PARLAMI DI ME
VOTO DEGLI UTENTIMedia voti: 3
LO SPETTACOLO
Autore: Maurizio Costanzo-Enrico Vaime Descrizione
Nel descrivere lo spettacolo Costanzo ha detto: “E’ come se noi entrassimo all’improvviso nella vita di un primo attore. E da quel momento lo seguiamo, avendo addirittura la possibilità di leggere i suoi pensieri, di capire la sua psicologia, le ansie, le speranze, gli orgogli e i capricci. Molta musica italiana e straniera, musica che serve di commento a quanto detto o di prologo a quanto da dire. Un balletto di otto ragazze e quattro fra attori e attrici che saranno via via le persone che appa Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diLa Redazione La Redazione LA LOCATION
SISTINA LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Filippo Colangelo
Enrico Vaime e Maurizio Costanzo hanno cucito addosso al Christian nazionale questo autentico omaggio, affettuoso e tratti malinconico, a tutto un modo di fare teatro che era proprio dell’avanspettacolo, della commedia musicale e della rivista. Un modo originale per spiegare al pubblico i retroscena dello showbusiness. Al centro della scena c’è il racconto della figura dell’attore, anzi, del PRIMATTORE, con tutte le sue nevrosi, gli insuccessi e le cadute, i capricci e le aspettative. Accompagnato da un cast di ballerini-attori-cantanti, De Sica tratteggia con leggerezza e ironia tutta una serie di macchiette che, di solito, contornano la vita professionale di un primattore e che costruivano la magia dell’avanspettacolo: la soubrette ochetta, attori squattrinati e vanitosi, gli inevitabili “maestri” dei primi provini…
Non dimentica i padri fondatori di quel genere ( la commedia musicale) che lui ha amato sin da bambino, quando, solo davanti allo specchio, interpretava i pezzi più noti di Garinei e Giovannini.
Immancabile l’abbraccio virtuale all’amato padre, tra un “Parlami d’amore Mariù” e la consapevolezza di averlo perso prematuramente.
Con un orchestra dal vivo di 20 elementi e luci che sembrano quelle di Broadway, gigioneggia con bastone e scarpe da tip tap, attraversando i cavalli di battaglia dei suoi grandi miti, Frank Sinatra e Liza Minnelli, tra “New York , New York” e luccichii di paiettes, riecheggiando anche il suo amato personaggio del vigile urbano di una nota marca di telefonia mobile.
Complimenti vivissimi a Paolo Conticini che ha costruito un'alchimia artistica unica con Christian dando quella marcia in più allo show, che purtroppo è mancato quando a fargli da spalla c'era Giorgio Raucci.
Uno spettacolo ben confezionato e ben interpretato, adatto per trascorrere due ore piacevoli in compagnia di uno dei personaggi più amati dal grande pubblico.
Bologna, EuropAuditorium, dal 22 al 27 aprile 2008
La recensione di Wanda Castelnuovo
Vivo, brillante, straordinario, coinvolgente ed entusiastico omaggio tributato al teatro da due validi e affidabili autori quali Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime grazie a un caleidoscopico Christian De Sica (Roma, 5 gennaio 1951), protagonista straordinariamente professionale, padrone di sé e capace di emozionare emozionandosi e di coinvolgere coinvolgendo tutto se stesso nei ruoli in cui si cala. Raccontandosi, ricordando e ricostruendo esperienze familiari con un padre così carismatico e importante - che lo avvia ad amare il palcoscenico con un piccolo teatro delle marionette e che sicuramente apre molte porte, ma spesso assai esigenti - e con l’ambiente frequentato dall’infanzia, Christian fa rivivere un mondo di personaggi che hanno lasciato un segno indelebile divenendo maestri da emulare: Cervi, Paolo Stoppa, Wanda Osiris, Garinei e Giovannini, Frank Sinatra, Liza Minelli ... Fluisce così un mix ben equilibrato (rivista, commedia musicale , avanspettacolo e varietà) superbamente diretto da Marco Mattolini che tiene ottimamente le fila di un complesso composto da attori e ballerini validissimi, sotto la guida del coreografo Franco Miseria, oltreché di un’orchestra di una ventina di elementi che deliziano gli spettatori con più di mezzo secolo di musiche diversissime. Un lavoro cucito appositamente sul personaggio che lo interpreta con l’entusiasmo di chi ha vissuto intensamente ciò che racconta facendolo partecipare al pubblico. Oltre cento minuti che scorrono velocissimi tra divertimento e revival con qualche sfumatura di melanconia subito fugata dal brio con cui si susseguono arie che evocano “All that jazz” di Bob Fosse e il ‘mambo italiano’ di Renato Carosone sensualmente interpretato da Sofia Loren in “Pane, amore e ...” o pezzi di teatro classici da Shakespeare, a Goldoni (nel tricentenario della nascita), a Cechov. Che dire poi delle celeberrime canzoni come “Parlami d’amore Mariù”, fiore all’occhiello, quasi simbolo musicale di papà Vittorio e dei brani tratti da commedie musicali quali “Roma nun fa la stupida stasera” di Armando Trovajoli, “Soldi, soldi, soldi” e “Non ti fidare ...” di Kramer. Musica e palcoscenico ben amalgamati per raccontare oltre alla vita del primo attore anche quella di una compagnia teatrale un po’ strampalata con gioie, sconforti, vezzi, ambizioni, tenacie, gelosie e ripicche di questi eterni bambini che vanno capiti e amati per la loro passione tanto che spesso sono più gratificati dagli applausi che dal pecunio. E applausi alla prima milanese non sono certo mancati - e ‘a scroscio’ - per ricompensare un’ottima compagnia che - possiamo credere al regista visti i risultati - ha lavorato in sintonia facendo sbocciare un magnifico fiore che non si appassisce, ma brilla di luce sempre più viva. Tutti bravissimi e affiatati, non solo il brillante Paolo Conticini con Lella di Mauro comicissima nei suoi ‘tentativi’ di fare la Soubrette, ma ciascuno ha le proprie assonanze e personalmente ho prediletto Mara Mazzei per la completezza, la verve e la finezza della sua interpretazione e Stefania Caracciolo per la sua splendida voce.
Milano, Teatro Nuovo, 29 dicembre 2007
La recensione di Tania Croce
“Parlami di me” è un tempo unico, un’ora e quaranta di prima nazionale al Sistina, il tempio del musical italiano dove Christian De Sica si racconta per la prima volta e sceglie il teatro come luogo ideale per parlare di sé e del grande Vittorio De Sica, scomparso quando lui aveva solo 23 anni.
Il noto figlio d’arte, dopo aver realizzato 85 film di successo, vinto 3 David di Donatello, 3 Telegatti e 2 Grolle d’oro… torna al teatro, il suo grande amore.
Christian esprime nel corso dello show, la sua enorme passione per il teatro e l’ammirazione nei confronti del padre che vive in ogni angolo del palcoscenico, nelle immagini e nei ricordi, nelle riflessioni e nelle domande che il figlio gli rivolge alzando gli occhi al cielo e lo avrebbe ossessionato se fosse ancora in vita, per fare uno spettacolo insieme, anche se… riconosce e ammette di avere ‘un briciolo’ del talento paterno.
E tra balletti, provini e l’interpretazione di canzoni americane come ‘New York New York’ al fianco dell’amico e collega Paolo Conticini e Laura Di Mauro, oppure di “Un bacio a mezzanotte” e “Roma nun fa la stupida stasera” come omaggio al grande amico Pietro Garinei, Christian rappresenta la sua vita, quella di un figlio d’arte attraverso il testo scritto da Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime e diretto da Marco Mattolini.
Il gruppo di attori più che una compagnia teatrale, sembra una comitiva di amici che s’incontrano in una Trattoria romana alla fine di uno spettacolo. E questo avviene veramente durante lo spettacolo e Christian dopo aver ordinato il pollo coi peperoni si mette a recitare l’Otello ma in una rivisitazione comica del dramma shakespeariano, e salendo sul tavolino della Trattoria dopo qualche scena con un’improbabile Desdemona, i peperoni che ha appena mangiato… gli si ‘rinfacciano’. Degna di nota è l’interpretazione del “Nerone” di Petrolini da parte del comico Simone Tuttobene.
“Come faccio a diventare grande?” chiede Christian a suo padre e scopre che il grande segreto per un uomo ed un artista è quello di restare bambino, così l’attore si mette a giocare e comincia a ballare un mambo… italiano.
Comico e nostalgico, De Sica regala al suo amato pubblico grandi risate e commozione.
Ma questo è il teatro ed il teatro è lo specchio della vita, dove gioia e dolore si alternano.
E il regista ha dosato sapientemente questi sentimenti che sono gli ingredienti dell’esistenza umana, ed ha dichiarato: “Christian – talvolta con il supporto di grandi proiezioni evocative - racconta la sua vita, gli inizi, i grandi maestri a cui si è riferito, a cominciare da suo padre, ma parla anche della responsabilità di portare cotanto nome, del suo amore per la musica, della sua predilezione per il jazz, lo swing, rende omaggio ai grandi miti della scena canora americana e si cimenta alla sua maniera con grandi classici del teatro come Goldoni e Shakespeare”.
Roma, Sistina, 22 febbraio 2007
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