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LE RECENSIONI
La recensione di Matteo Cichero
Mettere in scena una fiaba o una favola non è mai difficile, ma se questa si chiama Robin Hood diventa una vera e propria sfida.
Un personaggio segnato dal dolore e dalla vendetta, che è stato abbandonato persino dal suo popolo, al quale però non girerà mai le spalle, l’amore per Marianna che dovrà sposare il perfido Guyo; un mixer di emozioni difficilmente trasportabili in scena, senza rendere l’opera prettamente per un pubblico adulto.
Beppe Dati non solo vince questa sfida ma tira fuori il suo asso nella manica: Manuel Frattini, che affrontando un personaggio così complesso ne esce ancora (se possibile) più bravo e convincente.
Da menzionare i testi delle canzoni dove ogni singola parola ha uno scopo preciso e trasmette allo spettatore un’emozione ben definita, come le scenografie semplici e suggestive che riescono al meglio a trasportarti nelle varie location della favola.
Un caso a parte Mimma Lovoi che caratterizza il personaggio della tata con una simpatia unica e travolgente, e strappa ad ogni battuta un fragoroso applauso.
Un’opera da non perdere che può vantare di essere riuscita in una delle imprese più ardue del teatro: riuscire a coinvolgere i giovani!
Non rimane che acquistare un biglietto, sedersi, liberare la mente e lasciarsi trascinare dalla propria fantasia.
Teatro Verdi di Firenze 18/11/2008
Voto:
La recensione di Mauro Guidi
Ho avuto il privilegio di sentire alcuni brani musicali che sono stati inseriti nel musical “ Robin Hood “ questa estate, il 12 luglio 2008 al Teatro della Versiliana , in anteprima assoluta cantati direttamente dall’autore , Beppe Dati , compositore toscano di talento ( autore tra l’altro della celebre canzone “ Gli uomini non cambiano mai “ ).
E’ stato “ amore a prima vista “( pardon primo udito )confermato questa sera vedendo ed ascoltando l’opera finita. Ma Beppe Dati non è Cocciante come Robin Hodd non è Notre Dame . Manca la stessa continuità emozionale , alcuni quadri sono eccellenti ( ottimo Frà Tuck al secolo Lello Abate in uno swing jezzato degno della migliore Broadway ed il tip tap di Robin Hood e Marianna con l’intero corpo di ballo ) mentre in altri si apprezza il grande mestiere degli autori e degli attori ma l’evento fumettistico ha il sopravvento sul timbro del pentagramma. La scenografia di Aldo De Lorenzo ed i costumi di Sabrina Chiocchio ci restituiscono una eccezionale foresta di Sherwood con sapienti giochi di luce e l’affollato proscenio si muove con perfetti ritmi dati dalla efficace regia di Christian Ginepro.
Manuel Frattini conferma il suo naturale talento che trova però maggiore esaltazione in musicals , come Peter Pan e Pinocchio , dove l’espressione migliore deriva dalla componente favolistica dei brani. In Robin Hood , forse manca un po’ il peso storico e leggendario del protagonista , ma la sua voce , come quella di Marianna interpretata dalla brava Valeria Monetti ci regalano dei duetti di grande pregio canoro.
Intensi , appropriati e strappa applausi Tata ( Mimma Lovoi ) e Little John ( Diego Casalis ) , i buoni sono bravissimi e i cattivi un po’ meno .
Ma qui non è vero , stasera la platea esplode in un caloroso tripudio per salutare i buoni ed i meno buoni e suggellare con personale ardore l’amore tra Robin e Marianna.
Teatro Goldoni -Livorno-12 novembre 2008 ore21
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Voto:
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