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ROMEO E GIULIETTA
Romeo e Giulietta

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LO SPETTACOLO

Autore: William Shakespeare
Regia: Serena Sinigaglia
Genere: tragedia
Compagnia/Produzione: ATIR
Cast: Marco Brinzi, Mattia Fabris, Stefano Orlandi, Carlo Orlando, Fabrizio Pagella, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Chiara Stoppa, Sandra Zoccolan

Descrizione


Date repliche a cura di
Alessandro Grieco
Scheda spettacolo a cura di
Alessandro Grieco

LA LOCATION

DUNI
v. Roma 10 - Matera (MT)
Tel: 0835 331812


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LE RECENSIONI


La recensione di Alessandro Grieco

"Nuova vita per Romeo e Giulietta"

"Romeo e Giulietta", classico tra i classici della letteratura teatrale di tutti i tempi, è, senza alcun dubbio, una sorta di opera-matrioska che si offre gravida di una secolare stratificazione di ipotesi e scritture che ne testimonia il ruolo consolidato di modello ed archetipo narrativo: così nella drammatica storia degli sfortunati amanti di Verona, è possibile intercettare ora il prototipo relazionale dell’amore tragico, ora quello dell’amore elegiaco, ora l’eterna vicenda dei rapporti di forza all’interno della Storia, ora la dialettica erotico-affettiva tra ragioni del sesso e ragioni del cuore e, in questa dinamica ed attiva sovrapposizione di significati e messaggi, si colloca con cifra potente e personalissima il progetto drammaturgico di Serena Sinigaglia che, proprio con questa pièce, ben quindici anni fa, irrompeva con apprezzabile determinazione sulla scena del teatro italiano, proponendosi come giovanissima e talentuosa regista che, di lì a poco, avrebbero portato nuova linfa alla sclerotica struttura maschilista del nostro teatro.
La traduzione di Salvatore Quasimodo, di sconcertante modernità e capace di creare i presupposti necessari a consentire i continui ed agili passaggi di registro che la Sinigaglia impone con successo ai suoi affiatatissimi attori, risulta essere anche la scelta più idonea a facilitare e corroborare il rapporto implicitamente dialogico che l’opera instaura con lo spettatore, quel rapporto che, rivelandosi durante l’intera messinscena nell’attenzione con cui il pubblico segue le varie vicissitudini dei personaggi, deve essere considerato alla stregua di un collaudo estetico che certifica il raggiunto obiettivo della rappresentazione e, conseguenzialmente, dell’impostazione drammaturgica, cioè il raggiungimento di una nuova e rivitalizzata ricezione estetica del plot shakespeariano.
Dunque, mentre seguiamo rapiti il volo libero e leggero di Giulietta, eterea e bianca come una colomba, tra gli sguardi torvi dei Capuleti, neri e sinistri come cornacchie e mentre focalizziamo la nostra attenzione sulle suggestive soluzioni scenografiche di Maria Spazzi che evocano, nella verificabile e plastica vocazione a squarciarsi come in un’attesa, le celebri tele di Lucio Fontana, cogliamo tutta la complessa architettura di questa rielaborazione del mito moderno, complessità che risiede nel desiderio di decantare l’espressione classica da qualsiasi sterile pedanteria filologica per restituire al pubblico nuove potenzialità comunicative ed emotive, potenzialità che, non riconosciute a-priori nell’opera medesima, si realizzano, invece, nel processo attivo e poetico che si instaura, in virtù dell’indicazione ermeneutica-interpretativa della regista, tra l’opera ed il fruitore, unico vero destinatario privilegiato di questa preziosa e godibilissima messinscena.

Visto il 14/05/2011 a Roma (RM) Teatro: Valle

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Voto: Voto del Redattore: Alessandro Grieco

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