CANTO DI NATALE
LO SPETTACOLO
Autore: adattamento da Charles Dickens di Annamaria Russo e Ciro Sabatino Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diEdgardo Bellini Edgardo Bellini LA LOCATION
IL POZZO E IL PENDOLO LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Monica Fabaro
Chiudiamo per un attimo gli occhi. Immaginiamo per qualche istante un albero di Natale dalle decorazioni sfavillanti, che rilucono in un’ambientazione noir. Nella penombra una luce fatta ad hoc per sognare. Benvenuti nel magico mondo di Canto di Natale, opera firmata Charles Dickens. Paolo Cresta, nella suggestiva atmosfera del teatro il Pozzo e il Pendolo, con la sua voce intensa e comunicativa, accompagna lo spettatore nei chiaroscuri della vita del burbero Ebenezer Scrooge. Perfettamente calato nel clima dell’Inghilterra dell’Ottocento, per quanto riguarda anche l’abbigliamento, l’interprete attraverso una performance all’insegna dell’eleganza dello stile e della sobrieta’ riesce a catturare l’attenzione dei presenti. Si tratta di uno struggente faccia a faccia del protagonista con se stesso, che fa dell’uomo un essere fragile e solitario al contempo. A sottolineare i momenti salienti sono le musiche ed i suoni curati da Carlo Lomanto. Un racconto che ci proietta verso il senso piu' puro del Natale, ma potremmo dire dell’esistenza in generale. Una storia pregna di significato sul piano sociale quanto sul piano emotivo. Da un lato si delinea la condizione di una societa’ che conosce profondamente la poverta’, dall’altro si traccia la strada della “redenzione” percorsa dal vecchio affarista. E’ un viaggio catartico che insegna ad aprire il proprio cuore e perche’ no, anche a commuoversi. Un insegnamento autentico. Mettere al bando l’egoismo e la solitudine, per godere della gioia di donarsi al prossimo. Il pubblico vive intensamente i sentimenti di cui e’ pervasa la vicenda narrata. Fino alla chance finale che il destino riserva al ricco e avaro finanziere. Riconciliarsi con il proprio “Io” e con le persone vicine. Un lavoro che lascia il segno e affascina, anche per l’assenza di barriere tra narratore e platea. Non a caso ha contribuito all’assegnazione del Premio Girulà a Carlo Lomanto Annamaria Russo e Ciro Sabatino per la loro attivita’ registica.
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