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CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO - I MIEI ANNI CON FALCONE E BORSELLINO
Chi ha paura muore ogni giorno   I miei anni con Falcone e Borsellino

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LO SPETTACOLO

Autore: Giuseppe Ayala
Regia: direzione artistica Gabriele Guidi
Genere: teatro civile
Cast: Giuseppe Ayala

Date repliche a cura di
Roberto Mazzone
Scheda spettacolo a cura di
Roberto Mazzone

LA LOCATION

COMUNALE
via Bianchi - Lacedonia (AV)
Tel: 334 6632836


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LE RECENSIONI


La recensione di Domenico Orsini

Le verità all'ombra della magnolia

C’è una vasta ed eterogenea produzione sugli anni del pool antimafia, pubblicazioni, film, fiction, ma “Chi ha paura muore ogni giorno – i miei anni con Falcone e Borsellino”, volume uscito nel 2008 per i tipi di Mondadori, racconta quei tempi guardandoli e mostrandoli con gli occhi di chi ha vissuto in prima persona una pagina importante, dura e dolorosa della nostra storia: Giuseppe Ayala, pubblico ministero al primo maxiprocesso, collaboratore e amico di Falcone e Borsellino. Non meno toccante e duro, spietatamente realistico, ma anche ironico, è lo spettacolo che dal libro ha preso le mosse e da cui ha mutuato titolo ed efficacia narrativa. Così Ayala porta in scena se stesso, straordinario ed affabulante oratore  dalla voce scura, e inchioda il pubblico alle poltrone per quasi due ore, sospeso tra riso, rabbia e commozione, mentre lui racconta con lucidità ed ironia uomini che hanno dato la vita per noi tutti, anche per chi non è in grado di leggerne il valore. Con grande maestria ricostruisce un puzzle storico e accorato, articolato e complesso, mostrandoci di ogni tassello le sfumature, evidenziandone gli incastri prima di riporlo nella sua giusta allocazione. Così il palco ci restituisce la realtà dei fatti attraverso aneddoti che palpitano di emozioni, facendoci percepire l’humus di una terra e di un tempo che ci sembra di guardare da angolazioni nuove e di cui ci si sente inevitabilmente partecipi. Il raffinato narratore ribadisce quello che tutti sappiamo, ma che pochi hanno il coraggio di affermare a testa alta e voce piena: “Lo Stato aveva deciso di fermare se stesso proprio nel momento in cui stava registrando risultati esaltanti. E perché? Perché la mafia ce l’aveva dentro. Si faccia avanti chi è capace di dare una diversa risposta plausibile”.
Non stupiscono quindi le lacrime che, di rabbia o di commozione, a tratti riempiono gli occhi di attoniti spettatori, soprattutto quando risuonano come sberle e come onte i nomi dei tanti morti di mafia.
Sul palco, al raffinato dicitore, la lineare regia di Gabriele Guidi affianca la fredda cronaca dei fatti, che riecheggia nella voce di Francesca Ceci e nei video di repertorio che scandiscono la messinscena. Soavi o impetuose, le suggestive note di Roberto Colavalle e Matteo Cremolini  accompagnano e commentano il racconto, mentre al centro del palco troneggia l’albero Falcone, riproduzione della magnolia cresciuta di fronte alla casa del giudice e divenuta un simbolo, infiorata dei numerosi biglietti che chiunque può lasciare, arbusto che in amicizia e stima il protagonista arricchisce del proprio messaggio prima che cali il sipario.

Visto il 14/04/2012 a Napoli (NA) Teatro: Bellini

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Voto: Voto del Redattore: Domenico Orsini


La recensione di Mauro Guidi

Chi ha paura muore ogni giorno

Vedere Ayala sul palco del teatro de La Versilana è già una consolazione , dopo avere letto le notizie del giorno prima sull’attentato dinamitardo che ha parzialmente distrutto a Palermo le due statue commemorative raffiguranti i giudici Falcone e Borsellino e quelle del giorno dopo che preannunciano clamorose verità sulle stragi di mafia .
Si , una consolazione perché la pacatezza narrativa , sentita , commossa e ferma ,del giudice Ayala nel descrivere i fatti che portarono il famoso pool antimafia a successi esaltanti e numericamente rilevanti nella lotta al crimine mafioso , riesce veramente a coinvolgere tutte le persone , a “ sdoganare “ un fenomeno conosciuto tramite i media, ma sentito lontano o peggio come una delle tante storie-fiction della tv. Finalmente uno dei principali personaggi che anni fa espose la propria vita e quella dei propri cari a rischi facilmente immaginabili è tra noi , ci parla con un linguaggio preciso e professionale nei termini giuridici e legali , ma con molte aperture e sottolineature espressive che rendono il discorso più vicino al nostro cuore ed al nostro intelletto.
Un grande palco sobrio, come il teatro-civile richiede : sul fondo un albero di magnolia , simbolo palermitano della lotta alla mafia ,dall’altra parte un video-clip dove talvolta scorrono immagini di repertorio dei fatti e dei personaggi nominati,un sottofondo musicale a sottolineare con appropriati cambi di luci alcuni passaggi più incisivi delle vicende narrate , alcune sedie di varie forme sulle quali talvolta siedono il giudice Ayala e la bella e brava Angela Tuccia, l’altra voce narrante.
Quando sono arrivato a teatro , nel parcheggiare l’auto sul lungo viale Morin , ho visto arrivare da lontano , a piedi il giudice Ayala insieme alla moglie. Era ancora presto , per la strada c’era pochissima gente e mi sono meravigliato
della mancanza di scorta. Passo lento e deciso : un’ anticipazione del carattere del suo “ spettacolo “ che dopo un’ora portava in scena. Sono passati tanti anni da quei crimini mafiosi orrendi e ciecamente sanguinari che tolsero la vita a servitori dello stato , abili ed efficaci , come Falcone , Borsellino e tanti altri. Ora è il momento non solo del ricordo e della giusta commemorazione ma anche del coinvolgimento emotivo ed intellettivo di tutti gli italiani che vedono
in strada , nei luoghi pubblici ,allo stadio ed in teatro ,milioni di altri “ fratelli “ che costituiscono la loro permanente ed indistruttibile scorta .
Lo “ spettacolo di Ayala “ contribuirà , sono convinto , a costruire questa imbattibile “ scorta “ dei nostri migliori operatori antimafia in prima linea.

 

Prima Nazionale  Teatro La Versiliana Marina di Pietrasanta 20/07/2010 

Visto il 20/07/2010 a Marin di Pietrasanta (Lu) Teatro: La Versiliana

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Voto: Voto del Redattore: Mauro Guidi

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