ROMEO E GIULIETTA
VOTO DEGLI UTENTIMedia voti: 5
LO SPETTACOLO
Autore: William Shakespeare Descrizione
Al suo terzo incontro con Shakespeare, Giuseppe Marini porta in scena la più alta e suprema indagine poetica sulla (vera) natura dell'Amore. In tutta la letteratura mondiale di ogni epoca non è stato scritto niente di più sublime e anche nella produzione shakesperiana "Romeo e Giulietta" non ha eguali nel cantare l'irriducibilità di un amore che muore della propria intensità... del proprio "troppo". Nella "bella" Verona del prologo, dilaniata da risse, duelli e da un odio violento di cui non si conoscono neanche più le ragioni d'origine, ma che ferve di vita, di movimento, di banchetti, di feste, di balli e maschere, per contrasto tanto più angosciosa e crudele appare la "chiamata" della morte di due giovani nel pieno del loro tumulto giovanile, nel più dilagante trionfo della vita, di passione, di sensi. Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diSe fosse Arte Se fosse Arte LA LOCATION
DUSE LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Giuseppe Bucci
Un amore surgelato Non è certo facile riproporre l'ennesima versione di "Romeo e Giulietta" e Giuseppe Marini (al suo terzo incontro con il Bardo dopo "Il sogno" e "Amleto" ) affronta la sfida con coraggio e audacia uscendone tuttavia non del tutto vincitore. Il tentativo di fare qualcosa di diverso si concretizza in scelte stilistiche spesso esasperate, seppure alcune effettivamente indovinate, ma soprattutto in un curioso congelamento della passione che invece muove, dall'odio delle famiglie all'amore incontenibile dei giovani amanti di Verona, tutto il dramma Shakesperiano. Riesce davvero difficile farsi coinvolgere da questi due sfortunati adolescenti che si amano, in questa messa in scena, con così poco trasporto e si separano con così poco dolore (fatto salvo un emozionato finale) Difficoltà dovute anche a una incerta e traballante scelta di un cast che dà poca sostanza alle parole e appare indeciso sul come affrontare alcune scelte registiche (davvero curiosa appare la scena del balcone con i protagonisti rivolti entrambi alla paltea). I punti deboli in una decisamente piatta Giulietta e un teneramente improbabile Frate Lorenzo. Altalenati ma acerbe le prove di un Romeo troppo tonto e di una balia un po' maccheronica. Molto affascinante e convincente, invece, spicca la prova del Mercuzio di Mauro Conte attore già sensibile e maturo per dar spessore agli splendidi versi Shaakesperiani tradotti, questa volta, con molta maestria e interessante ricerca formale e sostanziale da Massimiliano Palmese. Visto il 29/10/2010 a Roma (RM) Teatro: Della Cometa SOCIAL & C.SEGNALIAMO
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