... È PERMESSO?
LO SPETTACOLO
Autore: Vaime, Montesano, Vianello, Gianotti Descrizione
Enrico Montesano è il protagonista assoluto, anzi il mattatore di questo nuovo spettacolo. Un “one man show” ricco di divertimento, di musica, di ironia e di allegria. Uno spettacolo intenso e coloratissimo proprio come vuole la tradizione del Teatro Sistina, che lo produce insieme alla Promnibus e alla R.P.S. Ancora una volta Enrico Montesano sale sul nostro palcoscenico per incontrare il suo pubblico e regalargli due ore di risate ininterrotte.
Scheda spettacolo a cura di
La Redazione LE RECENSIONILa recensione di Silvia Marchetti
Quando si decide di assistere ad uno spettacolo di Montesano, qualsiasi uomo o donna che ne conosca il talento e l’ironia sa che non avrà mai un attimo per annoiarsi o per appisolarsi. Enrico è l’allegria fatta a persona. La sua mente è come un cilindro magico dal quale riesce a tirar fuori meraviglie e sorprese. Durante la sua lunga e fortunata carriera, il comico e attore romano è riuscito a conquistare la fiducia e la stima di tutti gli italiani e, anche in questo nuovo lavoro, non delude, anzi, incanta il suo pubblico e lo coinvolge in situazioni divertenti e movimentate.
Da un piccolo armadio posto a sinistra sul palco, Enrico Montesano esce con l’aria di chi si sente un po’imbarazzato e fuoriluogo, chiedendo, gentilmente, “Scusate, è permesso?”. E, da qui in poi, le sue parole sono come un fiume in piena, pronte a travolgere e a lasciare il segno. Paura di essere politicamente scorretto? Sensi di colpa per aver criticato qualche personaggio politico dei nostri sciagurati giorni? Nemmeno per sogno. I vari Berlusconi, Casini, Mastella, Prodi, Padoa Schioppa non possono essere “risparmiati”. Senza mancare di rispetto a nessuno e senza essere eccessivamente volgare, Enrico racconta i difetti della nostra Repubblica e dei suoi protagonisti, rimanendo sempre fedele alla realtà dei fatti e all’attualità degli eventi.
Sul palco un’orchestra di sei ottimi giovani musicisti intrattiene il pubblico regalando attimi di nostalgia ed emozione, proponendo canzoni e motivetti del nostro passato, da “Domenica è sempre domenica” dei mitici Garinei e Giovannini a “Cos’è la destra, cos’è la sinistra” del grande Giorgio Gaber. Un condimento ottimo per servire una satira politica prelibata, piccante e gustosa. Accanto a Montesano si esibiscono quattro ballerine e quattro cantanti, la cui presenza e bravura donano completezza e freschezza allo spettacolo. Non c’è tregua, non si può fermare il ciclone romano: il pubblico ride, canta, comunica e gioca con lui. Vietato non partecipare alla festa politicamente scorretta, proibito tacere di fronte alle situazioni tragi-comiche dell’Italia. Oggigiorno fare satira politica sembra andare di moda, ma Montesano non è mai banale o scontato. E’ un innovatore e un portatore sano di comicità e intelligente leggerezza del vivere. Ha gusto e un pizzico di genio nel trattare argomenti pungenti e insidiosi come, ad esempio, il problema della spazzatura a Napoli o la microcriminalità causata da extracomunitari; da vero fuoriclasse del palcoscenico e della comicità, egli analizza in modo crudele e puntuale ogni sbavatura del nostro sistema e della nostra società, non dimenticando, tuttavia, di sdrammatizzare quando si pongono problemi e situazioni pesanti.
Ottima l’organizzazione dello spazio scenico, così come la scelta dei costumi e delle canzoni, elementi inseriti con coerenza e precisione nel contesto. La scenografia è apparentemente ridotta all’essenziale ma ben curata nei suoi pochi e semplici dettagli. I testi, scritti dallo stesso Montesano con la collaborazione di amici come Vaime e Vianello, sono genuini, brillanti e, talvolta, cattivi. Non c’è spazio per timide affermazioni o false accuse. Il dito è puntato dritto verso i colpevoli; il terreno, anche se difficile e scivoloso, è percorso con coraggio e determinazione. E’ la verità che deve essere portata in scena e, perché no, utilizzata per ridicolizzare e ridicolizzarci.
Non si può mancare all’appuntamento con “E’ permesso?”. Montesano è un padrone di casa che sa come intrattenere i suoi ospiti, riservando loro una serata speciale. Un comico di razza che ride e fa ridere davvero, con la pancia e, soprattutto, col cuore.
Carpi (MO), Teatro Comunale, 16 febbraio 2008
La recensione di Angelo Maria Abele
Una serata piacevole, di rilassante serenità . L'esperto e "maturo intrattenitore ", con la sua simpatia è capace di entrare in maniera garbata e simpatica nei problemi e momenti della nostra vita quotidiana, satirizzando, ma nello stesso tempo evidenziando sacrosante verità.
Il risultato è una satira che coinvolge momenti di vita, dal privato al sociale, ai rapporti con "gli altri", con gli extracomunitari, la Cina, la religione, dedicando uno spazio preponderante alla satira politica. Montesano passa in rassegna molti personaggi della nostra politica nazionale imitandone maestralmente espressioni, atteggiamenti e voci, con l'aggiunta di una piccola parte dedicata alle sue origine profesionali, piena di geniali imitazioni.
Lo spettacolo è ben congegnato ed accompagnato dalla gradevole presenza di un corpo di ballo formato da avvenenti ballerine e bravi ballerini che accompagnano e cantano con Montesano una serie di brani selezionati e pertinenti ai temi man mano trattati, recuperati dagli anni '50, '60 e '70 e che fanno comunque rivivere le emozioni di quegli anni. Tutto lo spettacolo è accompagnato da una band di 4 veri professionisti che per tutto il tempo ( 2 ore) rimangono attivi producendo musica di qualità. Da vedere!
teatro Manzoni,
Milano,
6 novembre 2007
La recensione di tania croce
Si fa presto a dire satira, avrebbe detto il grande Panelli e si fa presto a parlare e sparlare ma, ci vuole rispetto ed educazione e c’è chi come Enrico Montesano, preferisce chiedere il permesso al suo pubblico della prima che stasera ha riso e cantato insieme a lui.
Si fa presto ad imitare Papa Benedetto XVI oppure a rimpiangere l’ex premier Berlusconi, oppure i politici di una volta, veri signori da cui prendere esempio, si fa presto a far ridere attraverso la parolaccia soprattutto quando si tratta di un comico romano ma lui no, Montesano ride col suo pubblico di questa società senza principi, e non usa le parolacce per far ridere ma ride per il modo in cui anche le parolacce impronunciabili in un paese cattolico come il nostro, siano ormai ‘sdoganate’ anche in tv e se ne vedono di tutti i colori.
Ma la tv ora non ha più come agli inizi, un programma di apertura ed uno di chiusura, come ricorda Montesano con nostalgia. C’era un solo canale: la Rai, ed è alla Rai che il comico è stato assunto dopo un’ estenuante gavetta per le piazze ed alle feste dei santi a presentare gruppi musicali ed a riempire gli spazi vuoti quando non era nessuno.
Ma la satira è pesante e il comico sente il bisogno di leggerezza, l’Insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera, la leggerezza di Italo Calvino e si lascia cullare dalla leggerezza della poesia e dei versi di Leopardi che legge ammirando la luna.
Tra le citazioni letterarie del secondo tempo, le imitazioni ed i ricordi del suo provino in Rai, la satira politica si dilegua e lascia il posto all’entusiasmo di un pubblico che canta con lui e sceglie la versione n. 2 della canzone “Ma chi te lo fa fà”, il cui testo si trova sotto la poltrona di ognuno. Dopo alcune prove, parte un coro da stadio ed il Sistina di trasforma in un antico anfiteatro con le folle che partecipano allo spettacolo teatrale.
Canzone: “Stavolta no a votà nun ce se va anzai che strizza che fai pijà tu voti voti ma la situazione nun è che cambia c’è questo o quello tanto è sempre uguale è tutto un magna magna…
Roma, Sistina
14 novembre 2006
Per saperne di più su Show Alert, clicca qui. SEGNALIAMOLA NEWSLETTERSYNDICATIONIL CARTELLONEIN SCENA |