COL PIEDE GIUSTO
LO SPETTACOLO
Autore: Angelo Longoni Descrizione
Un incidente stradale è l’incipit tragico della nuova e attualissima storia raccontata da Angelo Longoni che, con graffiante comicità, ci propone una spregiudicata riflessione sulla classe dirigente del nostro tempo, capace di non fermarsi di fronte a nulla pur di salvaguardare se stessa. “COL PIEDE GIUSTO” fa del cinismo il suo campo d’indagine principale, affrontando l’argomento con i toni tipici della più corrosiva commedia all’italiana. Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diRoberto Mazzone Roberto Mazzone LA LOCATION
EXCELSIOR LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Cristina Poggi
Col piede giusto In questi giorni il fervore giornalistico si spinge sempre più negli armadi e nelle stanze da letto dei politici. Complice l’inverno e la maggiore propensione a stare seduti davanti allo schermo della televisione, milioni d’italiani si sono scoperti interessati alle vicende private di parlamentari, alti dirigenti pubblici e privati, bancari e imprenditori: uomini di potere. Ed è in questo clima di vouyerismo perbenista e patriottica etica del “moralismo per il bene comune” che si propone alla platea veronese un testo contemporaneo e di straordinaria attualità. Senza nomi e cognomi, senza bisogno di sbianchettare e sovrascrivere omissis, un politico viene dato in pasto ad una giuria: un campione della medesima popolazione italiana che poco prima, nell’intimità della propria casa, era impegnato ad esprimere giudizi ed emettere sentenze in merito a similari circostanze di vita reale. Al pubblico presente in sala viene servito su un piatto d’argento un lauto pasto: pettegolezzi sulla vita privata di un neodeputato, indiscrezioni sulla sua fedina penale, allusioni a parenti influenti che avrebbero esercitato un certo nepotismo in suo favore… Egli non è un uomo qualunque: è un politico che ha commesso degli errori e che per questo dovrebbe pagare, se la legge fosse uguale per tutti. Ma abbiamo detto che il politico non è un uomo qualunque, e quindi non si possono applicare le leggi di tutti. Entrano in gioco per lui dei bonus che gli permettono di svincolarsi nel labirinto della giustizia: si chiamano brillante avvocato, suocero senatore, ampia disponibilità di denaro liquido. La borgatara non istruita del quartiere periferico a stento comprende il significato di “avverse condizioni atmosferiche”, beve solo vino in cartone, fa la segretaria sottopagata, ha un marito che per mettere su un’officina si è riempito di buffi con gli usurai e di nascosto ha acceso un mutuo. Niente bonus. La causa tra le due classi sociali non si svolge in aula, ma nei meandri delle menti torturate da sensi di colpa e rimpianti, disperato bisogno di sopravvivere e paura di perdersi nel vuoto di un’esistenza fatua. Ma non è una banalizzante lotta tra bene e male. La corruzione ed il perverso cinismo tentano entrambi e cancellano l’acceso di diritto al paradiso dei santi. Nessuno vince. Ma echeggia chiaro un monito: l’importante è partire col piede giusto. Prima di diventare chi oggi siamo, siamo stati bambini e adolescenti, magari idealisti ed impegnati a rincorrere un sogno: un iter rettilineo e pulito, con tappe fisse e cadenzati superamenti di livello nella quotidiana ascesa alla rispettabilità sociale. Almeno apparente. Ad un certo punto abbiamo però dovuto fare i conti con la realtà, i compromessi, i sotterfugi, le scappatoie, gli “stronzi”. Perché prima o poi capitano, è sicuro. E sta a noi affrontarli ed accettare le conseguenze dei nostri agiti, facendo anche i conti con la nostra coscienza, con quell’ideale dell’‘Io che ogni psicoanalista insegna a mediare tra norme sociali interiorizzate e pulsioni istintive dell’Es. Come andrà a finire nessuno lo sa, ma è importante disporsi nell’animo di partire col piede giusto. Poi chissà. Verona, Teatro Nuovo, 25 Novembre 2009Visto il 25/11/2009 a Verona (VR) Teatro: Nuovo La recensione di Wanda Castelnuovo
COL PIEDE GIUSTO Splendido spettacolo quello in cartellone al San Babila di Milano, uno di quelli che fanno uscire soddisfatti da teatro ricominciando a credere nella nostra grande tradizione teatrale non solo come capacità italiana di fare spettacolo, ma anche di produrre testi validi e attuali senza dovere sempre ‘ricorrere’ ad autori stranieri. “Col piede giusto” scritto e diretto dal bravissimo Angelo Longoni - che vanta una carriera di tutto rispetto quale attore, autore, sceneggiatore e regista cinematografico, radiofonico e televisivo, nonché romanziere e scrittore di testi teatrali - è recitato in modo eccellente dai quattro bravissimi attori: Amanda Sandrelli, Blas Roca Rey, Eleonora Ivone e Simone Colombari, ciascuno con la sua carica vitale nel dare vita ai quattro protagonisti di questa commedia/giallo. In una scenografia prepotentemente bianca quasi a contrasto con il grigio, se non il nero delle vite che le animano inizia una doppia storia relativa a due ambienti sociali radicalmente diversi che finiranno con l’incrociarsi, scontrarsi e accavallarsi non solo per un beffardo gioco del fato, ma anche per l’immaturo comportamento di chi, pur maggiormente ‘dotato’ di requisiti morali, sfugge alle proprie responsabilità. Tema scottante e ahimé attuale quello di fuggire dal luogo in cui si è compiuto un reato coprendo e cancellando tutti gli indizi e che in verità riguarda tutti i livelli sociali Argomento che ne richiama a catena infiniti altri di carattere sociale, politico ed economico proiettati con la forza dirompente di un fuoco d’artificio: rimorsi, pentimenti, finzioni, imbrogli, negoziazioni, arrivismo, ambizioni di scalata sociale, avidità, invidie e potere, tanto potere si mescolano e si confondono tra note divertite, ironiche e sarcastiche e sprazzi di dolente umanità, lasciando aperta una serie di riflessioni su vizi e virtù dell’Italia e di ciascuno di noi. Molto azzeccata la soluzione di non dividere la ‘pièce’ in due tempi, ma di intervallare i cambi di scena e luogo con cambi di luce.Visto il 3/11/2009 a Milano (Mi) Teatro: San Babila La recensione di Maria Domenica Ferrara
Una notte di pioggia, un temporale. Una strada provinciale, buia, poco battuta. Un uomo al volante della sua auto. Un altro uomo a piedi che attraversa la strada. Un incidente. Il guidatore dell’auto è terrorizzato e fugge. Un gesto incivile sempre più frequente nel nostro paese fino a diventare negli ultimi anni l’emblema stesso della disumanizzazione dei tempi che stiamo vivendo. Ma cosa c’è dietro la fuga dalle proprie responsabilità? Non sempre si tratta di emarginati, ubriachi, extracomunitari o delinquenti abituati a scappare a causa di una vita vissuta al limite dell’illegalità. Cosa succede quando a fuggire è una persona per bene? Un esponente dell’elite sociale del paese? Un uomo che ha tutto dalla vita? Una moglie, dei figli, una posizione elevata, un ruolo politico? Dal suo punto di vista, tutto diventa calpestabile e allo stesso tempo negoziabile. I sentimenti stessi sono elementi di trattativa. Diventano meri strumenti anche l’amore, l’amicizia, la famiglia, l’onestà, il rimorso. Un’azione imperdonabile per la maggior parte delle persone, per la “razza padrona” si trasforma in un elemento da rimuovere, un fastidioso intralcio sul cammino che porta al raggiungimento dei propri obiettivi. Le responsabilità e le colpe non devono intralciare gli interessi di una casta, né mettere in discussione un futuro di successo, né azzerare i vantaggi e i guadagni acquisiti.
In una serie di capovolgimenti di fronti, di imbrogli e di finzioni i protagonisti della storia mettono in scena una versione della propria vita che assomiglia in modo impressionante a ciò che ormai siamo abituati a vedere quotidianamente nella nostra società. Tutti, nessuno escluso, allestiranno un gioco di strategie e alleanze che metterà in evidenza il fatto che, alla fine, a vincere, in questo sistema sociale, è sempre chi appartiene al gruppo più forte e strutturato, chi hai gli appoggi migliori e chi ha i mezzi per resistere agli urti della vita. L’importante, alla fine, è riuscire a galleggiare allontanando da sé ogni tipo di responsabilità senza preoccuparsi troppo delle conseguenze e del prezzo da pagare per le proprie azioni.
Longoni centra il bersaglio anche se il cast convince in parte. Riesce a mettere in luce la propensione alla fuga dalle responsabilità nella nostra società ma con le interpretazioni più intense di Simone Colombari e di Amanda Sandrelli. Poco credibile anche se divertente quella di Blas Roca Ray e piuttosto scialba la recitazione di Eleonora Ivone.
Colombari è il guidatore responsabile dell’incidente. Appena eletto senatore si mobiliterà in tutti i modi per non perdere quello che ha ottenuto, anche se non è felice di ciò che è e ciò che ha ma che mantiene per pura convenienza.
Amanda Sandrelli è la vedova, divertente e cinica anche se tutto le si perdona essendo una vittima della sorte.
Una commedia ben diretta, che tiene il ritmo e che soprattutto, nella comicità riesce a comunicare messaggi importanti e valori che dimentichiamo con molta facilità.
TEATRO SALA UMBERTO - ROMA
Replica del 23 Aprile 2009
Dal 16 al 30 Aprile 2009
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