SUGO FINTO
LO SPETTACOLO
Autore: Giovanni Clementi Descrizione
Due sorelle zitelle, Addolorata e Rosaria, trascorrono la propria esistenza in un continuo ed esilarante scambio di accuse reciproche.La vita delle due sorelle procede stancamente, scandita dalle continue liti e incomprensioni, finchè un giorno Addolorata viene colpita da un ictus. Gravemente menomata è assistita da Rosaria, che finalmente può vendicarsi dei soprusi subiti per tutta la vita dalla sorella. Rosaria inizia così a raccontare quotidianamente, all’immobile e muta sorella, di come sta dilapidando il cospicuo tesoro accumulato in banca, in anni di sacrifici e lavoro. Addolorata, adotta contro la sorella l’unica arma che ancora le resta e inizia a rifiutare cibo ed acqua arrivando quasi allo stremo delle forze. Rosaria capisce allora che le rimane una sola strada: l’ennesima resa. Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diRoberto Mazzone Roberto Mazzone LA LOCATION
DEHON LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Antonio Longo
Due sorelle zitelle e il loro sugo ... finto
Un serrato e continuo scambio di reciproche accuse, tra rinunce, recriminazioni e rimpianti. Un amore – odio che spesso sfocia in furibondi litigi seguiti da repentine riappacificazioni. Non è semplice la vita per le due sorelle convinte zitelle Addolorata e Rosaria, le protagoniste della commedia “Sugo finto” di Gianni Clementi, andata in scena al teatro Vitaliano Brancati di Catania. Dirette dall’attenta regia di Ennio Coltorti, sono le eccellenti Alessandra Costanzo e Paola Tiziana Cruciani a calcare con sicurezza e grande affiatamento il palcoscenico. Le due interpreti riescono a proporre al pubblico una serie di profonde riflessioni sull’umana esistenza ma regalando più di un sorriso grazie alla loro impareggiabile verve comica.
La vita delle due sorelle scivola via tra le quattro mura domestiche e quelle del piccolo negozio di merceria che conducono, un’esistenza semplice e riservata ma intrisa di grande umanità. Tirchia e restia ad aprirsi al mondo Rosaria, più sognatrice ma repressa Addolorata: gli incontri – scontri si susseguono senza soluzione di continuità, su ogni cosa, su ogni aspetto della convivenza. Due modi diametralmente opposti di intendere la vita, il mondo, la società. Due visioni che propongono altrettante tipologie umane, altrettanti stereotipi.
Soltanto il sopraggiungere della malattia di Rosaria e le amorevoli cure prestate da Addolorata riescono a riportare entro i canoni del vincolo di sangue il loro rapporto, giunto fisiologicamente ad un punto di non ritorno. Visto il 16/02/2012 a Catania (CT) Teatro: Vitaliano Brancati La recensione di Monica Menna
Due sorelle zitelle che abitano nella stessa casa; una dedita a risparmiare - fin troppo - i propri soldi, l’ altra a spendere più di quanto sia necessario.
Due sorelle che, come cane e gatto, continuamente litigano, discutono e sempre per lo stesso motivo: il denaro (o meglio gli “euri” come viene più volte detto). E così la loro vita è scandita in modo monotono solo dai continui diverbi…
Come Euclione dell’ “Aulularia” di Plauto, Arpagone dell’ “Avaro” di Moliere, anche il personaggio di Rosaria si caratterizza per la sua avarizia cronica…
Una trama essenziale e semplice, quella dello spettacolo “Sugo finto” (in scena al Teatro Cometa dall’ 11 al 30 novembre) di Giovanni Clementi, con la regia di Ennio Coltorti. Già rappresentato in forma di corto teatrale e cinematografico durante la rassegna “Schermo/Scena”, ideata e diretta dallo stesso Coltorti, e anche questo arricchito dalla bravura delle due attrici protagoniste, Paola Tiziana Cruciani e Alessandra Costanza. Il loro modo claudicante di camminare, l’ uso del dialetto romanesco, le battute sul mondo che ci circonda, sono motivi di incalzante comicità.
E dalla risata si passa a sorrisi velati di amarezza ed anche di malinconia. Ci sono momenti di riflessione soprattutto sulla solitudine e sui problemi economici che affliggono la società contemporanea, rappresentata simbolicamente dal salotto casalingo delle due sorelle, chiuso al mondo esterno. Si mostrano visioni differenti della vita, si evidenziano aspetti deboli dell’ animo umano attraverso atteggiamenti esasperati, inaspriti, eccessivi.
Con le loro interpretazioni tragicomiche, parossistiche, le protagoniste si rivelano essere assolute padrone della scena e riescono a conferire dinamismo alla pièce particolarmente statica dal punto di vista scenografico.
Roma, Teatro Cometa, dall' 11 al 30 novembre 2008
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