IL PRINCIPE DELLA GIOVENTÙ
LO SPETTACOLO
Autore: Riz Ortolani-Ugo Chiti Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diRoberto Mazzone Roberto Mazzone LA LOCATION
DELLA PERGOLA LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Wanda Castelnuovo
Un impegno serio rappresentare un frammento di storia fondamentale per Firenze, tra i centri propulsori dell’Umanesimo e del Rinascimento italiano in una Penisola in cui il Pontefice, fortemente impegnato nel potere temporale, tiene ancora le mani in pasta nei contrasti tra i potenti.
Non a caso centro focale di tutta la scenografia è la magnifica cupola del Brunelleschi, simbolo di una cultura moderna e di un salto verso il futuro e all’epoca dei fatti descritti nell’opera da poco terminata.
Fuori e dentro una Firenze brulicante di vita e un popolo che ama i due fratelli: Lorenzo - raffinato letterato, mecenate elegantemente gaudente nonché consapevole della caducità della vita e soprattutto uomo politico accorto, proiettato verso un nuovo concetto del governare e a 28 anni già ‘carico’ di una decina di anni di governo - e Giuliano che non disdegna di scegliere l’amore proprio nel popolo.
Il primo tempo è segnato dalla stupenda policromia tra il rosso (simbolo di fuoco, calore, vita e sangue) delle architetture e dei vestiti - tutti incantevoli, affascinanti e capaci di riportare al clima magico della Firenze quattrocentesca - dei seguaci dei Medici, il nero e il giallo (colori del male e dell’odio nella concezione occidentale) dei sostenitori dei Pazzi e l’azzurro del cielo ricalcato dalla veste femminile di Fioretta Gorini, quasi creatura angelicata e fonte di estasi amorosa per il giovane, colto ed esuberante Giuliano definito, dal Poliziano “Il Principe della Gioventù”.
Un intreccio intricato, ma chiarissimo tra sospetti, ambizioni, gelosie, mene e intrighi anche di una Chiesa che sobilla, incita e non si perita di fare eseguire l’eccidio, la celeberrima congiura de’ Pazzi (perno dell’opera) proprio nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore dove sta officiando il Cardinale Riario (nipote del papa Sisto IV e simpatizzante dei Pazzi).
E il destino farà in modo che il bimbo in grembo a Fioretta, straziata dal dolore, sia destinato a divenire il futuro Papa Clemente VII.
Più scuri i colori del secondo atto in cui si ha una divaricazione tra gioia/nascita e dolore/morte scanditi da una musica composta sia nell’allegria, sia nella sofferenza struggente che non farà demordere dal potere Lorenzo, destinato a divenire il Magnifico e “ago della bilancia della politica italiana”, sempre misurato, ma fortemente elegiaco sia quando loda la giovinezza, l’amata Firenze, quasi una splendida e delicata donna, e l’amore.
Gradevolissime e fonte di raffinate emozioni le varie esibizioni (bravissima tra gli altri Donatella Pandimiglio nei panni della governante Cencia) grazie anche alla sapiente regia di Pier Luigi Pizzi.
Un’occasione da non perdere per vedere rappresentata l’italianità da un grande italiano, Riz Ortolani, che anche nella musica ha cercato di riportarci al perduto Rinascimento: un sogno per tutte le generazioni.
Milano, Teatro Arcimboldi, 6 maggio 2009
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