Questo spettacolo non ha ancora commenti. Sai che puoi inserirne uno?
Per farlo clicca su Commenta lo Spettacolo!
Inoltre, puoi dargli un voto cliccando il pulsante Vota questo Spettacolo
qui in alto e puoi ricevere un promemoria via e-mail quando inizieranno le repliche, con il servizio Show Alert.
DATI DELLO SPETTACOLO
Autore: William Shakespeare Regia: Proteozoo Compagnia/Produzione: Proteozoo Cast: Paolo Scarcelli, Piero Pelosi, Lorenzo Ciacciavicca, Corso Dominici, Juri Galli, Andrea Rosichini, Damiano Bandelli, Alessandro Canu, Stefano Nardoni Andrea Nocentini.
Musiche di Francesco Donnini.
Descrizione
Libera riduzione della tragedia di William Shakespeare nella traduzione di Goffredo Raponi.
Una riduzione di della famosa "tragedia scozzese" che cerca di essere fedele alle intenzioni dell'autore, William Shakespeare; e che cerca, grazie alle tematiche universali che affronta, di indagare sulla debolezza umana e sulle tentazioni del potere.
Una ragnatela che potrebbe rappresentare la complessità della mente umana, i mille pensieri che si incrociano scontrandosi tra di loro, le mille sfaccettature dell’animo umano e le infinite possibilità che un uomo ha nella sua vita; decine di corde che si intersecano tra loro e una sedia, così si presenta la scena del libero adattamento di Macbeth prodotto da Proteozoo e curato da Paolo Scarcelli.
La storia rappresentata da soli attori uomini rimane fedele al testo originale sotto l’aspetto narrativo privandolo di ogni elemento grottesco. La messa in scena ruota attorno all’ottima interpretazione di Paolo Scarcelli supportato da nove giovani interpreti che, anche se con alcune lacune ed imperfezioni tecniche, riescono a rendere i personaggi credibili e psicologicamente delineati.
Unica nota negativa le luci ripetitive e non in grado di ricreare l’atmosfera di tensione e follia che Shakespeare ha così ben delineato, ma lo stesso artefice dell’illuminazione, curata da Lorenzo Ciacciavicca, ha positivamente sorpreso il pubblico con una scenografia moderna ed essenziale che ha suggestionato e trasportato gli spettatori durante tutta la messa in scena.
Si può definire riuscita la trasposizione di un testo così complesso ed articolato, dove il finale vede un Macbeth privato della sua corona, del suo potere e delle sue aspirazioni che torna ad essere quello che è: un attore; perché come diceva il grande autore “considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte”.