IL LETTO OVALE
VOTO DEGLI UTENTIMedia voti: 5
LO SPETTACOLO
Autore: Ray Cooney-John Chapman Descrizione
Due coppie a confronto, qualcuno sa quello che l'altro non deve sapere... Una serie di mancati incontri creerà imbarazzanti equivoci. Equivoci, risate assicurate, colpi di scena sorprendenti per una serata in allegria Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diLa Redazione La Redazione LA LOCATION
DUNI Repliche passate (dal 03/12/2008 al: 03/12/2008) LE RECENSIONILa recensione di Mauro Guidi
Boccaccesco e non volgare , esilarante ma non stupido : questo “ il telegramma “ di uno spettacolo che in 100 minuti accende il buon umore in sala . E ce n’è bisogno in momenti caratterizzati da tempi duri e cupi che stridono un po’ con l’epoca del debutto , gli anni ’60 , il periodo delle grandi aspettative , quando John Chapman e Ray Cooney scrissero il testo di questo lavoro teatrale . Un cast di attori bravissimi ed un regista , Gino Landi , che imprime allo spettacolo il giusto ritmo e aiuta la leggerezza dei fitti dialoghi che accompagnano situazioni umoristiche e colpi di scena a ripetizione introducendo sul palcoscenico nuovi personaggi comici ed intriganti.
Belle e brave tutte le attrici , a partire dalla esuberante Maria Laura Baccarini ,altrettanto bravi gli attori con Maurizio Micheli ,un istrione , che si muove ormai in scena con la naturalezza dei grandi. Da sottolineare la performance artistica di Alessandro Marrapodi che interpreta il ruolo chiave dell’eccentrico arredatore , elemento fondamentale di unione di molte situazioni che legano i vari personaggi e che danno vita a tante intriganti gags dove sempre le relative aspettative sessuali portano ad imbarazzanti equivoci.
Pierluigi Misasi e Sabrina Marciano , interpretano con grande professionalità la seconda coppia protagonista di un intreccio scenico valorizzato dagli interventi azzeccati per misura e qualità degli altri personaggi : l’operatrice del call center ( Valeria Brambilla ) , la ragazza alla pari ( Luisiana Pedroso) , la scrittrice per l’infanzia ( Barbara Abbondanza ) ed il posticcio santone indiano ( Adriano Evangelisti ).
Tanti applausi a scena aperta sull’onda della delle varie comics situations , ancora di più alla fine per salutare con gratitudine una valida compagnia di spettacolo.
Peccato, però, notare in sala a luci accese il rapido cambiamento di umore degli spettatori.
Teatro Goldoni Livorno 17 dicembre 2008
La recensione di Marco Sacco
Una delle più divertenti commedie che quest'anno si possono trovare nei cartelloni dei teatri italiani. Ancor più divertente in questo nuovo allestimento rispetto a quello dello scorso anno, con una strepitosa Maria Laura Baccarini, ironica, divertente, solare. Con una compagna di questa statura il già bravissimo Maurizio Micheli non può che esaltare ancor più la sua istrionicità. Tra i comprimari il ritorno alla prosa di una Sabrina Marciano in piena forma, bella, brava e magnetica. Ottima la regia, che tiene per due ore il divertimento ai massimi livelli, senza cadute di tensione né di gusto. Da vedere e rivedere per una carica di divertimento che durerà anche nei giorni successivi. Da consigliare agli amici per una serata di totale allegria.
Cesano Boscone, 11 novembre 2008
La recensione di Wanda Castelnuovo
Commedia divertentissima - anche durante la produzione come confessa l’eccellente regista Gino Landi - ‘Il letto ovale’ è la versione italiana di ‘Move over mrs Markham’ di John Chapman e Ray Cooney.
Scritta dai due autori londinesi negli anni ’60, è stata attualizzata ambientandola in un attico milanese trasformato in ‘open space’ da un architetto alla moda tanto famoso ed estroso (un bravissimo Alessandro Marrapodi che sa mantenersi sempre entro le righe dell’equilibrio) quanto detestato dal padrone di casa, Filippo. Lo interpreta alla perfezione uno straordinario Maurizio Micheli (come sempre dalla professionalità ineccepibile e la cui presenza dà ritmo all’intero spettacolo) calato nei panni del tranquillo, all’antica, ingenuo e onesto proprietario - insieme al socio Enrico (Pierluigi Misasi), tipico esempio di ‘latin lover’ un po’ stagionato - di una casa editrice per bambini con sede nello stesso stabile. Originari del sud, ma inseriti nel contesto dell’alta borghesia meneghina, hanno problemi e complessi tipici di altre coppie visto che sono sposati l’uno felicemente e l’altro un po’ meno.
Barbara D’Urso -scoppiettante come un fuoco d’artificio nei panni di Giovanna, fedele moglie di Filippo - perfetta in ogni momento della commedia con l’intelligenza che le sprizza non solo dagli occhi si ritroverà, suo malgrado, coinvolta in una serie di bugie, fraintendimenti ed equivoci imbarazzanti in un crescendo di intrighi frenetici che senza mai sfiorare il volgare si dipaneranno per i due atti fino alla soluzione finale.
Perfetta la costruzione del primo atto con una comicità irresistibile che coinvolge continuamente il pubblico il cui divertimento diventa spettacolo nello spettacolo.
Numerosi personaggi entrano e escono dalla scena che, soprattutto nel secondo atto, ha come fulcro - in un gioco alla Feydeau - il mitico ‘letto ovale’: l’unica a non percepirne l’esistenza è la svagata (ruolo storico di Sandra Milo) scrittrice di libri per l’infanzia, Sveva Sanfelice.
Uno spettacolo godibilissimo che, pur con qualche cedimento nella seconda parte, distrae e rasserena per più di due ore grazie all’affiatamento del cast.
Milano, Teatro Manzoni, 11 aprile 2008
La recensione di Marcella Siano
Dopo il successo di “E meno male che c’è Maria”, che l’ha vista protagonista al fianco di Enrico Montesano, la reginetta del reality show, Barbara D’Urso, torna al teatro con un’altra commedia brillante. Stavolta, in scena con lei, sono altri due beniamini del pubblico: la spumeggiante Sandra Milo e il simpaticissimo Maurizio Micheli.
In scena nove attori, (M. Micheli, B. D’Urso, S. Milo, P. Misasi, L. Angelillo, A. Marrapodi, A. Evangelisti, L. Pedroso, V. Brambilla) danno vita ad altrettanti brillanti personaggi. Così, due soci, le loro mogli, una a graziosa e strampalata cameriera, un estroso architetto d’interni, un’impudente operatrice di call center, un grottesco “santone” indiano e una bizzarra scrittrice di successo sono i protagonisti dell’esilarante commedia di Ray Cooney e John Chapman.
Lo spettacolo, leggero e senza grandi pretese, regala, perciò, allo spettatore spensierati momenti all’insegna del divertimento.
Simpatica anche la coloratissima scenografia di Gianluca Amodio, in cui primeggiano singolari forme ellittiche, non in ultimo “il letto” che fa da sfondo a situazioni effervescenti e ricche di humour.
Il situazionale è quello solito della commedia di genere: intrighi, tradimenti, malintesi e incomprensioni nei dialoghi che generano innumerevoli e imbarazzanti equivoci e vestono l’intreccio di brillante comicità.
Brave le attrici D’urso e Milo, nel feydoiano gioco scenico, e nella caratterizzazione dei personaggi portata all’estremo dalle stesse.
Meno convincente è invece il ritmo caratterizzato dall’alternanza di momenti lenti e frenetici e non sempre scandito.
Un plauso va a Maurizio Micheli; egli, con la sua briosa interpretazione, che Stanislavskij definirebbe “di mestiere”, mantiene viva la narrazione.
Napoli - TEATRO AUGUSTEO, 9 NOVEMBRE 2007
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