LES CONTES D'HOFFMANN
LO SPETTACOLO
Autore: jacques offenbach Descrizione
produzione opéra national de paris Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diFrancesco Rapaccioni Francesco Rapaccioni LA LOCATION
ALLA SCALA LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo maxStagione precedente o non previste repliche al momento LE RECENSIONILa recensione di Francesco Rapaccioni
HOFFMANN A TEATRO
Non può certo attribuirsi al caso il succedersi in cartellone di due regie di Robert Carsen così intimamente legate: la produzione di “Les contes d'Hoffmann” (Opéra national de Paris: debutto nel 2000 ma più volte ripresa) è ambientata in un teatro dove si sta rappresentando “Don Giovanni” e segue le repliche proprio del “Don Giovanni” che ha inaugurato la stagione scaligera, sempre ambientato in un teatro. Scelta assai raffinata e di grande intelligenza.
Hoffmann è sdraiato per terra fuori dal sipario con le luci accese ancora prima che l'opera cominci, stordito dall'aver troppo bevuto. Durante il prologo si vede l'allestimento del Don Giovanni con la sua scena tradizionale sivigliana completa di statua del commendatore; tutto scivola lateralmente, lasciando il palco vuoto per il prologo ambientato nel foyer di un teatro. Efficace il colpo d'occhio: la platea dà le spalle al bancone e in questo modo gli avventori e i protagonisti sono di fronte al pubblico.
La partitura ha, come poche altre, posto spinosissimi problemi. Alla Scala si è scelta sostanzialmente la versione Choudens del 1907 integrata con inserti dell'edizione di Fritz Oeser: i dialoghi sono sostituiti dai recitativi cantati, l'atto di Antonia precede quello di Giulietta e sono presenti le arie “J'ai des yeux” di Coppélius e “Scintille, diamant” di Dappertutto (apocrifa).
Nel ruolo del titolo Arturo Chacòn-Cruz è cresciuto, ma la prestazione resta povera di colori, benchè supportata da sicurezza attoriale e disinvoltura scenica. Olympia è Vassiliki Karayanni, vocalmente poco luminosa nelle colorature celeberrime e fisicamente perfetta sempre, anche quando resta nuda rivelando di essere una bambola di plastica. Ellie Dehn è Antonia con giusta forza drammatica e intensa partecipazione emotiva (il soprano è anche impegnato nella distaccata Stella). Veronica Simeoni è una Giulietta dalla voce potente e dall'aspetto morbido e sensuale. Daniela Sindram conferisce un aspetto da sogno alla Musa, poi si toglie la parrucca e resta Nicklausse, la cui voce scura e sicura rende appieno il ruolo di supporto al protagonista. Teatro gremito con pubblico rimasto in sala fino alla fine applausi generosi. Visto il 21.01.12 a milano (mi) Teatro: alla scala SOCIAL & C.SEGNALIAMO
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