IL GIOCO DI ADAM
LO SPETTACOLO
Autore: EDUARDO FIORITO Descrizione
Un dramma erotico. Una storia d’amore annebbiata dai tradimenti, soffocata nei ricordi, persa in un dedalo inestricabile di menzogne e doppiezze. La distanza che separa Adam da Stella diviene l’ossessione che li possiede. Lo sguardo affonda nell’intimo della dimensione privata: Adam e Stella si gettano e scivolano nella rielaborazione pornografica di un evento costruito e rimosso dall’immaginario, dove la carne è denudata dalla società, dalla politica, dalla finzione come da ogni metafora che conduca i significati altrove da dove realmente essi sono. E’ un lavoro spoglio ed inquieto, testimone di una situazione di malessere più generale che l’autore sente come male oscuro e centrale: vale a dire il suo appiattimento ontologico, la mercificazione del corpo, lo sfruttamento e la strumentalizzazione dell’altro come scandaloso strumento di dominio e di inganno. Posto unico: interi € 14,00 – ridotto € 10,00 Info: epicentroarte@yahoo.it - 347 34 26 377 - 329 222 90 92 Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diEduardo Fiorito epicentroarte Eduardo Fiorito epicentroarte LA LOCATION
DELL OROLOGIO SALA GASSMAN LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Luisa Monnet
Dopo la bella prova dell’anno scorso, con un Don Giovanni multimediale e sfaccettato, il regista Eduardo Fiorito ci riprova con una storia torbida e attuale. Stella e Adam vivono un giorno e una notte dentro le loro quattro mura e dietro una finestra che si chiude e si apre su un Gioco mortale di silenzi e di domande che non consente riposo o felicità.
È destinata a non trovare pace questa coppia dei giorni nostri, che decide di raccontare a se stessa e al pubblico il male di vivere (insieme) e soprattutto il male di amare. Frasi gridate, corpi che si provocano costantemente, pericolosamente; una dimensione sospesa, allucinata, scandita solo dai movimenti alla finestra, un occhio luminoso sulla notte di fuori, sulle angosce di dentro, che sembrano prendere forma in ossessioni, colori, suoni.
Tutto si chiude come si apre: con due anime imprigionate in un corpo a corpo sensuale e crudele dove non ci sono vincitori, non ci sono risposte e niente trova un equilibrio o una risposta finale.
Il regista dà vita dunque a uno spettacolo “aperto” di cui ha scritto un testo di cui però le stesse parole sembrano contare fino a un certo punto, dove gli attori e la scenografia sembrano talvolta ribaltarsi, e finestre e luci prendono vita quando i corpi e la voce non ce la fanno più. È estremamente suggestivo e avvincente l’uso dello spazio e della scena che suggerisce il regista, con quel riquadro nella notte, carico di lampioni e di immagini sfocate, che si anima di vita propria e fa da terzo attore, spiegando e rivelando le pulsioni più nascoste e proibite dei protagonisti, quando essi stessi non le attuano in scena.
Nella direzione dei due attori pare tuttavia che Fiorito abbia avuto qualche esitazione: non risultano del tutto convincenti le prove, peraltro coraggiose, di Odetto e Adamante, che impersonano il Lui e la Lei di ogni coppia in crisi, senza tuttavia avere l’aria di averci creduto fino in fondo.
Roma, 7 gennaio 2009
Teatro Dell’Orologio – sala Gassman
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