LoginIscrivitiSegnala uno Spettacolo • Anno 8 - Numero 16  
Guarda le repliche di questo spettacolo!
Commenta lo spettacolo! Leggi le recensioni dei Redattori!
DUE DI NOI
Due di noi

I Commenti

I Commenti degli Utenti

Questo spettacolo non ha ancora commenti.
Sai che puoi inserirne uno?
Per farlo clicca su Commenta lo Spettacolo!

Inoltre, puoi dargli un voto cliccando il pulsante Vota questo Spettacolo
qui in alto e puoi ricevere un promemoria via e-mail quando inizieranno le repliche, con il servizio Show Alert.

LO SPETTACOLO

Autore: Michael Frayn
Regia: Leo Muscato
Genere: commedia
Compagnia/Produzione: ErreTiTeatro30 / Leart'
Cast: Lunetta Savino, Emilio Solfrizzi

Descrizione
Questa commedia, una sorta di trilogia intorno all’universo coppia, fu rappresentata per la prima volta a Londra nel 1970. Era l'esordio teatrale di Michael Frayn, un autore allora sconosciuto, che solo una decina d'anni dopo sarebbe diventato famoso in tutto il mondo grazie al successo di Rumori fuori scena. “Due di noi” è il titolo che racchiude tre atti unici, concepiti per essere recitati da un'unica coppia d'attori che raccontano tre emblematiche e paradossali situazioni matrimoniali.
Date repliche a cura di
Roberto Mazzone
Scheda spettacolo a cura di
Roberto Mazzone

LA LOCATION

CIRCUS VISIONI
v. Lanciano 11 - Pescara (PE)
Tel: 085 298268


LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo max

Repliche passate (dal 28/02/2012 al: 01/03/2012)

LE RECENSIONI


La recensione di Neliana Pansitta

A proposito di noi due...

Emilio Solfrizzi e Lunetta Savino hanno portato in scena al Teatro Curci di Barletta Due di noi, un testo scritto nel 1970 da Michael Frayn (autore del  più noto "Rumori fuori scena"), per la regia di Leo Muscato.


Tre atti unici compongono una divertente commedia che esplora i sentieri della vita di coppia, mettendo sotto gli occhi del pubblico qualcosa in cui riconoscersi, almeno un po’: tutte le frustrazioni e l’esaurimento di due giovani sposi alle prese con il figlioletto insonne e urlante; la conoscenza profonda, che diventa comica, di una coppia di mezza età che si sopporta da troppo tempo e, nel terzo atto, l’entusiasmo pasticcione di due giovani coniugi travolti da una cena, alla quale hanno invitato, per errore, una coppia di amici da poco separati e il nuovo boyfriend di lei.


Gli ingredienti per una commedia comica ci sono tutti, i cambi di scena e di costume repentini permettono ai due attori di impersonare tanti personaggi diversi e il loro talento attoriale rende credibile e familiare questa carrellata di tipi umani che attraversano la scena.


In un gioco di entrate e uscite ad incastro perfetto, gli attori si trasformano in un attimo con un dettaglio nei costumi, una parrucca, una camminata diversa e una voce modulata diversamente, come solo i grandi attori sanno fare.
Il tutto con lo sfondo di una scenografia fissa, ma anch’essa versatile, che grazie ad un abile gioco di luci, diventa una camera d’albergo, un salotto, una sala da pranzo.


Emilio Solfrizzi e Lunetta Savino mostrano tutta la loro bravura, riuscendo a diventare qualcosa di diverso da quello a cui siamo abituati guardandoli in tv: Solfrizzi non è il Paolo di “Tutti i pazzi per amore”, Lunetta Savino non è la Cettina di “Un medico in famiglia”, anche se è forte la tentazione di intravedere in loro questi personaggi.
Uno spettacolo sicuramente piacevole, che solo a tratti rischia di cadere nei soliti clichè, a volte inevitabili per l’argomento in questione.

Visto il 28/02/2014 a Barletta (BT) Teatro: Curci

Leggi le altre recensioni dello stesso autore
Voto: Voto del Redattore: Neliana Pansitta


La recensione di Alessandro Paesano

Un Frayn più comico che altro

Due di noi (The Two of Us) è la prima commedia scritta da Michael Frayn nel 1970.

In realtà si tratta di quattro atti unici Black and Silver, The New Quixote, Mr. Foot e Chinnamen di lunghezza variabile, scritti in precedenza o appositamente per comporre un polittico omogeneo.

Frayn, già scrittore di un certo successo - il suo romanzo d'esordio The Tin Man  del 1965 gli aveva fatto vincere il premio Sommerset Maugham -  con questi quattro atti unici propone uno spaccato della coppia uomo donna approcciata da diversi punti di vista: la coppia non più giovane che torna nell'hotel veneziano dove anni prima ha trascorso il viaggio di nozze, attanagliata dal tardivo arrivo di un infante che la tiene sveglia (Black and Silver); la coppia dal matrimonio ormai finito dove la moglie, alcolista, intesse ipotetici dialoghi con persone che potrebbero essere presenti ma che non lo sono, mentre il marito si nasconde dietro la copertina di un libro e, come unico segno di vita, mostra un piede che gli trema, fuori controllo (Mr. Foot); una donna matura che rimane sopraffatta dalla dichiarazione d'amore di un ventenne con il quale ha trascorso la notte e che è tornato per farsi conoscere meglio portando con sé i propri dischi e i propri libri (The New Quixote); la  coppia di mezza età alle prese con un disguido imprevisto - ha invitato alla stessa cena una loro amica, che adesso si accompagna con un ragazzo molto più giovane di lei, e anche l'ex marito di lei e organizzano due cene diverse una in soggionro e l'altra in cucina- (Chinnamen).

Ognuno dei quattro atti è pensato per un attore e un'attrice, anche Chinnamen, nel quale il testo chiede loro di interpretare ben cinque dei sette personaggi della pièce.

Un vero tour de force nel quale già si intravedono alcune delle soluzioni narrative di Rumori fuori scena che imporrà Frayn all'attenzione internazionale dodici anni dopo.

In Chinnamen  gli ospiti vengono accolti in cucina e nel soggiorno, ambienti entrambi fuori dalla scena, ai quali i due padroni di casa si rivolgono attraverso le porte di quinta che, nella finzione danno a quegli ambienti, nei quali entrano e dai quali escono  a turno permettendo ai due interpreti di cambiare costume e personaggio (con l'ausilio di qualche mano e figura extra a moltiplicare davvero la loro presenza).

Lunetta Savinio ed Emilio Solfrizzi donano tutto ai personaggi delle varie pièce di Due di noi delle quali The New Quixote non è stata messa in scena.

Più duttile e camaleontica Savinio, grazie anche alla grande padronanza del linguaggio del corpo e la capacità di cambiare voci e toni (indimenticabile in Chinnamen nel ruolo, tra i vari, di Alex, il 19enne fidanzato di Bree dai lunghi capelli e in quello della stessa Bree dal vestito di lamè e la parrucca stile afro) più incentrato su una comicità di situazione Solfrizzi che mette mano al repertorio del teatro di voudeville.

Rispetto i testi originali  il regista Leo Muscato gioca infatti la carta facile dell'iperbole. perdendo, e tradendo, lo spirito mesto e quasi elegiaco originale di Frayn.

Due gli esempi per misurare lo scarto.

In Black and Silver - che racconta dei due coniugi alle prese con il neonato - Solfrizzi e Savinio accentuano tutti i gesti così gli amorevoli colpetti alla carrozzina per cullare il neonato diventano scossoni terribili e tutto si riduce alla parodia degli adulti inadeguati a trattare le cose da neonati - pappe e cacche comprese - ben diversamente dall'originale dove l'effetto comico nasce sempre dalla contingenza seria e drammatica come quando sembra che il bambino abbia smesso di respirare e per fortuna non è così... Il neonato che ne sconvolge le vite diventa l'occasione per misurare le vite abitudinarie  di una coppia che fino a quel momento non ha davvero vissuto, constatazione tutt'altro che comica, unico pedale, invece, della versione italiana.

In Chinnamen quando l'ex marito di Bree vede Alex e, pensando sia la ragazza au pair dei padroni di casa (per via dei suoi capelli lunghi), ci prova pesantemente Frayn coglie l'occasione per denunciare il maschilismo eterosessista (e di una borghesia paternalistica) dell'uomo che ci prova con tutte che nonostante pianga la separazione con Bree non rinuncia al modo di fare che ne è stato la causa.

In mano a Muscato la situazione ammicca invece alla seduzione gaia se non da parte dell'ex marito di Bree sicuramente da parte di Alex (che sottolinea di essere di larghe vedute) cambiando profondamente il senso della notazione che Frayn vuole dare del marito fedifrago.

Pur rimanendo dei testi leggeri e di facile approccio, la scrittura drammaturgica di Fray è sempre largamente ancorata al sociale, attenta, pur se risolta in brevi cenni, alle  relazioni di coppia, ai cambiamenti sociali - che per la prima volta vedono coppie con l'uomo più giovane della donna (Alex e Bree e i due protagonisti della pièce espunta) -, irridendo alle convenzioni sociali che diventano desuete abitudini (la coppia di neogenitori che si chiede cosa faceva prima dell'arrivo di lui, il bambino)  e dove l'esagerazione e l'aspetto buffo servono anche a una sorta di bilancio generazionale, un sottotesto non espresso del tempo che passa, dei giovani che diventano adulti e vecchi (data anche la diversa percezione delle età di 40 anni fa)  irridendo sì a vizi e idiosincrasie piccolo borghesi ma mostrando anche un senso di condivisione e solidarietà che in alcune coppie manca e in altre, per fortuna, ancora no.
In Muscato invece tutto è ridotto al voudeville più che alla commedia, banalizzando un poco tono e contesto della drammaturgia.

Savinio e Solfrizzi hanno però entrambi più di un momento di grazia e, d'altronde, questa messinscena è perfettamente figlia dei nostri tempi più superficiali e approssimativi di quelli in cui i testi hanno visto luce più di quarantanni or sono.

Visto il 14/03/2013 a Roma (RM) Teatro: Quirino-Vittorio Gassman

Leggi le altre recensioni dello stesso autore
Voto: Voto del Redattore: Alessandro Paesano


La recensione di Wanda Castelnuovo

DUE DI NOI

Affiatata coppia di attori Lunetta Savino ed Emilio Solfrizzi interpreti di una simpatica, divertente nonché piacevolissima pièce scritta da Michael Frayn (Londra 1933) quando ancora non era diventato famoso grazie a Rumori fuori scena, ma già manifestava in nuce la sua penna abile in questo caso nello scavare e portare alla luce situazioni problematiche e paradossali della vita matrimoniale.
Poco importa quindi che il testo abbia una quarantina d’anni perché mutatis mutandis si tratta di circostanze destinate purtroppo a ripetersi nel tempo e in cui ognuno può riconoscere storie proprie e altrui.
Due di noi che in ogni tempo possono trovarsi, essersi trovati o essere stati testimoni di quanto succede nei tre atti unici (senza intervallo) in cui vengono raccontati - con lievissime limature rispetto al testo originario - in modo garbatamente ironico alcuni momenti che ‘tormentano’ la vita di coppia.
Il testo proposto dal regista Leo Muscato a Lunetta ha determinato il ricomporsi di una coppia di attori - casualmente entrambi originari di Bari - che hanno già lavorato insieme con ottimi risultati nei film di Cristina Comencini.
Certo nessuno può dimenticare Lunetta nei panni di Cettina nel celebre e infinito Un medico in famiglia, ma non si può che essere soddisfatti di avere riguadagnato al teatro un’attrice capace di scelte coraggiose e scomode e di optare per lavori intelligenti.
Degna di encomio nel mondo attuale per avere lasciato volontariamente la comoda strada di Cettina nel timore di un ruolo costringente e cogente e perché intelligente non così richiesta dalla televisione attuale, Lunetta ritorna con grande professionalità a occuparsi di teatro con cui ha iniziato e che in verità non ha mai abbandonato del tutto e oggi possiamo godercela in questa deliziosa pièce.
Anche Solfrizzi ha cominciato con il teatro e poi ha virato verso il cabaret. La sua duttilità e abilità gratificano chi lo va a sentire godendo della sua coinvolgente comunicativa che in perfetta sintonia con quella di Lunetta diverte sia quando è vittima insieme all’adorata mogliettina degli acuti del pargolo, sia quando comunica con la propria metà tramite un piede quintessenza di tic, sia nel travolgente e spassoso vaudeville finale (con tanto di porte che si aprono e chiudono) esilarante per i guai creati da un invito inopportuno.
Due bravissimi attori professionisti dotati di humour messo in luce sia durante la conferenza stampa, sia nella pièce che permette di trascorrere momenti di assoluto relax.

Visto il 12/01/2012 a Milano (MI) Teatro: Manzoni

Leggi le altre recensioni dello stesso autore
Voto: Voto del Redattore: Wanda Castelnuovo

Per saperne di più su Show Alert, clicca qui.

SEGUICI

SPECIALE TURISMO

Check In

LA NEWSLETTER

 



IL CARTELLONE


IN SCENA

Abruzzo
Aquila - AQ Chieti - CH
Pescara - PE Teramo - TE
Basilicata
Matera - MT Potenza - PZ
Calabria
Catanzaro - CZ Cosenza - CZ
Crotone - KR Reggio C. - RC
Vibo Valentia - VV
Campania
Avellino - AV Benevento - BN
Caserta - CE Napoli - NA
Salerno - SA
Emilia Romagna
Bologna - BO Cesena - FC
Ferrara - FE Forlì - FC
Modena - MO Parma - PR
Piacenza - PC Ravenna - RA
Reggio E. - RE Rimini - RN
Friuli Venezia Giulia
Gorizia - GO Pordenone-PN
Trieste - TS Udine - UD
Lazio
Frosinone - FR Latina - LT
Rieti - RI Roma - RM
Viterbo - VT
Liguria
Genova - GE Imperia - IM
La Spezia - SP Savona - SV
Lombardia
Bergamo - BG Brescia - BS
Como - CO Cremona - CR
Lecco - LC Lodi - LO
Mantova - MN Milano - MI
Monza - MB Pavia - PV
Sondrio - SO Varese VA
Marche
Ancona - AN Ascoli - AP
Macerata - MC Pesaro - PU
Urbino - PU
Molise
Campobasso-CB Isernia - IS
Piemonte
Alessandria - AL Asti - AT
Biella - BI Cuneo - CN
Novara - NO Torino - TO
Verbania - VB Vercelli - VC
Puglia
Andria - BAT/BT Bari - BA
Barletta - BAT/BT Brindisi - BR
Foggia - FG Lecce - LC
Taranto - TA Trani - BAT/BT
Sardegna
Carbonia - CI Cagliari - CA
Iglesias - CI Nuoro - NU
Oristano - OR Sassari - SS
Sicilia
Agrigento - AG Caltanissetta-CL
Catania - CT Enna - EN
Messina - ME Palermo - PA
Ragusa - RG Siracusa - SR
Trapani - TP
Toscana
Arezzo - AR Carrara - MS
Firenze - FI Grosseto - GR
Livorno - LI Lucca - LU
Massa - MS Pisa - PI
Pistoia - PT Prato - PO
Siena - SI
Trentino Alto Adige
Bolzano - BZ Trento - TN
Umbria
Perugia - PG Terni - TR
Valle D'Aosta
Aosta - AO
Veneto
Belluno - BL Padova - PD
Rovigo - RO Treviso - TV
Venezia - VE Verona - VR
Vicenza - VC
ESTERO
Croazia Francia
San Marino Svizzera
HOME    Login    Chi siamo    I Redattori    Dalla Redazione    Dicono di Noi    Privacy    Contattaci    Preferiti    Imposta come Homepage - © 2003-2014 Teatro.Org
Testata giornalistica registrata al ROC il 30 agosto 2006 - n. 14662 e presso il Tribunale di Milano il 30 maggio 2008 - n. 342 - Direttore Responsabile Fabienne Agliardi This website is ACAP-enabled