LoginIscrivitiSegnala uno Spettacolo • Anno 4 - Numero 36 
Guarda le repliche di questo spettacolo!
Commenta lo spettacolo! Leggi le recensioni dei Redattori!
TRE STUDI PER UNA CROCIFISSIONE
TRE STUDI PER UNA CROCIFISSIONE

VOTO DEGLI UTENTI

Media voti: 4

I Commenti

I Commenti degli Utenti

Questo spettacolo non ha ancora commenti.
Sai che puoi inserirne uno?
Per farlo clicca su Commenta lo Spettacolo!

Inoltre, puoi dargli un voto cliccando il pulsante Vota questo Spettacolo
qui in alto e puoi ricevere un promemoria via e-mail quando inizieranno le repliche, con il servizio Show Alert.

LO SPETTACOLO

Autore: Danio Manfredini
Regia: Danio Manfredini
Genere: teatro sperimentale
Compagnia/Produzione: Emilia Romagna Teatro Fondazione
Cast: Danio Manfredini

Date repliche a cura di
La Redazione
Scheda spettacolo a cura di
La Redazione

LA LOCATION

CANTIERE FLORIDA
via Pisanna 111r - Firenze (FI)
Tel: 055 7135357
Fax: 055 7131781
Email: cantiere.florida@elsinor.net Sito Web: www.elsinor.net/presentazione/firenze.html


LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo max

Stagione precedente o non previste repliche al momento

LE RECENSIONI


La recensione di Luigi Orfeo

Tre studi per una crocifissione Danio Manfredini Secoli addietro, la Chiesa condannava gli attori perché l’incarnarsi in altri corpi è prerogativa solo del diavolo, ebbene, se Manfredini fosse vissuto in quell’ epoca, sarebbe stato scomunicato, condannato e messo al rogo subito. Tralascio trama e presentazioni per poter rendere omaggio ad uno degli Attori piu bravi del panorama odierno italiano: Danio Manfredini. Quest'uomo abita altri corpi, non recita personaggi, è un medium che incarna anime perdute nel purgatorio della civiltà, i ”messi in croce dalla società”. Cambia protagonista davanti al pubblico, mostrando la creta con cui plasma le sue creature, il suo corpo. Tutto è coerente: la postura, la voce, i gesti, il ritmo stesso del pensiero , non si vede più l’attore,ma si materializza davanti agli occhi il fantasma di un vecchio matto malato di solitudine, di un travestito, di un extracomunitario. Non si vede più il regista,si è davanti ad un fatto non ad un’idea. Non si sente più la musica ma si carpisce la presenza di un’entità che dialoga con questi derelitti, che li culla, li trafigge, li consola. All’uscita si avverte, seppur in parte, di aver conosciuto il fondo dell’emarginazione e della solitudine,di aver riso verde. Un ultima nota, la replica a cui ho assistito presentava una delizia attoriale in più: Manfredini era raffreddato, lo si intuiva, ma non potevi fare a meno di credere che il naso gocciolasse ai tre protagonisti, piuttosto che all’attore. Teatro India Lungotevere dei Papareschi, Roma 27- 31 marzo 21.30 1 aprile 19.30
Leggi le altre recensioni dello stesso autore
Voto: Voto del Redattore: Luigi Orfeo


La recensione di Edgardo Bellini

L’universo drammaturgico di Danio Manfredini è un delicato limbo popolato da esistenze deboli, figure piegate dalla violenza dell’ambiente, simboli estetici di un’umanità tanto più laterale quanto più incapace di perseguire la legittimazione della comunità. Una suggestione esatta proviene dal titolo di questo lavoro, che chiama in causa espressamente il trittico di Francis Bacon «Three studies for a Crucifixion» (1962); come nell’opera del pittore inglese, i personaggi di Manfredini subiscono la pressione torturatrice delle norme sociali, ne assorbono tragicamente l’urto assieme al carico di potenza coercitiva. Se in Bacon la tensione del mondo si traduce in deformazione mostruosa della figura, per Manfredini la spinta sull’individuo provoca l’annichilimento, dapprima manifestandosi come causa di spietata esclusione dal gruppo, e successivamente inducendo ad un lento e progressivo annullamento del sé. I tre personaggi di questo lavoro presentano in maniera lineare, quasi didascalica, le proprie vicende, mostrandosi nella loro più intima vulnerabilità, come per ricercare – senza pathos e quasi involontariamente – spiccioli di benevolenza nell’interlocutore astratto cui si rivolgono. Ma il testo scritto non è il vettore primario del discorso drammaturgico: essenziale è piuttosto il linguaggio corporeo dell’attore – il gesto mimico, il gesto vocale – di cui l’autore stesso si fa interprete di mirabile potenza comunicativa, e rispetto al quale la parola testuale svolge funzione di pura conferma. La tre storie rappresentate sono tre possibili determinazioni narrative di un’unica condizione umana, quella della marginalità e dell’esclusione, e dell’unico odioso paradigma che ne è ragione; circostanza acutamente suggerita dal duplice cambio di costume che l’attore realizza in piena scena, come per marcare la continuità, o perfino la coincidenza identitaria dei tre soggetti. Destinati ad una stessa parabola esistenziale, questi personaggi nascono sulla scena per rendere lo spettatore partecipe della loro quieta rinuncia e si spengono poeticamente nell’agonia della luce. Superba è l’esecuzione dello stesso Manfredini, che governa la misura esatta per sostenere l’architettura del testo scenico: molteplicità di registro e identità di suono, varietà espressiva e unità stilistica, che conferiscono all’intero lavoro la misura equilibrata del trittico. Un’annotazione a parte va rivolta infine al progetto estetico di Manfredini, che scava nel vuoto malinconico dei propri personaggi senza affrettare o banalizzare il testo scenico, senza ricercare soluzioni “abbreviate” o concedere effetti rassicuranti all’urgenza dello spettatore. In un momento in cui il linguaggio teatrale rischia d’impoverirsi sotto la pressione di altri codici, più rapidi e più superficiali, questa tenuta “etica” sembra meritevole di un riconoscimento esplicito. Il pubblico riceve tutta la densità poetica di questo lavoro, liberando infine un applauso d’inusuale intensità. Teatro Nuovo - Napoli, 20 febbraio 2007
Leggi le altre recensioni dello stesso autore
Voto: Voto del Redattore: Edgardo Bellini

Per saperne di più su Show Alert, clicca qui.

SEGNALIAMO


LA NEWSLETTER

 

SYNDICATION

IL CARTELLONE



IN SCENA

Abruzzo
Aquila - AQ Chieti - CH
Pescara - PE Teramo - TE
Basilicata
Matera - MT Potenza - PZ
Calabria
Catanzaro - CZ Cosenza - CZ
Crotone - KR Reggio C. - RC
Vibo Valentia - VV
Campania
Avellino - AV Benevento - BN
Caserta - CE Napoli - NA
Salerno - SA
Emilia Romagna
Bologna - BO Cesena - FC
Ferrara - FE Forlì - FC
Modena - MO Parma - PR
Piacenza - PC Ravenna - RA
Reggio E. - RE Rimini - RN
Friuli Venezia Giulia
Gorizia - GO Pordenone-PN
Trieste - TS Udine - UD
Lazio
Frosinone - FR Latina - LT
Rieti - RI Roma - RM
Viterbo - VT
Liguria
Genova - GE Imperia - IM
La Spezia - SP Savona - SV
Lombardia
Bergamo - BG Brescia - BS
Como - CO Cremona - CR
Lecco - LC Lodi - LO
Mantova - MN Milano - MI
Monza - MB Pavia - PV
Sondrio - SO Varese VA
Marche
Ancona - AN Ascoli - AP
Macerata - MC Pesaro - PU
Urbino - PU
Molise
Campobasso-CB Isernia - IS
Piemonte
Alessandria - AL Asti - AT
Biella - BI Cuneo - CN
Novara - NO Torino - TO
Verbania - VB Vercelli - VC
Puglia
Bari - BA Brindisi - BR
Foggia - FG Lecce - LC
Taranto - TA
Sardegna
Carbonia - CI Cagliari - CA
Iglesias - CI Nuoro - NU
Oristano - OR Sassari - SS
Sicilia
Agrigento - AG Caltanissetta-CL
Catania - CT Enna - EN
Messina - ME Palermo - PA
Ragusa - RG Siracusa - SR
Trapani - TP
Toscana
Arezzo - AR Carrara - MS
Firenze - FI Grosseto - GR
Livorno - LI Lucca - LU
Massa - MS Pisa - PI
Pistoia - PT Prato - PO
Siena - SI
Trentino Alto Adige
Bolzano - BZ Trento - TN
Umbria
Perugia - PG Terni - TR
Valle D'Aosta
Aosta - AO
Veneto
Belluno - BL Padova - PD
Rovigo - RO Treviso - TV
Venezia - VE Verona - VR
Vicenza - VC
ESTERO
Croazia Francia
San Marino Svizzera
HOME    Login    Chi siamo    I Redattori    Dalla Redazione    Dicono di Noi    Privacy    Contattaci    Preferiti    Imposta come Homepage - © 2003-2010 Teatro.Org - Intrattenimenti
Testata giornalistica registrata al ROC il 30 agosto 2006 - n. 14662 e presso il Tribunale di Milano il 30 maggio 2008 - n. 342 - Direttore Responsabile Gianmarco Cesario This website is ACAP-enabled