COLAZIONE DA TIFFANY
VOTO DEGLI UTENTIMedia voti: 5
LO SPETTACOLO
Autore: Truman Capote Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diRoberto Mazzone Roberto Mazzone LA LOCATION
DELLA PERGOLA LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Sara Angrisani
Colazione da Tiffany
Chiunque si aspetti di trovare traccia del film nel riadattamento teatrale di Piero Maccarinelli cade in errore. Questa è l’impressione che ha il pubblico del teatro Verdi di Salerno assistendo allo spettacolo “Colazione da Tiffany”, in scena fino a domenica 19 febbraio.
Visto il 16/02/2012 a Salerno (SA) Teatro: Verdi La recensione di Laura Da Prato
In principio era il romanzo ( breve). Era il 1958 quando Truman Capote poco più che trentenne dipingeva l'America dei salotti mondani e il passaggio dal puritanesimo alla voglia di trasgressione e cambiamento che aleggiava in mezzo mondo dopo la guerra fredda. Una visione cinica e scanzonata dei tanti vizi e delle poche virtù degli uomini e delle donne dell'epoca, uno spaccato sicuramente autobiografico ma criptato. Quello che poi il grande pubblico ha conosciuto è stato l'adattamento rosa del film di Blake Edwards che ha consacrato sia Tiffany che la sua protagonista Audrey Hepburn come icone mondiali. Con il recentissimo adattamento teatrale di Samuel Adamson, Piero Maccarinelli e Gli Ipocriti portano in scena proprio la storia d'origine, riappropriandosi delle parole e delle immagini di Capote. Mentre la protagonista assoluta resta Holly Golithly, la voce narrante della storia è William Parsons ( notare l'analogia con il cognome originale di Capote, Persons ) ; Lorenzo Lavia veste i panni dello squattrinato scrittore, coinquilino di Holly - e di altri surreali personaggi- ; impacciato, indeciso, è un tipicol loser fin dall'inizio, e perde quell'alone di furbesco charme che aveva caratterizzato il personaggio interpretato da George Peppard, è lo scrittore con il blocco dello scrittore, che ha bisogno di un motivatore e/o di un motivo e forse lo trova attraverso l'incontro/scontro con Francesca Inaudi che veste i panni di Holly, la ragazza che tutti amano, l'inquilina "in transito" che non si accontenta mai, che si lascia influenzare dalla moda o dalla persona del momento mostrando un'ingenuità che poco si addice ad una donna di mondo quale essa vorrebbe essere. Francesca Inaudi ha poco o forse niente del personaggio etereo della Hepburn, incarna maggiormente la donna (s)vampita che era nei sogni e nei piani di Capote, una Marylin ante-litteram che strizza l'occhio alle pin-up da copertina dei magazine di moda dell'epoca, saggia e al tempo stesso così "semplice" da non rendersi conto di essere complice della Mafia nera. Difficile allontanare dalla memoria le scene indelebili di fronte a Tiffany's o nell'auto che porta Holly/Audrey in centro a New York; nella dimensione teatrale ( complici le scene di Gianni Carluccio ) viviamo fuori/dentro gli appartamenti dei protagonisti, poco lasciamo gli interni costruiti a incastro proprio come la vita della protagonista che fugge continuamente dalla gabbia dorata che invece attrae così tanto il povero William. Si parla di droga, alcol, prostituzione e mafia appunto in questo adattamento che non lascia il tempo di sop-pesare le forti tematiche poco teatrali, affrontando, e lasciando sospeso, anche il tema della sessualità e dell'omosessualità, che resta accennato, velato, soprattutto nei personaggi maschili, in primis in quello di William, che forse non riesce a rendersi conto di ciò che vuole veramente. Ad un certo punto si dichiarerà innamorato di Holly, ma lei, che guarda avanti e vede dentro alle persone, ha già capito che per loro due non ci sarà l'atteso happy ending. Visto il 17/01/2011 a Pietrasanta (LU) Teatro: Comunale SOCIAL & C.SEGNALIAMO
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