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ASPETTANDO GODOT
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LO SPETTACOLO

Autore: Samuel Beckett
Regia: Claudio Capecelatro
Compagnia/Produzione: SIPARIODRAMMAflucù
Cast: con Chiara Alivernini Claudio Capecelatro Marco Carlaccini Patrizia D’Orsi Roberto Zorzut scena Andrea Croci disegno luci Giuseppe Romanelli

Descrizione
dal 21-2 all’ 11-3-2012 (spettacolo in abbonamento trasversale)

Ironico, surreale, irresistibilmente comico. Personaggi disinvoltamente clowneschi si agitano trascorrendo la loro giornata umana “come se niente fosse”.Circostanze raggelanti di un’ esistenza moderna costituita da un mondo desolato, spento - immenso e silenzioso deserto!- Un’opera incantatrice, magica, fascinosamente “ambigua”; una sfida che coinvolge l’interesse e la partecipazione del pubblico in un’attesa assurda ma profondamente umana
Date repliche a cura di
La Redazione
Scheda spettacolo a cura di
La Redazione

LA LOCATION

CASA DELLE CULTURE
via San Crisogono 45 - Trastevere - Roma (RM)
Tel: 06 58333253
Fax: 06 58157182
Email: casadelleculture@interfree.it Sito Web: www.casadelleculture.net/


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LE RECENSIONI


La recensione di Samantha Biferale

Aspettando Godot

La messa in scena curata dalla regia di Claudio Capecelatro rimane estremamente fedele al testo creato dalla fantasia geniale di Samuel Beckett.
La scenografia appare essenziale e tutto si svolge sotto un albero la cui caduta delle foglie segna il trascorrere del tempo, i protagonisti sono Vladimiro e Estragone che attendono l’arrivo di Godot, che non arriverà mai ma manderà ogni giorno al suo posto un giovane ragazzo ad annunciare che il suo arrivo è posticipato sempre al giorno successivo.
I due uomini, vestiti in modo trasandato, parlano e si lamentano del freddo, della fame e del loro stato esistenziale; litigano, pensano di separarsi, anche di suicidarsi, ma alla fine restano l'uno unito e sottoposto  dell'altro. Ed è proprio attraverso i loro discorsi sconnessi e superficiali, inerenti argomenti futili e banali, che emerge il nonsenso della vita umana.

Del resto Aspettando Godot appartiene al genere del teatro dell’assurdo che si caratterizza proprio per dialoghi senza senso, ripetitivi e serrati, capaci di suscitare a volte il sorriso nonostante il senso tragico del dramma che stanno vivendo i personaggi.
Lucky e Pozzo sono l’altra coppia di personaggi che abita la scena, i due sono uniti da una corda che li stringe in un legame inscindibile. Nel primo atto Pozzo, che si definisce il proprietario della terra sulla quale Vladimiro ed Estragone stanno, è un uomo crudele e al tempo stesso pietoso, Lucky invece è il suo servo.

Il testo scritto da Samuel Beckett verso la fine degli anni ’40 e pubblicato solo nel ’52, è dominato dalla convinzione che la vita dell'uomo sia apparentemente senza senso e senza scopo, e che l'incomunicabilità e la crisi di identità si rivelano nelle relazioni fra gli esseri umani.
Nel secondo atto tra Vladimiro ed Estragone non c’è evoluzione, continuano i loro discorsi guidati dal rifiuto dell’utilizzo di una logica-consequenziale e soprattutto proseguono nel dualismo di azione e parole per cui dicono di voler andare via e praticamente non si muovono.
Nella coppia Lucky Pozzo invece si manifesta un cambiamento: la corda è diventata più corta e le loro condizioni di salute sono notevolmente peggiorate, ad indicare una mutamento simbiotico della loro condizione.
Il testo attraverso l’uso di linguaggi astratti e azioni prive di movimento aveva l’intenzione di sottolineare la frustrazione dell'uomo nel suo tentativo fallimentare di cambiare la sua posizione. Viene per questo definito il dramma dell’attesa e ha assunto anche nel contesto linguistico il significato di un’attesa irrealizzabile dove si aspetta qualcosa o qualcuno che non arriverà, caratterizzata dal non fare nulla per andare incontro all’evento stesso.
Nello spettacolo viene a mancare proprio lo stato d’animo dell’attesa. Gli atti si susseguono e nel buio della sala non si attende Godot. Ne siamo dispiaciuti perché ci ritroviamo abbandonati in un’immobilità che passa davanti a noi senza raccontarci la sua attesa.

 

Visto il 21/02/2012 a Roma (RM) Teatro: Casa delle Culture

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Voto: Voto del Redattore: Samantha Biferale

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