che, in questo testo, racconta un pezzo di vita di Leah, ebrea israeliana di origine argentina, colto quasi in “presa diretta”. L’azione scenica si svolge dentro la stanza di una casa borghese di Gerusalemme, il sabato prima di Pasqua, e si dipana in tempo reale. Tuttavia avanza per quadri fra le tragedie esterne e il viaggio interiore, come se la protagonista, Ottavia Piccolo, scendesse di scalino in scalino verso un finale in cui tutte le sue “certezze” vengono meno, spogliata di ogni possibilità di comunicazione che non sia l’uscire di scena.
Date repliche a cura di
La Redazione
Scheda spettacolo a cura di
La Redazione

LA LOCATION

FILODRAMMATICI
via Filodrammatici, 1 (piazza della Scala) - Milano (MI)
Tel: 02 36595671
Email: info@teatrofilodrammatici.com Sito Web: www.teatrofilodrammatici.com


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LE RECENSIONI


La recensione di Gianmarco Cesario

Ottavia Piccolo è un’attrice atipica nel panorama teatrale italiano. Ha debuttato nel 1960 a soli dieci anni nella nota piece “ANNA DEI MIRACOLI” e da allora ha cominciato una carriera straordinaria, nel corso della quale è stata diretta da tutti i “Grandi” del teatro italiano quali Visconti, Strehler, Ronconi, Lavia, Cobelli, Castri, Sequi e del teatro internazionale, come Peter Ustinov e Jerome Savary, per loro è stata protagonista dei classici di Cechov, Shakespeare, Pirandello, Brecht etc. arrivando ad essere persino interprete di un Musical di successo (negli anni in cui questo genere non era così gettonato come ora), e precisamente “BARNUM” con quel Massimo Ranieri che anni prima aveva debuttato come attore al suo fianco nel film di Mauro Bolognini “METELLO”, per il quale l’attrice avrebbe vinto giovanissima il premio per la miglior interpretazione femminile al Festival di Cannes. Ora, almeno qui in Italia, un’attrice così poliedrica e con una bagaglio di esperienze comune a colleghe di almeno un ventennio più vecchie di lei, invece di sedersi sugli allori e continuare con quei classici che fanno la felicità dei grandi teatri italiani, la Piccolo da qualche anno ha deciso di sovvertire le regole del gioco e di farsi interprete di un teatro a scopo “sociale”, che tratti di donne (e uomini) qualunque e della loro vita, che scorre in contesti che il cittadino comune è abituato a vedere nei telegiornali, ma che invece sono più che mai reali, come la mafia (“ROSANERO” di Cavosi), il dramma dei desaparecidos argentini (“BUENOS AIRES NON FINISCE MAI” di Biolchini e Arthemalle) e come il tragico conflitto tra palestinesi ed israeliani che fa da sfondo a questa sua ultima eccellente interpretazione, quella di Leah nel dramma “TERRA DI LATTE E MIELE” della giornalista italo-israeliana Manuela Dviri. Leah è una madre israeliana che ha perso il figlio soldato nel conflitto in Libano, e da allora ha un unico chiodo fisso: la pace, perché nessun altra madre pianga come lei e le sue amiche, una musulmana ed una cattolica, perché nessun altro giovane, sia esso palestinese o israeliano, si faccia strumentalizzare a costo della propria vita come il figlio Isacco, che, nei momenti di maggiore sconforto, le appare ancora dentro quella divisa nella quale morì, giovane e bello come quando era in vita, e che come se fosse in vita con lei dialoga, anzi più precisamente discute, sull’opportunità di questa guerra mai dichiarata ma che si vive dovunque, in quella bellissima “terra di latte e miele” baciata dal sole. Il contraddittorio con Isacco è in realtà quello con la propria coscienza di donna cresciuta da un padre ebreo ortodosso il quale non poté conoscere la tanto agognata “terra promessa”, di una donna che invece quella terra l’ha ottenuta, ma ad un costo altissimo, pagato appunto anni dopo con la vita del figlio. “TERRA DI LATTE E MIELE” è uno spettacolo che poggia tutto sulle solide spalle della sua protagonista, con un testo ed una regia, firmata dal bravo Silvano Piccardi, di impianto tradizionale, ma estremamente efficaci per il messaggio che vogliono trasmettere. L’atipicità dell’operazione, inoltre, consiste anche nel non adottare un testo “politico” nell’accezione che viene data qui in Italia, non veste, cioè, nessuna bandiera, non sta ne’ dalla parte degli israeliani ne’ da quella dei palestinesi, ma dalla parte di chi soffre, quindi gli uomini e le donne di ambedue i versanti, e soprattutto contro le politica della guerra e della violenza. Accanto alla straordinariamente brava Ottavia Piccolo, di cui non ci stancheremo mai di tessere le lodi, il bravo Enzo Curcurù, la cui recitazione asciutta ha reso credibile il non facile ruolo di Isacco. Il finale del dramma è aperto, come purtroppo ancora aperto è il conflitto le cui immagini ci arrivano ogni giorno tramite i mass media, e che dopo aver assistito a questo spettacolo, vi assicuro, ci sembrerà molto, ma molto più vicino.
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