COPPELIA
LO SPETTACOLO
Autore: Raffaele Paganini Descrizione
La nostra grande ed estroversa étoile ci presenta un classico di repertorio. “Coppelia”, dal sottotitolo “La ragazza dagli occhi di smalto”, è il risultato di un intenso lavoro di collaborazione. La coreografia originaria è di Arthur Saint-Léon (1821 - 1870), co-autore del libretto con Charles Nüitter, un archivista volontario all’Opéra e drammaturgo di esperienza. La storia trae spunto dal racconto, “Der Sandmann”, di E. T. A. Hoffmann (1776 - 1822), scrittore romantico e compositore tedesco. Nell’opera primeggia il conflitto tra idealismo e realismo, arte e vita: Franz, il protagonista è tentato di scegliere la donna perfetta, la bambola Coppelia, invece della donna naturale, la sua innamorata Swanilda. In seguito ad una serie di tentativi repressi di tradimento da parte di Franz, l’amore vero trionferà, ma non senza difficoltà e sofferenze da parte della giovane ragazza piena di sogni e di speranze nel futuro. La musica, pittoresca e ispirata, è di Leo Delibes (1836 - 1891), allievo di Adolphe Adam, compositore di Giselle. L’autore nel comporre l’opera ha esteso le sue ricerche a temi che esprimessero i sentimenti dei protagonisti per identificarne le personalità. Importante novità che quest’opera ha apportato nel Balletto classico è l’inserimento di balli di sala dell’ottocento. Da allora parti di danze popolari sono diventate caratteristiche del balletto classico. Alla prima, nel 1870, erano presenti Napoleone III e l’imperatrice Eugenia. In questa rappresentazione la musica originaria esaltata ancor più dalle coreografie di Luigi Martelletta, fa emergere con forza la travolgente personalità dell’incomparabile Raffaele Paganini, étoile del Teatro dell’Opera di Roma, interprete di numerosi Balletti classici e di musical di successo. Coppelia è stato un successo immediato, dal 1871 è nel repertorio dell’Opéra di Parigi.
Scheda spettacolo a cura di
Alessia Coppola LE RECENSIONILa recensione di Alessia Coppola
“Coppelia”, dal sottotitolo “La ragazza dagli occhi di smalto”, è il risultato di un lungo ed intenso lavoro di collaborazione. La coreografia originaria è di Arthur Saint-Léon (1821-1870). La storia è tratta dal racconto “Der Sandmann” di E. T. A. Hoffmann (1776-1822).
La musica, pittoresca e ispirata, è di Leo Delibes (1836-1891) compositore di Giselle. L’autore, nel comporre l’opera, ha voluto che i temi esprimessero il sentimento dei singoli protagonisti, per scorgerne le personalità. Così, ogni personaggio ha uno o più temi che lo caratterizzano.
Quest’opera ha introdotto un’importante novità nel Balletto classico: ha inserito, infatti, danze popolari, conosciute per essere, durante l’ottocento, balli di sala, diventate ormai danze caratteristiche del balletto classico.
In questa rappresentazione, la musica originaria, esaltata dalle coreografie di Luigi Martelletta, fa emergere ancora con più forza la travolgente personalità e l’eccezionale bravura dell’incomparabile Raffaele Paganini, étoile del Teatro dell’Opera di Roma, conosciuto ed apprezzato in diversi balletti classici e in musical di successo. Un gran primo ballerino che è stato, diverse volte, protagonista di numerosi riconoscimenti e premi che hanno voluto lodare la sua maestria nel balletto classico e nell’arte della danza in genere.
Si assiste ad uno spettacolo che lascia senza fiato. Si resta ammirati dai passi di danza svolti alla perfezione e con estrema passione dai ballerini della “Compagnia Nazionale Raffaele Paganini”. Paganini stesso mette in scena la propria arte sublimemente e la sua esibizione non delude, anzi suscita sentimenti impetuosi che sfociano in applausi incessanti. Il suo ruolo, all’interno della storia, emerge come filo conduttore e mette in risalto la complessità del personaggio.
La storia è interpretata con semplicità e, grazie alle abilità espressive dei ballerini, non si fa difficoltà a capire la trama ed il sentimento che lega l’interprete maschile, Coppelius (Raffaele Paganini), alla Bambola, prima, e a Swanilda, poi. Bravissime le protagoniste femminili: Scilla Cattafasta, nel ruolo di Swanilda, e Teresa Strisciulli, nel ruolo della Bambola.
La scena si apre su una piccola città di provincia durante gli anni ‘50/’60. Swanilda vive la sua quotidianità con un sogno nel cassetto, quello di entrare a far parte del favoloso mondo del cinema. Conosce Coppelius, uomo affascinante e cineasta appassionato, che vive con una bellissima creatura meccanica dalle sembianze di donna fatale. L’uomo conduce Swanilda nel suo mondo, da lei fino allora solo immaginato, e le rivela tutti i segreti. Swanilda, dapprima, viene coinvolta in un gioco di emulazione delle diverse e seducenti protagoniste del cinema, poi impara a far proprie le caratteristiche artistiche di ciascuna. Coppelius si legherà a lei e le darà la sua approvazione artistica. Swanilda riuscirà finalmente a concretare i suoi sogni: entrerà a far parte del mondo del cinema.
Napoli, Teatro Bellini, 14 febbraio 2006
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