SE STASERA SONO QUI
VOTO DEGLI UTENTIMedia voti: 5
LO SPETTACOLO
Autore: Loretta Goggi Descrizione
Lo spettacolo La Goggi torna al teatro con un “One woman show”. Ritroveremo le canzoni che hanno reso grande quest’artista, da “Maledetta Primavera” a “Io nascerò”, le imitazioni che l’hanno fatta diventare la “Alighiero Noschese” al femminile. Con lei sul palco una grande orchestra e un corpo di ballo composto da 10 ballerini che l’accompagneranno nell’incontro con il pubblico. La critica “Goggi amarcord tra la Ferri e «Anema e core»” (Enrico Fiore, Il Mattino) “Loretta a ruota libera. Oggi i veri artisti si trovano in teatro” (Roberto Incerti, La Repubblica) “Regina del palco Loretta Goggi rivive e fa rivivere in due ore e mezza circa la sua carriera, i suoi ultimi 28 anni, lavorativi e non” (Cinzia Papetti, Il Secolo XIX) “La Goggi … sfodera una classe d’altri tempi e si conferma l’unica artista italiana al femminile a potersi permettere uno spettacolo così” (Livio Costarella, La Gazzetta del Mezzogiorno) Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diLa Redazione La Redazione LA LOCATION
COMUNALE Repliche passate (dal 12/02/2007 al: 13/02/2007) LE RECENSIONILa recensione di Marco Sacco
C’è proprio tutta Loretta in “Se stasera sono qui”: l’intrattenitrice, l’attrice, la cantante, la ballerina, l’imitatrice. Ma soprattutto la donna. La donna di spettacolo che non si adegua ai programmi beceri che propone il servizio pubblico, e che quindi decide di non fare più televisione: “è qui che si sente l’amore del pubblico, in teatro, e sono tornata per voi. E per me”. E la donna di spettacolo diventa donna, e basta. Donna che rivendica il suo posto, sulla scena e di fianco al compagno di una vita, Gianni Brezza.
E le tre ore (tre!) diventano una cavalcata di ricordi e l’occasione per far notare l’abisso tra le “sue” trasmissioni (quante belle sigle… Canzonissima, Formula 2, Sanremo…) e quelle attuali. Con un’orchestra affiatatissima, guidata dal fedelissimo Federico Capranica, “L’aria del sabato sera”, “Dirtelo non dirtelo”, “Io nascerò” e tanti altri brani rinascono con una forza e un’attualità inaspettata. E la sua voce? La Voce. E basta. Sempre più intensa, sempre più adeguata, sempre più duttile.
Poi ci sono i musical: “Stanno suonando la nostra canzone”, “Bobbi sa tutto”, “Hello Dolly”. Insieme a 10 bravi ballerini la memoria diventa un medley di emozioni che il pubblico non ha dimenticato. E giù, un diluvio di applausi.
E poi i monologhi, divertenti, provocatori, autoironici, in un continuo dialogo con la platea.
Ed ancora la trasformazione: la Goggi-Mina, la Vanoni, Patty Pravo, ma anche Rita Levi Montalcini, Costanzo, la De Filippi, Del Noce.
L’omaggio alla canzone napoletana e un intenso e nostalgico ricordo di Gabriella Ferri, con un saggio di grande recitazione.
Tutte cose che in tv non si potrebbero più portare, perché non c’è più spazio per una simile altezza interpretativa, non c’è più posto per i brividi sulla pelle e la commozione vera. E paradossalmente, uno show che più televisivo non si può.
E non ci raccontino che il pubblico non apprezza, perché il teatro è esaurito in tutte le date e al termine costringe Loretta alle lacrime, con quindici minuti di applausi e una standing ovation, come a Torino non si ricorda da tempo.
Che sia il momento che qualche dirigente Rai le faccia una proposta seria?
Torino, teatro Alfieri, 6 febbraio 2007
La recensione di Angelo Maria Abele
Un susseguirsi di sketches, imitazioni dei vari personaggi della sua carriera, richiami e ricordi di tutti gli spettacoli tv dei vari anni (dal debutto con Proietti alle le varie Canzonissima), canzoni, battute e chi più ne ha più ne metta. Una performance intensa e ricca di emozioni quella della serata della Goggi, la sempre bella e amata Loretta degli anni ’70 e ’80. 10 ballerini, di cui 6 donne, eccezionali davvero, danzano e cantano, coreografando in modo splendido il tutto.
L’orchestra, 8 elementi solisti anch’essi di livello, suona dal vivo, accompagnando Loretta e i ballerini in un crescendo di spettacolarità. Dietro all’orchestra, proiezioni di immagini di repertorio e, a intervalli, calano dei teli con immagini sempre proiettate, in cui la Goggi dialoga simpaticamente con il suo alter ego proiettato che, di volta in volta, assume i volti degli imitati. Ottimo il gioco di luci, gestite con attenzione e furbizia.
Tanti i personaggi tirati in ballo; tra questi, Mina, Lina Wertmuller, Rita Levi Montalcini, Maurizio Costanzo. Toccante anche il ricordo della scomparsa di Gabriella Ferri, della quale interpreta la sua canzone più famosa. Tante le canzoni prese in prestito (Modugno su tutti: celestiale!) e non si disdegna nemmeno la musica napoletana. La Goggi coinvolge il pubblico nel cantare e l’emozione cresce. Sussulti al cuore con la celebre “Maledetta primavera”.
Merita di essere visto, a dispetto delle quasi 3 ore.
Milano,
Teatro Manzoni,
20 dicembre 2006
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