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Descrizione
Un titolo che suona come una voglia di chiarire, puntualizzare… un paradossale e divertente viaggio dell’uomo Brignano, alla ricerca di un identità personale, intesa non come sterile individualità, ma come tenero bisogno di essere umanamente unico. Un moderno naufrago in un mare di dubbi sotto un diluvio di cifre, bande magnetiche, codici a “sbarre” che imprigionano cuore e anima. Ma Brignano non ci sta.
Ed eccolo come un moderno Don Chisciotte lanciarsi contro tutto questo. Un appassionato atto di gioiosa accusa, cantato ballato recitato, tenero, e pungente, ma sempre visto attraverso la lente della sua ironia e della sua straordinaria comicità. In questo viaggio alla ricerca dell'identità perduta, Brignano sarà accompagnato da un magnifico corpo di ballo, con musiche rigorosamente dal vivo, ma soprattutto avrà una musa ispiratrice, dalla bellezza che lascia senza fiato.
Un lettone con coperte azzurre piazzato dietro al sipario nasconde un Brignano inedito, un Brignano 'casalingo' per il suo debutto romano e il pubblico della prima all'Olimpico, lo accoglie con il calore e la complicità di sempre perché come si fa a restare indifferenti alle sue riflessioni sulla vita di tutti i giorni?
Si sveglia da un incubo forse non è riuscito a digerire la zuppa di latte con pane e le cozze che ha mangiato la sera prima, ma nel suo incubo si ode l'eco del suo nome storpiato: Brignani.
Brignani è insopportabile, il comico non può accettare un affronto simile, vuole farsi giustizia, lottare contro i mulini a vento e così ha inizio la ricerca della sua identità perduta.
Le considerazioni sull'importanza del nome per il comico sono molteplici e addirittura dice che l'indulto viene per compensare questo errore di trascrittura.
Si rivolge al suo pubblico 'reattivo' col ghigno dell'ironia ed inizia a chiedere il nome al pubblico in sala "tanto - dice - sei, sette ore facciamo tutti".
Brignano invita il suo pubblico a casa sua, offre del caffè "metto su una macchinetta da duemila" mentre dice quel che gli diceva sempre suo padre: "Figlio mio ricordati che l'ospite è sacro!". Sembra che non gli manchi niente ma ad un tratto compare una bionda appariscente ed ambigua che lo perseguiterà per tutto lo spettacolo, senza rivelare la sua identità.
Tra il letto il frigo e il guardaroba, si muove la bionda che convince l'attore a recitare la parte di Romeo nella scena d'amore più bella di tutti i tempi, quella dal balcone della Giulietta shakespeariana.
"Come si fa Romeo?" chiede il comico e lei "Sii aulico!".
"Madonna me metti paura" continua Brignano che indossando i panni dell'innamorato veneziano sembra un paggio alla corte del Re Sole più che il giovane e appassionato Romeo.
Giulietta chiede al suo Romeo di rinunciare al suo nome, il grande impedimento per il loro amore ma Brignano-Romeo risponde: "Non si può, hai capito che non si può!
E torna tutto come prima, e Brignano cerca di scoprire l'identità, il nome della bionda creatura fino a capire che quella è la sua parte femminile ed è la parte che ogni uomo ha dentro di se.
Nel suo letto si addormenta con la certezza di aver chiarito una volta per tutte come si pronuncia il suo vero nome, mentre la scritta luminosa 'Brignano', lampeggia sopra di lui.
La fiaba ha un lieto fine e vissero felici e contenti... lui e la sua parte femminile.
Roma, Teatro Olimpico, 19/12/06
Voto:
La recensione di Roberto Mazzone
Torna al Teatro Alfieri Enrico Brignano, dopo il successo riscosso la scorsa stagione con lo spettacolo “Evviva!”, per la regia dell’indimenticabile Pietro Garinei.
Lo spettacolo che questa volta vede protagonista il comico reso celebre dalla serie televisiva “Un medico in famiglia” si intitola “Brignano con la O”, scritto dallo stesso Brignano con Mario Scaletta e Augusto Fornari.
La scena si apre con Brignano che dorme e ha un incubo, nel quale tutti storpiano il suo cognome che da Brignano diventa Brignani.
Da qui nascono l’idea e il titolo dello spettacolo, una sorta di precisazione per sottolineare l’importanza del nome nella vita quotidiana di Brignano, ma anche di tutti noi.
Per il resto, Brignano immagina di aprire le porte della sua casa al pubblico, il quale diventa dunque ospite per l’intera durata dello spettacolo. Si ironizza sull’indulto, si parla del rapporto uomo-donna, si sviscera di amore attraverso una particolare rivisitazione della “scena del balcone” da “Romeo e Giulietta”!
Ma quello di Brignano è anche un profondo viaggio interiore, proprio dentro se stesso: e in questo, il comico è aiutato da una presenza femminile (interpretata da una provocante Simona Samarelli), che esprime quasi il suo lato femminile, appunto, quello che lui vorrebbe essere.
Lo spettacolo è accompagnato da alcuni gradevoli siparietti eseguiti da un corpo di ballo oserei dire perfetto, dalle musiche di un’orchestra dal vivo e da qualche canzone che, a dirla tutta, allunga inutilmente il ritmo dello spettacolo.
Si ride di gusto per due ore e mezza, perché l’idea dal quale prende corpo lo spettacolo è originale e piace, anche se, a livello di one man show, lo spettacolo potrebbe ancora di più migliorare nella qualità.