LA SIGNORINA GIULIA
VOTO DEGLI UTENTIMedia voti: 3
LO SPETTACOLO
Autore: August Strindberg Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diRoberto Mazzone Roberto Mazzone LA LOCATION
DELLA PERGOLA LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Antonio Lepre
La Tragedia naturalistica scritta nel 1888 da August Strindberg “La Signorina Julie”viene riproposta per il pubblico partenopeo al Teatro Bellini per la regia di Armando Pugliese. Per chi conosce il testo dello strepitoso drammaturgo svedese, questa messa in scena rispecchia in modo a dir poco preciso le direttive di regia dell’autore stesso; infatti già dall’aprirsi del sipario lo spettatore nota un fatto inusuale a teatro, ovvero sia la piattaforma che rappresenta l’unico luogo ove si svolge l’azione è obliqua. In questo modo la scenografia di Andrea Taddei rispecchia ciò che ha reso Strindberg uno dei più grandi autori del teatro contemporaneo: l’anticonformismo. Strindberg era contro la classe aristocratica della sua Svezia di fine ottocento, ed è questo che appare nella veste di Julie: una classe aristocratica corrotta e viziata senza intelletto.
Tutta la vicenda è frutto della notte di San Giovanni, legata a leggende e riti nordici è nell’immaginario popolare nordico, la notte in cui può accadere di tutto, e difatti la Pantomima proposta in questa pièce riprende letteralmente questa tradizione, danze a dir poco boccacesche, scene erotiche, baccanali, situazione dionisiache, un carnevale insomma, come direbbe Bachtin il capovolgimento della realtà.
Questa, inoltre, funge anche da stacco tra primo e secoondo atto anche se nel lavoro originale non era previsto nessuna interruzione perchè secondo l’autore l’attenzione dello spettatore deve andare crescendo e non può interrompersi all’improvviso.
Vanessa Gravina ed Edoardo Siravo interpretano in modo stupefacente i due difficilissimmi ruoli loro assegnati. Il continuo cambio di umore della Julie di Strindberg non rende la vita facile a nessuna atrice e la Gravina è stata bravissima nel tener sempre testa a situazioni emotive come quelle che vive la protagonista. Per quanto riguarda Sirana egli segue alla lettere ciò con cui l’autore aveva plasmato il suo peronaggio, ed Edoardo Siravo ne ha vestito l’abito in maniera superlativa.
Più che della signorina Julie, infatti, Jean, l’arrampicatore sociale, è innamorato dello Status simbol della signoria, pur invidiando i nobili ; e ciò infatti rende grande questo personaggio che rispecchia in maniera totale lo Strindnerg uomo.
Teatro Bellini
Napoli, 27/11/2007
La recensione di Anna Colaiacomo
Non si uccide questa volta la Signorina Giulia, destinata comunque ad una morte dell’anima: quella di una classe che scompare, quella di una donna rassegnata a non trovare mai una autentica corrispondenza d’affetti. Né con i suoi pari, né con i suoi subalterni, perché vive soprattutto in lei questa impossibilità di amore.
Non si uccide fuori scena, come nel dramma di Strindberg, ma muore sulla scena lentamente ed inesorabilmente, in questa rappresentazione di Armando Pugliese, che “annienta” un personaggio così ricco di sfumature, di contraddizioni e di vita in una recitazione piatta, cadenzata da pause che ritmano un tempo sempre uguale. Spettacolo mono- tono, senza variazioni dell’animo, né della voce né del corpo, nonostante i tentativi di movimentare e di rendere credibile la dinamica dei rapporti da parte del servo Jean ( Edoardo Siravo) e della serva Kristin ( Simonetta Graziano). Bella la scenografia, con la cucina d’altri tempi di tre quarti ( così ricca e interessante da distogliere l’attenzione), con l’albero che si staglia in fondo, quasi come una finestra sul mondo, ma senza speranza. Piacevole anche l’arrivo dei contadini, quasi una femministica danza delle streghe. Ma né l’una né l’altro sono riusciti a invertire l’inarrestabile, inevitabile, ondata di noia che ha invaso tutta la sala.
LA SIGNORINA GIULIA
Regia di Armando Pugliese
Con Vanessa Gravina, Edoardo Siravo, Simonetta Graziano
TEATRO COMUNALE
TERAMO 27 NOVEMBRE 2006
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