TOSCA
LO SPETTACOLO
Autore: giacomo puccini Descrizione
produzione del teatro alla scala (con metropolitan opera - new york e bayerische staatsoper - munchen) Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diFrancesco Rapaccioni Francesco Rapaccioni LA LOCATION
ALLA SCALA Repliche passate (dal 22/04/2012 al: 15/05/2012) LE RECENSIONILa recensione di Ilaria Bellini
TOSCA DI LUCI E OMBRE
Alla Scala ritorna Tosca, una delle opere più amate del repertorio, nel recente quanto controverso allestimento di Luc Bondy (già visto l’anno scorso e recensito nel sito), coprodotto con il Met ed il teatro dell’Opera di Monaco di Baviera, ora ripreso registicamente da Lorenza Cantini. Lo spettacolo non è particolarmente originale, il regista fa di Tosca il personaggio centrale del dramma, di cui mette in luce più la componente della diva volitiva che non della donna innamorata, e forse proprio alla luce di questa scelta interpretativa il ruolo di Cavaradossi rimane nell’ombra, come del resto la Roma papalina, che nell’opera svolge un ruolo protagonista ma che qua viene completamente sottaciuta. Di Luc Bondy abbiamo visto regie più ispirate, il décor minimale ci può stare, ma si vorrebbe una scelta registica di segno forte con degli elementi di novità reale e non apparente: non emerge nulla di nuovo nelle relazioni fra i personaggi, il fatto che Scarpia sia circondato da prostitute banalizza la perversione del personaggio e Cavaradossi che gioca a scacchi con la guardia prima dell’esecuzione è un esempio di comicità involontaria. Martina Serafin è risultata un’ottima Tosca, l’affascinante cantante austriaca ha una dizione perfetta e un fraseggio attento a scolpire ogni parola come si conviene a una diva e la sua Tosca diva lo è, per la presenza scenica temperamentosa ma dalla recitazione moderna e un canto intonato e deciso che trova nel registro centrale il suo punto di forza. Marcelo Alvarez (che non aveva potuto cantare la prima in quanto indisposto) è apparso ancora affaticato, sempre belle le mezzevoci nei duetti e il canto sulla parola, come pure la struggente “recondita armonia”, ma la voce non ha lo smalto abituale ed il suo “lucean le stelle” è apparso sotto tono. In virtù dei consistenti mezzi vocali George Gagnidze è particolarmente apprezzato all’estero, ma l’interpretazione piuttosto caricata enfatizza gli aspetti beceri del personaggio senza metterne in luce il fascino e l’insinuante malvagità e il canto non è sufficientemente curato. Nei ruoli secondari si distingue l’agile e scattante l’Angelotti di Deyan Vatchkov e lo Spoletta bene a fuoco di Massimiliano Chiarolla. Non particolarmente caratterizzato il sagrestano di Alessandro Paliaga. Concludono adeguatamente il cast Davide Pelissero (Sciarrone), Ernesto Panariello (un carceriere) e il pastore di Barbara Massaro. Luci e ombre nella direzione di Nicola Luisotti, che privilegia tempi serrati e un suono poderoso e fiammeggiante che crea un’atmosfera drammatica incandescente. Ma se nei momenti sinfonici si apprezza la bellezza dello strumentale, favorito dall’orchestra della Scala in gran forma, la direzione mostra limiti nel rapporto buca /palcoscenico, manca un disegno unitario e in alcuni momenti è percepibile lo scollamento, inoltre la poderosa massa orchestrale anziché sostenere il canto lo mette sotto tensione. Ancora una volta ottimo il coro preparato da Bruno Casoni Se la prima era stata oggetto di forte dissensi, le repliche sono state accolte da applausi entusiastici: in medio stat virtus. Visto il 15.5.12 a milano (mi) Teatro: alla scala SOCIAL & C.SEGNALIAMOGLI ANNUNCISPECIALE TURISMOLA NEWSLETTERIL CARTELLONEIN SCENA |