AUNTIE AND ME
LO SPETTACOLO
Autore: Morris Panych Descrizione
Morris Panych riesce a raccontare in maniera semplice conflitti complicati. Una storia goffa, comica, e profondamente tragica. I protagonisti ricordano due Clown che vestono i panni di persone qualunque, con nessun tratto di eroismo. Il linguaggio della pièce è diretto, la struttura è comprensibile. Kemp apprende da una lettera che sua zia è morente. Si precipita da lei mollando tutto, ovvero quel poco che regge la sua vita, per assicurarsi della morte della zia e impossessarsi dell'eredità. Ma la morte annunciata e tanto attesa tarda ad arrivare. Una commedia nera, un affresco umoristico della solitudine, del cercarsi, del mangiarsi a vicenda. Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diRoberto Mazzone Roberto Mazzone LA LOCATION
DELLA COMETA LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Alessandro Paesano
Una commedia noir che fa ridere e commuove.
La maggior parte dei miei personaggi deriva direttamente da un monologo
di Cechov in cui un uomo maltrattato dalla moglie tiene un discorso sui danni del tabacco, e finisce per parlare di quanto odi la sua vita. È un autentico clown, una completa nullità, un timido perdente, ma con una grande rabbia dentro Morris Panych
Scritta e andata in scena nel 1995 col titolo di Vigil, questa commedia nera del canadese Morris Panych dopo il successo in patria è stata portata al festival di Edimburgo nel 2002 col titolo Auntie and Me (t.l. Zia e me), e con questo titolo approda in Italia in prima assoluta, nel 2009, per la traduzione Valentina Rapetti, la regia di Fortunato Cerlino, interpretata da Alessandro Benvenuti e Barbara Valmorin.
Auntie e Me è un monologo dissimulato visto che, pur prevedendo la presenza in scena anche del personaggio femminile, le fa dire tre battute (di numero) in tutto l'arco della storia, mentre il personaggio maschile, animato da una sovreccitazione verbosa, parla per due.
Visto il 10/04/2012 a Roma (RM) Teatro: Della Cometa La recensione di Gianmarco Cesario
Zia e nipote in un interno In un’anonima camera da letto un’anziana donna trascorre quelle che dovrebbero essere le sue ultime ore. Un uomo di mezza età si presenta come il suo quasi sconosciuto nipote per accompagnarla verso quello che egli crede sia il suo imminente trapasso. Ma passano i giorni, le settimane ed i mesi, e quella che per l’uomo doveva essere una breve permanenza diventa una coabitazione obbligata. Un’occasione, però, perché egli possa raccontare se stesso, le sue frustrazioni, la sua rabbia, il suo fallimento ad un’ascoltatrice muta, che subisce anche le sue angherie di piccolo uomo arido, tradito da una vita irrisolta e fino a quel momento senza scopi e senza amore. Ma poi ecco che avviene l’imprevedibile. Questa, in poche righe, la sinossi di un testo che difficilmente lascia indifferenti, “Auntie and me” , ovvero “Mia zia ed io”, dello scrittore canadese Morris Panich. Un testo cattivo, graffiante, ironico e malinconico, una vera “black comedy” di cui il regista Fortunato Cerlino ha saputo perspicacemente far emergere le pieghe più amare quanto quelle più spiccatamente umoristiche, mettendo a frutto il suo amore per Anton Cechov, nel tratteggiare il dolore di vivere, la disperazione ed il disagio, attraverso il paradosso, dei personaggi che Panich stesso ha tratteggiato quali eredi naturali di quelli che un secolo fa creò l’autore di “ZioVanja”. Un risultato eccellente che non può, assolutamente, trascendere dalla splendida prova dei due bravissimi attori che vestono i panni dei protagonisti. Alessandro Benvenuti è l’ interprete ideale di questo uomo che, proprio come zio Vanja, si sente in credito con una vita che non gli ha riservato nulla di quanto da lui desiderato, e come Vanja medita propositi violenti, addirittura autolesionisti, che finiscono in ridicoli ulteriori fallimenti, ed anche la partenza, come quella che progettano le cecoviane tre sorelle, sarà una partenza agognata ma non realizzata. Di tutto ciò Benvenuti offre una grande prova d’attore grazie alle sue ben note qualità di interprete dall’incisivo umorismo nero. Accanto a lui una straordinaria (ma questo termine rischia, in questo caso, di sembrare addirittura riduttivo) Barbara Valmorin. Non sappiamo quante attrici della sua levatura avrebbero accettato un personaggio che in un’ora e mezza circa emette solo tre battute, apparentemente nemmeno incisive, ma sappiamo che forse nessuna quanto lei sarebbe riuscita a riempire i silenzi con una recitazione fatta di gesti, sguardi e sfumature che, senza nessuna sottolineatura ne’ alcun eccesso espressivo, hanno regalato allo spettatore emozioni a cui forse si sta disabituando, le emozioni vere che solo la grande arte riesce ancora a dare.Visto il 07/01/2010 a Napoli (NA) Teatro: Meracdante - Sala Ridotto SOCIAL & C.SEGNALIAMO
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