POLLI D'ALLEVAMENTO
LO SPETTACOLO
Autore: Giorgio Gaber e Sandro Luporini Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diLa Redazione La Redazione LA LOCATION
CENTRALE Repliche passate (dal 08/02/2007 al: 08/02/2007) LE RECENSIONILa recensione di Francesca Bastoni
“Un nobile progetto?”:
In tempi travagliati e superficiali come i nostri; il nuovo millennio è arrivato, malgrado le problematiche siano rimaste immutate: crisi politica,disoccupazione e futili ideologie.
In questo contesto, pubblico teatrale ed autori, cercano di ritrovarsi, rispecchiandosi nei monologhi e nelle canzoni di Gaber; giudizio severo di una voce acida, realmente obbiettiva; riflesso capace di comporre l’identikit della totale vacuità ed insensatezza, nettamente percepibili nella realtà che ci circonda
Questa deve essere stata, in parte, la molla che ha indotto la Fondazione Giorgio Gaber ed il Teatro Filodrammatici, a rinverdire i successi di un classico, come “polli d’allevamento”, fra i più conosciuti ed amati, allestito nel 1978/79, presso il Piccolo Teatro di Milano.
E’ facile , tuttavia domandarsi – a parte il rispetto incondizionato ed una passione totalizzante per il teatro- l’utilità di un simile progetto. Non canzoni e testi ispirati alla figura di un personaggio scomodo,bensì la riproposta, di un testo “egoistico ”ovvero, esclusivamente creato sulla persona fisica e sui registri vocali di Giorgio Gaber.
Un attore alle prese con un modello irraggiungibile.
Traspaiono, dall’ora e cinquanta di spettacolo, fra una canzone ed un monologo , amore e rispetto maniacale; oltre alla totale fedeltà di un attento filologo della messa in scena; regista ed interprete, non nuovo, ad un simile repertorio. Tuttavia, emergono anche aspetti “contro”; quali: lo sforzo compiuto, dall’interprete nel tentativo disperato di eguagliare,riprodurre, quella particolare atmosfera, il pathos, la rotondità di tono interpretativa dei monologhi; che tanto facilmente riusciva a creare il maestro, solo con un pausa o un gesto; che "all'allievo costano
sudore fatica, mosse e ammiccamenti vari, indirizzati a un pubblico, tutto sommato benevolo e ricettivo. Pieno consenso, confermato dagli applausi scroscianti.
Casale ispira infinita tenerezza e rispetto, nelle sue azioni e toni, evocanti una figura ancora lontana e inafferrabile, malgrado tutti gli sforzi compiuti. Nell’insieme appare come un fanciullo, che allo specchio mima le mosse di un modello ancora molto difficile da cogliere nella sua essenza.
Un talento originale.
Dunque, una prestazione apprezzabile... c’è tuttavia, ancora molta strada da percorrere, ed è preferibile, per un simile talento
comico- brillante,cimentarsi in pièce che richiedano articolate doti interpretative;senza scivolare in velleitari e sterili atti commemorativi.
Teatro dei Filodrammatici di Milano- comune Milano
Recensione raccolta il 18/10/06
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