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SORELLE D'ITALIA

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LO SPETTACOLO

Autore: Roberto Buffagni
Regia: Cristina Pezzoli
Genere: commedia
Compagnia/Produzione: Associazione Arcipelago Teatro
Cast: Isa Danieli e Veronica Pivetti

Date repliche a cura di
Taormina Arte
Scheda spettacolo a cura di
Taormina Arte

LA LOCATION

DUNI
v. Roma 10 - Matera (MT)
Tel: 0835 331812


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Stagione precedente o non previste repliche al momento

LE RECENSIONI


La recensione di Donato Panìco

Il Manzoni e le Sorelle d'Italia

   Si apre il sipario argento e l’Unità d’Italia è ancora da farsi: la moglie di Garibaldi in punto di morte riceve la promessa dalla moglie di Cavour che l’Italia sarà fatta! Infine la scena si sposta dietro le quinte, e le due attrici si confessano l’un l’atra nei camerini, truccandosi per la scena successiva: “questo spettacolo è una schifezza, non si può recitare!”


   E non è altro che una piccola parte dell’ironia di cui è carico questo spettacolo, “Sorelle d’Italia – Avanspettacolo fondamentalista”, in scena dal 11 al 30 ottobre 2011 al Teatro Manzoni di Milano, il quale è costruito sullo sfogo di due attrici costrette a recitare in una pièce sull’Unità d’Italia di basso livello e che, tra una scena e l’altra, non perdono occasione per punzecchiarsi, schernendo le rispettive origini e le diverse idee.
   La rappresentazione passa in rassegna duecento anni di storia, iniziando ai giorni nostri con le attrici che celebrano il 150° dell’Unità narrando le gesta del 1861 e infine, nella seconda parte, spostandosi nel 2061 e offrendo così uno squarcio futuribile di una temuta Italia, o meglio, ciò che ne rimarrebbe. Il tutto attraverso una sequela di luoghi comuni, battute pungenti e divertentissime rivisitazioni canore.
 

   Veronica Pivetti, doppiatrice e nota attrice (“Viaggi di nozze”, “Provaci ancora prof.”), dopo aver condotto “Fratelli e sorelle d’Italia” su La7, darà voce a Veronica la Milanese, mentre la parte di Isa la Napoletana è affidata a Isa Danieli, che lavorò nella compagnia teatrale di Eduardo De Filippo, artista televisiva (tra gli altri “Io speriamo che me la cavo” e la serie “Capri”), oltre che vincitrice di diversi premi come migliore attrice teatrale (Premio Ubu 2001 “Filumena Marturano” e Premio Gassman 2006 per “La visita della vecchia signora” e “Ferdinando”).
 

   Infine parte fondamentale dell’avanspettacolo scritto da Roberto Buffagni e diretto da Cristina Pezzoli è costituita dall’accompagnamento musicale del sapiente maestro Alessandro Nidi, sempre presente sulla scena con altri due musicisti, che celebrano il nostro Paese per una delle sue maggiori qualità, ovvero la canzone, vista come unificatrice: dai riadattamenti di “Nostalgia de Milan”, “'O surdato 'nnamurato”, “O mia bèla Madunina”, “Luci a S. Siro”, fino ad arrivare a una versione milanese della notissima “Napul’ è” di Pino Daniele e ad una napoletana di “Vincenzina” di Enzo Jannacci.
  

   Pregevoli poi le performance canore di entrambe le attrici sull’ottimo accompagnamento musicale, piacevole la tragicomicità napoletana della Danieli ed essenziale la grinta e la comicità della Pivetti, tutte caratteristiche che celebrano qualitativamente il centocinquantesimo del nostro Paese.

Visto il 15/10/2011 a Milano (MI) Teatro: Manzoni

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Voto: Voto del Redattore: Donato Panìco


La recensione di Maria Giulia Grondona

Grande Danieli, sottono la Pivetti

“Sorelle d’Italia”. Si presentano così Veronica Pivetti e Isa Danieli al Politeama Genovese. In omaggio al 150° anniversario dell’Unità d’Italia, portano in scena un avanspettacolo di canzoni dal testo rivisitato e corretto per evidenziare tutto ciò che funziona (ma soprattutto non funziona) nel nostro Paese, unito tanto tempo fa ma dove forse gli Italiani devono ancora essere fatti. Le due attrici, inscenando uno spettacolo nello spettacolo tra battibecchi da primedonne nei camerini tra un cambio d’abito e l’altro, alternano in musica i tratti caratteristici della mentalità milanese e del modo di fare napoletano, tra umorismo sottile, ironia e la spensieratezza dell’avanspettacolo di un tempo. Dai mezzi pubblici milanesi alla pastiera napoletana, dai mille di Garibaldi ai Savoia, da “Luci a San Siro” di Vecchioni al tema popolare del tradimento, tutto è pretesto per ironizzare sulla nostra Italia. Sarà stato poi così un bene unire il nostro Paese viste le tante diversità che ancora persistono tra Nord e Sud? Non sarà stato in fondo solo un affare per il Nord? Nasce allora qualche spunto di riflessione, ben sottolineato dall’accompagnamento musicale di tastiere, contrabbasso, clarinetto e percussioni. E così si arriva all’anno 2061. E il telegiornale padano annuncia l’avvenuta secessione. Ma anche questo non risolve i problemi. Se al Nord tutto è quotato alla Borsa di Milano e cade in mano agli Arabi, il Sud è in mano ai Germani (anzi, Germoni) e tutto prende un tono tirolese. E’ il momento del rimpianto. Perché, tutto sommato, si stava meglio quando si stava peggio. E si finisce con il tradizionale inno di Mameli. Ottima la prova di Isa Danieli, maestra non solo nella recitazione (ricordiamo gli esordi con Eduardo) ma anche nel canto. Più difficile il personaggio di Veronica Pivetti, forse più adatta ad uno spettacolo più recitato e alle prese con testi in dialetto milanese non sempre di immediata comprensione. L’arrangiamento di “Luci a San Siro”, meritava qualcosa di più.

Visto il 13/11/2010 a Genova (GE) Teatro: Politeama Genovese

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Voto: Voto del Redattore: Maria Giulia Grondona

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