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DATI DELLO SPETTACOLO

Autore: Giorgio Panariello
Regia: Giampiero Solari
Compagnia/Produzione: Ballandi Entertainment
Cast: Giorgio Panariello

Scheda spettacolo a cura di
Roberto Mazzone

LE RECENSIONI


La recensione di Gianmarco Cesario

Cosa unisce il mondo di Shakesepare a Renato Zero, la denuncia alla vergogna dei cani abbandonati alla parodia di Flavio Briatore, le canzoni di Modugno, Tiziano Ferro e Vasco ai testi degli sms degli adolescenti di oggi?
Ecco la risposta: la capacitò istrionica di Giorgio Panariello, in scena con questo spettacolo che sta mietendo successi in tutto lo stivale in cui l’artista ripercorre tutti i personaggi e le “gags” (come direbbe lui), che lo hanno portato al grande successo televisivo, e ad essere perciò uno dei beniamini del grande pubblico.
Nelle due ore senza interruzioni del suo show, Panariello non si risparmia, e tra travestimenti (irresistibile quello dell’”Uomo Vogue”) e coinvolgimenti del pubblico il tempo scorre fino al tenero finale, un disincantato e malinconico monologo sulla vecchiaia.
Due ore trascorse in maniera divertente ed intelligente, grazie anche alla straordinaria capacità di coinvolgimento del maestro Dino Mancino, un vero virtuoso delle tastiere, che ha curato una colonna sonora, suonata in diretta, davvero trascinante.
Bravo Panariello, a cui forse avrebbe fatto bene però, a trovare un difetto, un rinnovato repertorio, per affermare una matrice più teatrale ed una ricerca verso un meno scontato impatto “televisivo”. In ogni caso lo spettacolo restituisce al teatro l’Attore Panariello, quello che ha recitato fino a poche stagioni fa Moliere, e, speriamo, questo potrebbe essere un primo passo per mete più alte ed innovative, meno attente ad assecondare il pubblico nella sua smaniosa e statica ricerca di ritrovare in teatro ciò che già conosce..

Napoli
TEATRO ACACIA
6 dicembre 2007
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Voto: Voto del Redattore: Gianmarco Cesario


La recensione di Monica Cirillo

Eccolo qua il mondo di Giorgio, un mondo fatto dei personaggi dei nostri ricordi, della nostra infanzia, del nostro immaginario collettivo.
Un mondo fatto di cose semplici, di attualità, di caratteri sopra le righe che però sanno, al momento giusto, anche trasmettere messaggi di solidarietà e di speranza. Un augurio, tra i sorrisi (ma spesso sono proprio risate piene) che inevitabilmente fa scolpire sulle labbra anche agli spettatori più controllati e compassati, per un mondo migliore. Un mondo in cui ai bambini si insegna a giocare e non ad essere ‘accuditi’ dalla Tv, un mondo in cui non si abbandonano gli animali sulle autostrade e in cui ai vecchi è ancora concesso il privilegio di sognare.
Dopo il successo dello scorso anno Panariello è tornato e fa del Suo meglio… ancora. Non si risparmia e sfodera per due-ore-due di spettacolo ininterrotto, quasi un one man show, i personaggi più amati dal pubblico, dall’entusiasmante ed esagerato Renato Zero, all’eccentrico e stravagante Flavio Briatore (Naomo). Si ride, si ride a crepapelle e poi ci si ferma a riflettere, a pensare, ricordare, tutti insieme, perché Panariello è un trascinatore e la platea diventa spalla e complice del grande istrione.
Carlo Pistarino è, insieme allo stesso Panariello, un raffinato e pungente autore. In scena ci regala un cameo in cui interpreta un esilarante quanto insopportabile sommelier franco-piemontese.
Scenografia praticamente inesistente, se si fa eccezione per un fondale su cui si proiettano in formato 2:1 tutti i personaggi prima dell’entrata in scena.
Grande apporto in questa produzione Ballandi Entertainment è la tastiera di Dino Mancino che accompagna, sottolinea, esalta e spesso prende il sopravvento sul canovaccio comico di Panariello.
Giampiero Solari firma la regia, ma ha un compito decisamente facile (almeno in apparenza). Panariello sembra infatti fare tutto da solo, e si muove nello spazio scenico come un bambino nel liquido amniotico, perfettamente a suo agio.
Uno spettacolo da vedere e poi, perché no, anche rivedere. Per sentirsi un po’ adolescenti, cantare insieme (e la platea lo fa davvero) le canzoni degli autori preferiti e lasciare fuori, almeno per un po’, il grigiore del mondo che ci circonda.

Milano
Teatro Smeraldo
6 novembre 2007
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Voto: Voto del Redattore: Monica Cirillo


La recensione di Tania Croce

Giorgio Panariello ha baciato come il Papa le tavole del palcoscenico del Sistina prima di iniziare a fare del suo meglio nella Capitale, raccontando i primi anni di lavoro a Roma la città dove ha iniziato come spogliarellista in un noto locale ma, il pubblico ovviamente... non gli ha creduto.
E' raro che un comico affronti discorsi culturali di un certo livello e lui l'ha fatto imitando la voce di Piero Angela per parlare dell'evoluzione della specie; ha illustrato accanto agli esemplari di uomo preistorico, l'homo vogue, quello alla moda e per farlo capire al suo pubblico ha indossato un abito con gonnellino scozzese identico a quello di un modello.
Nel suo ampio discorso sulla comunicazione, pieno di digressioni e di personaggi come il bonario Merigo o l'egocentrico Naomo, Panariello ha smascherato i vizi degli uomini, troppo attaccati all'apparire e meno consapevoli di quel che sono diventati, depilati e scolpiti nel fisico e aridi a tal punto da dimenticare la parola amore, l'amore di Paolo e Francesca, l'amore sognato e descritto da Shakespeare e anche quello di Dolce e Gabbana.
Ed è così che il comico toscano ha recitato i versi di un sonetto shakespeariano, raccontando quel che i giovani usavano quand'era giovane, per dirsi ti amo: le canzoni. Ha cantato alcune canzoni italiane popolari ed il pubblico lo ha accompagnato fino a quando è comparso il mitico Renato Zero, una delle sue imitazioni più famose e riuscite ed a cui Panariello è legatissimo.
La gag con Pistarino sommelier è passata inosservata rispetto al resto dello spettacolo, un musical di due ore senza sosta in cui il pubblico non ha smesso di ridere e di riflettere sulle tematiche affrontate da Panariello come la globalizzazione, l'individualismo e l'abbandono dei cani.
Persino l'anziano Raperino ha costituito una pausa per riflettere ed emozionarsi dopo aver tanto riso con Giorgio Panariello, nel suo divertentissimo spettacolo.

Roma, Sistina, 9 ottobre 2007
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Voto: Voto del Redattore: Tania Croce

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