LA DISTANZA DELLA LUNA
LO SPETTACOLO
Autore: G. Renzo da Italo Calvino Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diNatalia Di Bartolo Natalia Di Bartolo LA LOCATION
ANTICO LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Natalia Di Bartolo
“La distanza della Luna“…è suggestiva e coinvolgente, anche oggi, nella sua versione teatrale nuova di zecca per l’inaugurazione del Festival “TaorminaArte 2007”, nell’opera musicale del M°. Giovanni Renzo, così come nell’omonimo racconto di Italo Calvino, tratto da le “Cosmicomiche”.
Dopo il successo dello spettacolo dedicato alla sonorizzazione dal vivo di films muti, del M°. Renzo, presentato a Taormina Arte ’06, il Direttore Artistico della Sezione Teatro, Pompeo Oliva, alla testa di TaoArte oggi da due anni, chiese all’autore una nuova versione della sua “La distanza della Luna”, da inserire nel cartellone principale dell’edizione 2007 del Festival. Ed eccola qui, nella magica cornice del Teatro Greco Romano di Taormina, rappresentata il 29 ed il 30 giugno nella sua odierna versione, per l’inaugurazione del Festival.
“La distanza della Luna” è un’opera musicale che ha avuto, dalla sua concezione ad oggi, diverse versioni.
Composta nel 1996, fu rappresentata il 17 Gennaio 1997 al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, per la produzione dell’E. A. R. “Teatro di Messina”, nel corso del cartellone di Lirica e Balletto 1996 – 1997, ottenendo un lusinghiero successo di pubblico e di critica. L’allestimento completo dell’opera prevedeva la presenza in scena di cinque attori e due danzatori, mentre in buca era presente un’orchestra di sette musicisti e quattro cantanti diretti dall’autore. Nell’occasione fu anche prodotto dal Teatro di Messina un CD e fu predisposto ed attivato, con grande successo di pubblico, un collegamento Internet per la trasmissione in diretta in rete di sequenze audio e video dell’opera.
A Tindari, nel 2001, da ricordare la versione per ensemble da camera presentata al Teatro Greco; e quella per voce recitante, sax e pianoforte presentata per la Notte Bianca di Roma nel 2006.
Oggi l’opera è diventata un raffinatissimo mix vocale e musicale, godibilissimo e sognante, nell’atmosfera unica della notte taorminese.
"Quando penso a questa ultima versione- afferma il Renzo - penso a qualcosa che è cresciuto, trovando una sua forma definitiva; anche perché ho riscritto tutto, eliminando dei pezzi ed aggiungendo parti nuove".
Ciò che fin dalla prima lettura del racconto di Calvino colpì l’immaginazione dell’autore, comunque, e che si rileva anche oggi facilmente all’ascolto dell'ultima versione dell'opera (poiché, insieme alla voce narrante, è il fulcro della rappresentazione) fu la forte presenza di elementi musicali: i canti che accompagnano le notturne navigazioni verso gli scogli che faranno da punto d’appoggio per i viaggi verso la Luna, la melanconica canzone “Ogni pesce lucente è a galla è a galla, ed ogni pesce oscuro è in fondo è in fondo…”, l’arpa che la protagonista femminile porta sempre con sé e che l’accompagnerà fin nel suo volontario esilio sulla Luna per sempre irraggiungibile, lo straziante ululato dei cani nel finale. Tutto ciò è perfettamente e compiutamente espresso nella versione odierna di Renzo, anche più che nelle precedenti.
Comunque, la caratteristica che ha sempre accompagnato le varie versioni proposte è stata la musica, che, data la propria costante presenza nel corso della narrazione, ha richiesto e richiede un’esecuzione necessariamente eseguita dal vivo. Infatti, la principale caratteristica strutturale della composizione è il continuo passaggio dal “livello esterno” al “livello interno” della narrazione. Nel caso dell’odierna, ultima versione, la voce del narratore ha (come quella degli attori nelle versioni precedenti) un legame molto stretto con la musica, dovendo rispettare degli attacchi precisi, indicati in partitura.
"Ho asciugato tutto" - prosegue l'autore - ma ho recuperato appieno il testo di Calvino, affidato al grande Arnoldo Foà. Del celebre attore ho tratto l'impressione di una persona aperta e disponibile; tra di noi si è instaurato un rapporto molto cordiale e ci siamo trovati in perfetta sintonia".
La voce autorevole e dall’espressività più che comprovata di Foà, che ha fatto da filo conduttore “parlato”, non ha potuto, quindi, che aggiungere suggestione al racconto di Calvino ed all’esecuzione complessiva dell’opera.
Quanto agli strumenti solisti utilizzati nella nuova versione, sono solo due: sax e pianoforte. Al pianoforte si è esibito lo stesso autore, Giovanni Renzo, quale esecutore assai compenetrato e cosciente della propria partitura, complessa e d’impatto sonoro ed emotivo. Al sax solista jazz, un musicista di grande talento e spessore come Cosimo Costantino, artista capace di ben integrarsi in un organico orchestrale di stampo classico, il cui strumento dal suono caldo, anch’esso quasi “parlante”, ha conferito importanti sottolineature al racconto.
Ha fatto da sfondo, ma senza con tale termine volerne sminuire la valenza all’interno dell’opera, un’ orchestra di medie dimensioni, formata da archi, arpa, legni e percussioni: l’Orchestra Sinfonica del Mediterraneo/Accademia musicale di Palermo, condotta dal M° Fabio Ciulla, direttore dotato di ben rilevabile esperienza nella direzione del repertorio contemporaneo, capace di contribuire al fascino del racconto, sollecitando la fantasia ed il sogno negli spettatori.
L'opera è stata, quindi, capace di affascinare il folto pubblico presente alla prima, con la "leggerezza" di Calvino: "Leggerezza di atmosfera- soggiunge sempre il Renzo - di impalpabilità di paesaggi, di situazioni; delicatezza delle immagini evocate dalla scrittura".
Dal punto di vista più strettamente tecnico-musicale, la composizione risente delle svariate influenze che hanno inciso sulla formazione da compositore di Giovanni Renzo: dal minimalismo di Philip Glass, Steve Reich, Gavin Bryars e Michael Nyman, alla raffinatezza armonica e ritmica del jazz contemporaneo, alla reminiscenza della musica occidentale sia colta che popolare. Tutto ciò viene sintetizzato in un linguaggio originale caratterizzato da uno spiccato senso melodico in cui si ritrovano lontani echi della tradizione operistica italiana.
E’ per tali motivi, quindi, che il lavoro del Renzo non può essere considerata una vera e propria “Opera”, assimilabile al Melodramma, né, tanto meno, un Musical, ma un’”opera musicale” a sé stante, che da ogni genere, soprattutto commerciale, si distacca; particolarissima, che anche a TaorminaArte 2007, nella sua ultima versione in ordine di tempo, ha suscitato consensi ed applausi da parte del pubblico (interessato e spesso curioso di rilevare la connotazione della nuova versione) e positiva accoglienza da parte della critica, inaugurando un Cartellone, ricco di eventi ed interessanti appuntamenti.
[Dettagli e schede spettacoli del Cartellone 2007 di TaoArte in “Oggi a” Messina]
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