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MI CHIEDETE DI PARLARE...
Mi chiedete di parlare...

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LO SPETTACOLO

Autore: Emilia Costantini-Enrico Zaccheo-Monica Guerritore
Regia: Enrico Zaccheo e Monica Guerritore
Genere: teatro civile
Compagnia/Produzione: Fondazione Corriere della Sera/Compagnia Mauri Sturno
Cast: Monica Guerritore, Lucia Mininno

Descrizione
Un’impossibile intervista alla più famosa giornalista italiana del ‘900.

'Mi chiedete di parlare' è uno spettacolo sulla vita e la figura di Oriana Fallaci, presentato e prodotto dal Festival dei due Mondi di Spoleto/Compagnia Mauri/ e dal Corriere della Sera
Date repliche a cura di
Roberto Mazzone
Scheda spettacolo a cura di
Roberto Mazzone

LA LOCATION

FEDELE FENAROLI COMUNALE
v. dei Frentani 6 - Lanciano (CH)
Tel: 0872 717148


LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo max

Stagione precedente o non previste repliche al momento

LE RECENSIONI


La recensione di Wanda Castelnuovo

MI CHIEDETE DI PARLARE

Un’improbabile intervista alla memoria di Oriana Fallaci (Firenze 1929 - 2006), scrittrice e giornalista di successo internazionale capace di portare avanti le proprie idee e il proprio credo con un coraggio assoluto e soprattutto con la fermezza nel dire quello che pensava: questa la motivazione fondamentale di tanta esecrazione nei suoi confronti, ma anche di tanta ammirazione.
Si sa che non piegarsi alle opinioni correnti, esprimersi e vivere liberamente in ogni contesto sociale non è molto gradito, si rischiano vari gradi di biasimo e l’isolamento. Di questi la Fallaci non aveva paura, come non ne aveva dimostrata in guerra (è stata la prima cronista di guerra) e nelle infinite e dolorose situazioni che l’hanno toccata come colpiscono ogni individuo da sempre e per sempre. Ognuno ha i propri dolori e la propria storia ed è a suo modo un eroe nell’affrontare la quotidiana e affascinante lotta dell’esistere sia che soggiaccia al comune perbenismo sia che dia una personale interpretazione delle regole senza con ciò fare del male agli altri, ma agendo con maggiore libertà rispetto a chi è completamente omologato.
Ora che la Fallaci non c’è più da oltre un lustro è più facile parlarne e celebrarla: chissà quanti che lei viva la disprezzavano ora, immemori del passato ostracismo, per potere avere un posticino al sole di un’effimera notorietà si mettono al servizio di questa ‘moda’ intellettuale che non la vuole giustamente dimenticare!
Piace vedere che il ricordo di questa donna decisamente anticonformista e comunque di grande fascino anche per la familiarità con i ‘potenti’ (da non perdere nella pièce l’argutissima battuta sulla differenza tra i potenti e quelli che hanno il potere…) è stato assunto da una straordinaria attrice come Monica Guerritore (Roma 1958) - valida e professionale anche come regista, donna non conformista e comunque persona di coraggio - che ha scritto il testo su stimolo e in collaborazione con Emilia Costantini e dirige lo spettacolo oltre a interpretarlo con notevole pathos e commozione accentuata anche dal fatto di essere tornata a recitare a Milano al Piccolo Teatro laddove aveva debuttato con Giorgio Strehler ne Il giardino dei ciliegi.
Al di là delle motivazioni che hanno spinto la Guerritore a questa scelta su cui ha lavorato con molta serietà, di quanto abbia voluto spiegare o difendere delle interpretazioni che sono state date del pensiero della Fallaci e di quanto sarebbe mutato o comunque espresso con toni molto più spigolosi per la malattia e dopo l’11 settembre e delle inevitabili contraddizioni di ogni anima, resta l’analisi di una personalità che viene fatta rivivere con l’intelletto e con il cuore.
Ciò che paradossalmente mi ha più colpito è il racconto del rifiuto angosciato e dei tentativi di abortire da parte della madre di Oriana quando la aspettava (era la primogenita): chissà che questa negazione a farla vivere non le abbia inconsciamente accentuato quell’amore e quella vis incrollabile nel combattere per una vita più giusta al di là delle contraddizioni.
Poco vedo una divaricazione tra Oriana malata e rintanata nella sua tana/appartamento e la Fallaci personaggio pubblico costruttrice e vittima della sua immagine: mi è rimasta l’impressione di un’interezza e di una dicotomia presenti in tutti.

Visto il 10/04/2012 a Milano (MI) Teatro: Piccolo Teatro - Teatro Grassi

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Voto: Voto del Redattore: Wanda Castelnuovo

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