OTELLO
LO SPETTACOLO
Autore: William Shakespeare Descrizione
«Nell'Otello di Shakespeare, alla fine – dice Garella – perdono tutti, i nobili e i malvagi: Desdemona, Emilia, Roderigo assassinati, Otello suicida, Iago travolto dai suoi stessi inganni e dalle sue trame scellerate. Tutti fanno scelte sbagliate. Il mondo non ritrova il suo equilibrio dopo l'atto estremo di Otello e il sacrificio di sua moglie: come dopo un'eclissi di sole e di luna l'uomo resta sotto un cielo vuoto. Otello è un grande dibattito, profondo e appassionante, sulla natura umana: per Otello il mondo è bello, gli uomini sono nobili, e giustificano la loro esistenza nella lealtà e nell'amore. Per Iago il mondo è abietto e volgare e gli uomini sono come animali, carogne che si divorano l'un l'altro. Da un lato – conclude Garella – c'è un'idea del mondo e della natura umana che volge lo sguardo alla convivenza, alla bellezza e all'armonia. Dall'altro la totale assenza, machiavellica, di ideologia, il pragmatismo empirico più spregiudicato». Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diLaura Mauti Laura Mauti LA LOCATION
CONSORZIALE LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Roberto Mazzone
Otello, tra passioni e vendetta
Arriva finalmente a Torino, per la stagione dello Stabile cittadino, l’Otello firmato da Nanni Garella, una co-produzione Arena del Sole/Teatro Stabile di Bologna insieme con il 63° Festival Shakespeare dell’Estate Teatrale Veronese. Un’edizione che fin dal periodo dell’allestimento, fino al debutto estivo, ha dovuto affrontare numerose traversie -con numerosi avvicendamenti per il ruolo del protagonista – che poco hanno a che vedere con le classiche incomprensioni tra artisti che, a volte, possono capitare. Visto il 10/04/2012 a Torino (TO) Teatro: Carignano La recensione di Cristina Poggi
...in attesa di consolidamento Non c’è sipario a celare la scenografia: gli occhi perlustrano curiosi un palco ricoperto di materassini stile tatami, ricoperti un telo plumbeo. Questo piano orizzontale sarà spiaggia, pavimento, talamo. Duttile anche lo sfondo, un enorme telo incolore che ricorda lo schermo dei vecchi proiettori e che ne svolge la medesima funzione. Chiamiamola scenografia minimalista, concettuale forse, ma la scelta dei materiali e delle luci sembra un po’ lasciata al caso; in questo contesto, persino pochi semplici suoni riescono a riempire a sufficienza il vuoto scenico.
Ma è grazie a Branciaroli (Otello) e Donadoni (Iago) che questo indefinito miscuglio di moderno ed antico trova un discreto equilibrio: non basta un adattamento testuale dell’opera classica e l’annullamento delle coordinate spazio temporali per rendere shakespeare “moderno”. È l’interpretazione attoriale che supera i confini del tempo: e la coppia generale-attendente sembra riuscirci con successo. Magnetico l’uso della voce nel primo, sempre accattivante nella mutevolezza del ruolo il secondo. Il realismo di queste due figure accentratrici, e della Fabiani, stride però leggermente con l’impostazione algida e molto accademica di Lucia Lavia: forse la mancata sintonizzazione con il partner di scena si può semplicisticamente ricondurre al repentino cambio di cast che ha visto Branciaroli sostituire Haber a pochi giorni dal debutto. Non c’è dubbio che la giovane attrice avrà tempo per farsi largo nel mondo del teatro meritocratico e zittire coloro che storcono il naso solo perché figlia d’arte. Visto il 15/07/2011 a Verona (VR) Teatro: Romano SOCIAL & C.SEGNALIAMO
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