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URGE
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LO SPETTACOLO

Autore: Alessandro Bergonzoni
Regia: Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi
Genere: comico
Compagnia/Produzione: Progetti Dadaumpa s.r.l.
Cast: Alessandro Bergonzoni

Descrizione
Un autore che in scena può far scomparire in un attimo il senso comune e sostituirlo con panorami fino a oggi impensabili, un affabulatore che non ha imitatori proprio perché non si ferma di fronte al linguaggio ma vi si immerge fino a vivisezionarne i concetti fondanti. Un Bergonzoni anarchicamente comico ma, questa volta, sicuramente molto più polemico e metafisicamente critico verso la realtà che quotidianamente ci soffoca.
Date repliche a cura di
La Redazione
Scheda spettacolo a cura di
La Redazione

LA LOCATION

CASTELLO PASQUINI
P.zza della Vittoria - Rosignano Marittimo (LI)
Tel: 0586.752046
Fax: 0586.754198
Email: info@armunia.it; press@armunia.it Sito Web: www.armunia.it


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LE RECENSIONI


La recensione di Daniela Cohen

Il re del calembour

Il francese, inteso come linguaggio, considera il gioco di parole talmente interessante da utilizzarlo come strumento di comunicazione anche nella pubblicità. Alessandro Bergonzoni ne ha fatto un qualcosa di talmente personale, in italiano, da essere diventato assolutamente unico sia come artista-attore-monologhista sia come scrittore. Vien da pensare che nulla da lui pronunciato possa sfuggire al gioco di parole, alla freddura l'omofonica, all’equivoco delle risonanze dialettiche, provocando negli spettatori un indefesso sforzo mentale per non farsi sfuggire il senso delle battute, visto che se le risate non arrivano per tempo, sarà lo stesso Bergonzoni a dare del distratto al suo pubblico, che si fa sfuggire le battute.

“Questa forse la capite domattina” ha detto più volte dal palcoscenico, ora quello bello e suggestivo del Teatro Elfo-Puccini di Milano, in cui le tante, piccole luci a mò di lampioncini gli servono da percorso in cui addentrarsi in alcuni momenti del suo incedere, che si svolge quasi tutto accanto, sopra e dentro un tavolo che si trasforma perfino in uno strumento di suoni e rumori, fra una battuta e una risonanza sonora. Il teatro dell’assurdo di Bergonzoni affascina ogni mente pensante e la sua apparente leggerezza, o meglio l’apparente mancanza d'impegno, difficile a esprimere usando le trame della comunicazione e ricucendole a un collage acustico. In Urge, titolo della sua ultima fatica fino al 20 marzo a Milano, trova un attimo di tregua.

Alessandro scende le scale ddel teatro partendo dal fondo della sala, indossa un completo sgualcito e nero, ha lunghi capelli grigi e un cappello pure nero che sarà poggiato a terra dopo l’introduzione al monologo e l’apertura del sipario. A un certo punto esegue un’uscita dalla performance, o forse tutto è incluso ma non sembra, per chiedere una luce diversa su di sè. In regia lo accontentano ed eccolo dire pressapoco così: “Mentre io sono qui e pure voi siete qui, vi rendete conto che a casa c’è gente che guarda quelli che parlano dai teleschermi senza davvero dire nulla, magari offendendo le nostre menti? Non credete pure voi che certi giornalisti che si rivolgono a chi ha appena saputo di una tragedia ‘ma lei come si sente?’... ecco, questi qui non andrebbero targati con la scritta ‘Incapace di comunicare, pericolo pubblico’.

L’amore per la parola, detta o scritta, è il leit motiv di questo grande artista, capace di dire che “Urge la vastità, urgono i sogni e non i bisogni: soldi, auto nuova, la barca, quelli sono bisogni... Il sogno è la verità”. Siamo noi capaci di distinguere i veri sogni dai bisogni e quanto sia vero il messaggio subliminale di Alessandro Bergonzoni? Urge capire, urge rendersi conto, urge agire o, meglio, come direbbe il protagonista, regista e autore di Urge: “L’urgenza, l’allerta, la necessità di non astenersi dal dire che bisogna travalicare i confini della normalità, vedere la vastità, andare oltre, osservare lo scoppio delle alte cariche dello stato (delle cose) può avere un significato”.  Ascoltarlo, avere il coraggio e la fermezza di comprendere questi sublimi monologhi, è uno degli appuntamenti con il teatro che speriamo di non perdere mai.

Visto il 08/03/2011 a Milano (MI) Teatro: Elfo Puccini - sala Shakespeare

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Voto: Voto del Redattore: Daniela Cohen


La recensione di Pierpaolo Bonante

L'acrobata della parola, l'artista del senso

Il voto di vastità di Bergonzoni è un monito alla riflessione.
Lo spettacolo Urge è la necessità, l’urgenza di pensare elevata a spettacolo teatrale e portata a livelli eccellenti.
Non fermiamoci ad accettare quello che ci viene propinato ogni giorno, la minestra riscaldata dei telegiornali e della comunicazione mediale nazionale: è un crimine, un’insulto.
Alessandro accelera. Stai Colmo, non più calmo! Non accettare tutto quello che ti vien vomitato addosso!
Bergonzoni o piace o non piace. Su questo poco da dire. Il suo essere travolge lo spettatore che aspetta di compensare il retrogusto della vita quotidiana, la domanda.
Quale domanda? Qualsiasi domanda! Anche la più assurda. L’acrobata della parola invita ad aprirsi a tutti I pensieri possibili
Il musico del senso compie artifizi che un pubblico abituato ad Amici di Maria de Filippi fa fatica a seguire.
Lo spettacolo è nel gioco della parola e lo spettatore è il partecipante a questo quiz sul significato delle parole. Urge pensare, urge riflettere, urge cambiare la nostra vita e, ogni tanto, sognare mondi impossibili.
Sul palco vengono creati universi di parole. Non c’è scenografia reale, ma solo uno spazio dove il monologhista da vita ai suoi mondi.
Il teatro classico si strutturava delle unità platoniche di tempo e di luogo per rendere le drammaturgie realistiche. Ora questa necessità si spezza in virtù del ritorno al bucolico.
Com’è possibile ritornare alla natura in quest’epoca? Alessandro ne da la risposta: torniamo all’onirico!
Se volete sognare assurdi logici questo è l’artista che fa per voi. Questo spettacolo non è solo l’ultimo degli elaborati esercizi di stile di Bergonzoni, quanto il suo ultimo dono, in ordine di tempo, agli amanti del pensiero.
Sta a noi coglierlo.

Visto il 22/01/2011 a Torino (TO) Teatro: Colosseo

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Voto: Voto del Redattore: Pierpaolo Bonante

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