IL RE DI NEW YORK
LO SPETTACOLO
Autore: Tabacchini e Izzo Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diRoberto Mazzone Roberto Mazzone LA LOCATION
DUNI Repliche passate (dal 17/12/2008 al: 17/12/2008) LE RECENSIONILa recensione di Monica Menna
Napoli - New York, vita – sogno, realtà – finzione.
Tutto questo è alla base della brillante ed esilarante commedia “Il re di New York”, scritta da Biagio Izzo e Bruno Tabacchini e diretta da Claudio Insegno.
Protagonista l’ istrionico Biagio Izzo accompagnato sul palcoscenico da tanti bravi attori a partire da Teresa Del Vecchio (nota anche per le sue interpretazioni nelle commedie di Vincenzo Salemme) Antonella Elia (dalla doppia identità), Giorgio Carosi, Antonio Conte, Paolo Bonanni e Max Vitale.
Un cast affiatato arricchito anche dalla presenza di ballerine che danno vita a divertenti danze sulle note musicali di Paolo Belli.
E anche Izzo, nelle vesti del napoletano a New York, balla con loro sognando una vita diversa fatta di ricchezze, popolarità. Tu Vuo’ fa l’ americano, così aspira ad abbandonare la sua vecchia vita di maestro elementare, angosciato dall’ incubo dell’ alunno obeso Carotenuto, per diventare proprietario di un locale alla moda al centro del quartiere di Manhattan.
Si passa dagli onirici balletti alle sarcastiche gag; si ironizza
sull’ America, sui costumi, sulla cucina, con tono scanzonato. Si fanno paragoni tra le due città, si gioca con l’ italiano, l’ inglese, il napoletano… in gustosi dialoghi-duetti di Izzo e Del Vecchio, sul palcoscenico i due fantastici fratelli Montemarano.
Si racconta la bella favola dello zio d’ America; in un susseguirsi di eventi che vedono coinvolti vari personaggi: i boss mafiosi, il braccio destro del gangster, l’ aspirante cuoco, la maitresse.
Tutti con caratterizzazioni tipiche dell’ immaginario collettivo. Ma niente è così come sembra, e non manca il colpo di scena finale.
Izzo, con la sua semplicità e naturalezza, diverte anche in allegri monologhi come quello sull’ amore ed il sesso.
Insomma c’ è proprio tutto in questo spettacolo: commedia, varietà, musical, recital, cabaret.
Roma, Teatro Brancaccio, dal 18 al 30 novembre 2008
La recensione di Monica Fabaro
A dire il vero la sceneggiatura è molto leggera, all’insegna del puro divertimento; senza grosse pretese. “Il Re di New York” è decisamente quello che si definisce uno spettacolo tutto pepe. Portata in scena al Teatro Delle Palme, è una performance nella quale più che altro giocano un ruolo determinate l’esuberanza e la mimica degli attori. Non può passare di certo inosservata la verve comica di Biagio Izzo, ben supportato da Teresa Del Vecchio, Antonella Elia, Giorgio Carosi, Antonio Conte, Paolo Bonanni, Nicola Acunzo. La tragicomica vicenda dei fratelli Montemarano, alle prese con l’eredità dello zio Jonny, viene raccontata a ritmo serrato con scioltezza e allegria. In una scenografia che riproduce un locale decisamente trendy, dallo stile lineare, si alternano protagonisti fuori le righe e connotati da una preminente vivacità. Gli attori sono ben assortiti e danno vita ad un ingranaggio abbastanza scorrevole. Il secondo tempo si trasforma in un vero e proprio one man show, durante il quale il comico partenopeo quasi a tu per tu con il pubblico, inanella una battuta dopo l’altra. Un monologo incentrato sull’eterna diatriba uomo donna. Va sottolineata dunque la regia ben calibrata, dinamica arricchita da gradevoli momenti musicali ben “piazzati”. Naturalmente non può mancare il classico happy end, forse un po’ scontato, che vede Biagio cogliere due piccioni con una fava. Come? Beh perché rovinare la sorpresa. Una cosa però va detta: è un finale che dimostra come l’abito non fa il monaco. Anche la discinta Angie, interpretata dall’ex valletta di Corrado, può riservare delle sorprese.
Napoli, Teatro Delle Palme, 4 novembre
La recensione di Wanda Castelnuovo
New York, megalopoli contraddittoria e fagocitatrice dove può accadere tutto e il contrario di tutto, dove i pavidi possono scomparire o trasformarsi in ... temibili malavitosi e dove uno scialbo insegnante elementare tormentato dalla malacreanza di bambini mal educati da genitori presuntuosi può sognare di cambiare la propria vita e di liberarsi dalla mediocrità in cui lo relega una società incapace di dare giusta valenza al fattore formativo.
Un turbine di possibilità e di sogni che iniziano per i fratelli Montemarano con un’inattesa eredità da parte di un anziano e quasi sconosciuto prozio e che paiono concretizzarsi nel corso del viaggio a New York. La città di fatto rivela subito il suo volto difficile se non ostico quando Biagio s’illude di cambiare vita.
Più concreta e posata la sorella Teresa che vede l’evento capitato come un’occasione per migliorare la propria esistenza in Italia dove spera di ritornare presto insieme al fratello arricchita di un cospicuo gruzzolo ottenuto dalla vendita del locale “Il re di Mergellina”, conosciuto e ‘famoso’nel quartiere nella Little Italy newyorchese.
Ma le ortodosse pratiche notarili vengono interrotte dalla comparsa di una serie di eterodossi personaggi che disvelano un passato non così adamantino del Ristorante e dello zio coinvolto in una serie di traffici illeciti organizzati ad ampio raggio.
Dopo una prima parte un po’ spenta, il ritmo si fa serrato e vivace grazie alla ‘verve’ del fantasmagorico Biagio Izzo, che riesce a suscitare ilarità anche quando non scende a comicità di basso livello, sostenuto da un gruppo di attori piuttosto affiatati e capaci di interpretare con il giusto taglio ironico delinquenti veri e presunti di ogni specie. Peccato che alcune espressioni dialettali in un napoletano troppo stretto non siano sempre comprensibili facendo perdere una parte della comicità dello spettacolo.
Milano, Teatro Nuovo, 13 maggio 2008
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