ALADIN - IL MUSICAL
LO SPETTACOLO
Autore: Stefano D'Orazio Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diRoberto Mazzone Roberto Mazzone LA LOCATION
CARLO GESUALDO LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Simone Manfredini
UN SALTO A BAGHDAD SUL TAPPETO VOLANTE È incredibile come il fascino di novelle antichissime come quella di Aladino e la lampada meravigliosa, inserita nella celeberrima raccolta Le mille e una notte, susciti ancora oggi tanto entusiasmo in grandi e piccini. Certo, l'adattamento è inevitabile, l'atmosfera deve farsi più rassicurante, il buonismo “alla Disney” deve farla da padrone, ma l'eterno fascino di un oriente edulcorato e mitizzato vince su tutto e corre trasversale nei secoli fino a giungere ad un'epoca come la nostra che pare così disincantata e soprattutto così distante da quel mondo di tradizione indo-iranica in cui queste storie sono nate. A testimonianza di ciò un teatro gremito di bambini e genitori, tutti ugualmente divertiti nell'assistere ad un musical dinamico e frizzante che affonda le proprie radici quasi inconsapevolmente nella notte dei tempi.
Luci brillanti e colori accesi la fanno da padrone in questo allestimento di Aladin – Il musical che Stefano D'Orazio propone per la stagione 2011-12. Belli i costumi sgargianti di Sabrina Chiocchio, tendenti al viola per i personaggi “cattivi”, più vivaci e squillanti per quelli buoni; efficaci i rapidi e frequenti cambi di scena proposti da Aldo de Lorenzo, ottenuti grazie a un avvicendarsi continuo di fondali in tessuto e al vorticoso movimento dei personaggi che ben rende, ad esempio, il caos del mercato di Baghdad; di grande effetto il volo di Aladin e Jasmine sul tappeto volante corredato di giochi di luci laser davvero suggestivi. Star attesissime Stefano Masciarelli nei panni di un genio multiforme fra lo svampito e l'arguto che domina la scena con battute salaci talvolta ispirate all'attualità e Flavio Montrucchio nelle vesti di un Aladin dinamico, ma debole vocalmente. Buono tutto il resto del cast tra cui si segnalano per simpatia e sagacità l'Abù di Alex Mastromarino e per estensione vocale e intonazione la Shadia di Gabriella Zanchi. Uno spettacolo “a tutto tondo” questo Aladin, un musical che, nonostante la vena un po' semplicistica di fondo, corre liscio per tutte le due ore di programmazione senza incappare in momenti di stasi, che convince, ma soprattutto che diverte, adatto ad un pubblico di qualunque età. Visto il 06/01/2012 a Cremona (CR) Teatro: A. Ponchielli La recensione di Laura Mancini
Aladin e il suo tappeto atterrano al Sistina Dal 5 Aprile il musical di Stefano D’Orazio “Aladin”, ispirato alla nota novella “Aladino e la lampada meravigliosa” tratta da le Mille e Una Notte, è approdato al Teatro Sistina di Roma. Una sfida importante, quella di conquistare il pubblico del noto palco romano che in genere propone musical rivolti a spettatori di tutte le età, elaborando un adattamento del testo e della storia che contenga tanto battute e riferimenti alla contemporaneità più apprezzabili dagli adulti quanto una caratterizzazione dei personaggi che tramite la loro giocosità, le maschere che ne esagerano i tratti somatici e le battute semplici e buffe, risulti adatta ai bambini. È senza dubbio il secondo intento, quello che riesce meglio alla compagnia.
Roberto Ciufoli interpreta un “prologo” di ispirazione Shakespeareana che pur parlando dell’arte dell’attore, fa pensare al venditore ambulante, personaggio estraneo alla favola che ne avvia la narrazione al principio di “Aladdin”, il film di Walt Disney: sarà forse a causa di quel rimestare tra i tanti oggetti in valigia, cercandone uno che attiri l’attenzione, che nel film portava direttamente alla lampada, qui invece al teschio di Amleto. E come questo, anche altri elementi dello spettacolo, che pur presenta una sceneggiatura e musiche nuove, sembrano rifarsi in qualche modo al modello del cartone. Lo stesso personaggio del Genio dalla simpatia irresistibile a cui Ciufoli apporta tutta la sua esperienza e parte del suo repertorio di comico, ricorda quello della Disney. Le scenografie di Aldo De Lorenzo fantasiose e colorate mutano frequentemente aspetto spostando l’ambientazione dal deserto, al Palazzo, alla grotta (questa, forse, un po’ “sfornita” di ricchezze) chiedendo un contributo all’immaginazione dello spettatore. Visto il 05/04/211 a Roma (RM) Teatro: Sistina La recensione di Neliana Pansitta
Aladin
La magia de “Le Mille e una Notte” irrompe in teatro. Uno dei più celebri racconti, “Aladino e la lampada meravigliosa”, rinasce e si trasforma tra le mani di Stefano D’Orazio nel Musical “Aladin”.
Visto il 05/02/2011 a Bari (BA) Teatro: Team La recensione di Matteo Cichero
Aladin una fiaba per tutte le età Il Musical più atteso della stagione è senza dubbio “Aladin il musical”, scritto da Stefano D’Orazio e musicato dai suoi ex colleghi i Pooh. Una grande produzione che cerca di accattivarsi non solo i bambini, ma un pubblico variopinto inserendo all’interno della fiaba battute pungenti e riferimenti alla cronaca quotidiana. Sul palco le stelle sono due, che a fine spettacolo si contendono l’applauso più grosso: il Genio energico e con la battuta sempre pronta interpretato dall’inarrestabile Roberto Ciufoli, e Aladin messo in scena dall’attore di Musical più amato ed apprezzato del panorama nazionale, l’inimitabile Manuel Frattini. Ricche scenografie disegnate che contribuiscono ad entrare in questo “sogno” ed estraniare lo spettatore dal teatro circostante. L’uso sapiente delle maschere che camuffano/distorcono alcuni attori esternandone forse il carattere o forse l’essenza dell’anima. Un corpo di ballo di bravissime e belle ragazze, tra cui , Chiara Scipione che molti ricorderanno per aver interpretato nelle scorse stagioni “Nuvola” nella trasposizione di Robin Hood firmata da Beppe Dati. Un mix vincente che però alcune volte esagera nel voler sorprendere e stupire, come nella bellissima scena del tappeto volante, dove qualche disegno di troppo con il laser interrompe il romanticismo che è nell’aria.
Forse qualcuno rimarrà deluso perché non è la solita fiaba, forse qualcuno piacevolmente stupido per l’originalità, ma sicuramente un esperimento frizzante che unisce moderno e classico, come la figura sempre cara al pubblico del narratore che come il ciclo della vita inizia e chiude lo spettacolo. Visto il 27/01/2011 a Firenze (FI) Teatro: Verdi La recensione di Wanda Castelnuovo
ALADIN, L'ATTUALITÀ DI UNA FAVOLA
Inizio trionfale del musical a Milano con sala gremita, applausi scroscianti in itinere e a fine spettacolo, anche quando Manuel Frattini ha (come già avvenuto in conferenza stampa) rivolto un affettuoso ricordo al compianto patron del Teatro Nuovo dove il poliedrico, versatile e comunicativo Manuel ha iniziato la propria carriera artistica. Visto il 09/11/2010 a Milano (MI) Teatro: Nuovo La recensione di Silvia Cosentino
Salvate la lampada di Aladino Il re persiano Shāhrīyār uccide le sue spose al termine della prima notte di nozze, reiterata vendetta per tanti tradimenti subiti. Per avere salva la vita, la bella Sharāzād ha deciso di incantarlo, ammaliarlo con fantastiche storie, il cui finale sarà svelato solo nelle sere successive. E così avviene, per mille e una notte, finché il sovrano, ormai innamorato, desiste dal suo proposito di morte. Questa la leggendaria origine della famosa raccolta di novelle orientali, di cui fa parte (seppur non dalla prima versione) Aladino e la lampada meravigliosa: un giovane fannullone alle prese con geni, talismani, Gran Visir e qualsiasi tipo di rocambolesca avventura. Nel viaggio attraverso il tempo e le culture, questo racconto è divenuto patrimonio universale di grandi e piccini perdendo, come spesso accade (si pensi alle fiabe dei Fratelli Grimm o di Andersen), i caratteri conturbanti e cruenti in favore di una chiave di lettura più rassicurante. Su questi presupposti si innesta il bel film d'animazione Alladin, prodotto dalla Walt Disney nel 1992: affascinanti colori e un'accurata sceneggiatura per le vicende, notevolmente sintetizzate, di questo povero giovanotto alla conquista del grande amore, grazie anche all'aiuto di un irresistibile genio (l'istrionico Robin Williams nel doppiaggio originale, che trova in Gigi Proietti un più che degno corrispondente nella versione italiana). Film per bambini e non solo, che riesce a parlare con sensibilità dell'insanabile abisso tra la crudezza del mondo e le speranze umane. Questa l'evidente fonte d'ispirazione per Aladin. Il Musical, che vede rinnovare il sodalizio tra l'artista Manuel Frattini e i Pooh. Lo spettacolo debutta alla Versiliana, registrando un entusiasta tutto esaurito: due ore di frizzi e lazzi, effetti speciali che incantano e divertono un pubblico dall'età variegata. Peccato che, al di là di qualche trucco che accarezza lo sguardo, ci sia ben poco. Dialoghi esili, prevedibili, poveri nel dispensare esplosioni di facili sentimenti che travisano totalmente la fonte originaria; battute, freddure ripiegate su se stesse, sulle brutture e le meschinità di un'Italia per la quale c'è poco da stare allegri. Altrettanto didascalici i testi delle canzoni, che affannosamente spiegano senza evocare, e dimenticabili le melodie: davvero avremmo richiesto uno sforzo in più a chi come Stefano D'Orazio, e con lui gli altri compagni di viaggio Pooh, ha fatto la storia della musica italiana. Aldo De Lorenzo concepisce rapidi e frequenti cambi scena, attraverso variopinti teloni scorrevoli a ricreare i caotici esterni del mercato di Baghdad, la prigione in cui viene rinchiuso Aladin e la grotta delle meraviglie. Interessante la scelta di costruire una reggia sopra le righe, grottesca, oltre la realtà: i componenti della corte sono caricature, vere e proprie maschere prive d'identità, impegnate in azioni e gesti che sembrano non corrispondere a una consapevole volontà individuale. Pur imprigionato nella debolezza drammaturgica, il cast di dieci interpreti e otto ballerini si rivela valido: spiccano tra tutti Simone Sibillano nei panni di un Jafar più buffo che cattivo, Silvia Di Stefano, la volitiva dama di compagnia Shadia, Alex Mastromarino, il dinamico Abù, e Andrea Spina, irresistibile Jago a cui sono riservate le battute più sagaci. Come sempre totalmente convincente nella danza, Manuel Frattini investe ancora nell'ormai usurata formula del bambino cresciuto, iniziando a tradire un'inadeguatezza nel ruolo, al di là dell'invidiabile forma fisica e dell'indiscutibile presenza scenica. Delude il Genio-Roberto Ciufoli, forse anch'egli penalizzato dal testo: fin da subito affaticato nelle tirate da mattatore, risulta eccessivo nella spasmodica ricerca della risata da strappare a qualsiasi costo.
Più uno scherzo che un sano gioco da bambini, che non riesce davvero a convincerci al di là delle entusiastiche (forse incondizionate?) ovazioni del pubblico. E dispiace per il Musical, genere "totale" che, se ben utilizzato, offre possibilità espressive illimitate: si crea invece il grande fraintendimento di una forma di spettacolo semplicistica, autoreferenziale, risultato dell'assemblaggio di cliché emozionali. Una tendenza che le notevoli produzioni estere e le opere popolari di Riccardo Cocciante riescono a evitare, al di là di personali valutazioni di gusto. Visto il 08/08/2010 a Pietrasanta (LU) Teatro: La Versiliana SOCIAL & C.SEGNALIAMO
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