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FILUMENA MARTURANO

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Autore: Eduardo De Filippo
Regia: Francesco Rosi
Compagnia/Produzione: Teatro di Roma/Elledieffe
Cast: Lina Sastri, Luca De Filippo, Nicola Di Pinto, Antonella Morea

Date repliche a cura di
Sara Cardinale
Scheda spettacolo a cura di
Sara Cardinale
Genere
commedia

Argentina

Stagione
precedente
o
non previste
repliche
al momento

largo di Torre Argentina 52 - Roma (RM)
Tel: 06 68400011
Email: promozione@teatrodiroma.net


LE RECENSIONI


La recensione di Wanda Castelnuovo

Scritta nel 1946 - ispirandosi a un fatto di cronaca - da Eduardo De Filippo per la sorella Titina, “Filumena Marturano” è una commedia che come il buon vino invecchiando migliora. Dopo le molte edizioni teatrali anche in varie lingue e le trasposizioni filmiche e televisive, la celebre commedia ritorna sul palcoscenico interpretata da Luca De Filippo e Lina Sastri.
Nell’incipit, la matura popolana analfabeta, ma resa dotta dalla vita, dalla loquela esclusivamente dialettale, determinata, perseverante e ostinata come forgiata a una scuola di alta logica costruita sulla forza del sentimento, ex-prostituta mantenuta per numerosi lustri da Don ‘Mimì’ Soriano - ricco commerciante napoletano con cui ha convissuto fungendo da vera moglie - ma redenta e dotata di forti e solidi e autentici valori come il senso materno e l’aspirazione all’unità familiare, subisce le ire di quest’ultimo costretto a sposarsi con l’inganno, ma deciso a ripudiare tali nozze.
La reazione della donna tra il ragionato e il passionale farà cambiare idea al maturo signore grazie a uno sfogo/confessione in cui tra l’altro emergerà la sua dignità di madre di tre figli (“che rappresentano, come precisato dallo stesso Eduardo, le tre forze dell'Italia: l'operaio, il commerciante, lo scrittore”) di cui uno di Don Mimì che, dopo avere cercato vanamente di individuarlo, si arrenderà alla filosofia (i figli sono tutti uguali) di una lottatrice fantastica che affascina le platee di tutto il mondo per la forte carica umana ed emotiva del suo affetto materno
Francesco Rosi tiene le fila di questa celeberrima ‘storia d’amore’ che affronta temi sociali quali la prostituzione e i figli illegittimi (N.N. come venivano definiti), argomento scottante per Edoardo - per la sua esperienza diretta di figlio illegittimo di Eduardo Scarpetta - e per la società che lo dibatteva allora tanto che un anno dopo la prima rappresentazione dello spettacolo viene sancito dall’Assemblea Costituente il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare anche i figli nati fuori dal matrimonio.
Interessante, misurata e piacevole l’interpretazione di Luca De Filippo, non altrettanto si può dire di Lina Sastri che si esprime in un dialetto chiuso e ostico (forse per accentuare l’aspetto popolano della protagonista, ma con esiti negativi) privando il pubblico del diritto/piacere di godere di un dialogo comprensibile.
Divertenti e gradevoli le caratterizzazioni della serva/amica e dell’avvocato, uomo di fiducia di Don Mimì in uno spettacolo che evoca un grande teatro.

Milano, Piccolo Teatro, 25 novembre 2008

Voto: Voto del Redattore: Wanda Castelnuovo

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