L'ULTIMA PAROLA È DEI PAVONI
VOTO DEGLI UTENTIMedia voti: 5
LO SPETTACOLO
Autore: Francesca Destefanis
Scheda spettacolo a cura di
Sycamore T Company LE RECENSIONILa recensione di Samantha Biferale
L’ultima parola è dei pavoni
Veniamo accolti in sala da una giovane donna, che già a prima vista ci conduce in un America dei primi anni ’50.
La protagonista: A., resterà questo il suo nome anonimo, è impegnata a leggere una rivista. Il palco è popolato soltanto da pochi oggetti che ci danno chiaramente l’impressione di trovarci nella stanza di un’amante della lettura.
Un’ammiratrice, della scrittrice statunitense Flannery O’ Condor, decide di scrivere una lettera di adulazioni alla sua eroina dopo esser rimasta colpita dalla profondità di un suo testo, lei inaspettatamente risponde. Inizia così una corrispondenza garbata e confidenziale che sarà il germoglio di un’amicizia profonda e intensa, attraversata da momenti di felicità e di dolore condivisi.
La storia è realmente ispirata alla lettere della scrittrice, che rappresentò il sud degli stati uniti con visionaria fantasia, e racconta, con vivace ironia e grande coinvolgimento, le vicende autobiografiche dei racconti e della vita personale della O’Connor.
Personaggio atipico e di grande disturbo in un America perbenista e puritana, lei cattolica e provocatoria. Con un senso dell’humor spiccato e tagliente, grazie al quale, seppe affrontare la malattia che aveva ereditato da suo padre, una sorta di grave forma di artrite reumatoide, che la costrinse alla deformità lenta ed inesorabile, e le tolse la vita a soli trentanove anni.
Vita riportata a noi dalle parole di un testo che ci fa riscoprire e amare la donna nella sua fattoria, circondata dai pavoni di cui era appassionata allevatrice, e dei quali crede abbiano sempre l’ultima parola.
La giovane protagonista, al secolo Tamara Bartolini, ci accompagna lungo questo viaggio con esemplare maestria, rendendo tutto il percorso ricco e avvincente modulando la sua voce con tanti toni quanti i personaggi che andremo ad incontrare.
Il racconto è toccante e scivola sul corpo come scossa elettrica per coglierci dentro e farci vibrare, fino al momento della morte della scrittrice, in cui avemmo voluto essere più vicini al dolore della sua amica che invece passa quasi in secondo piano per arrivare a fermarsi in un altro luogo, quello incantato dei pavoni, leit motiv dello spettacolo, che ci insegnano a mostrarci per quello che siamo con tenacia ed orgoglio sempre.
All’unica attrice in scena vanno i nostri complimenti più sentiti ottima l’interpretazione, così come la carica emotiva che ha saputo trasmetterci fino a farci vivere con lei i momenti migliori.
Il testo, vincitore del XXXI premio Flaiano drammaturgia under 35, risulta scorrevole e comprensivo anche a chi magari non conosce tutta la carriera letteraria della scrittrice.
Lo spettacolo è in scena al Teatro Belli fino al 29 Aprile.
SOCIAL & C.SEGNALIAMOGLI ANNUNCISPECIALE TURISMOLA NEWSLETTERIL CARTELLONEIN SCENA |