Nata dalla penna di Bernard Slade (1930), drammaturgo e sceneggiatore can adese dopo un’esperienza come attore sui palcoscenici di New York, ‘Romantic Comedy’ - andata in scena nel 1979 con Anthony Perkins e Mia Farrow e ripresa più volte anche sullo schermo - viene oggi proposta nell’interpretazione di Marco Columbro e Mariangela D’Abbraccio con altri quattro attori per la regia di Alessandro Benvenuti.
Vivace e dai toni brillanti la trama che, ritraendo l’altalenante rapporto tra uno scrittore dalla creatività un po’ in crisi e una giovane aspirante scrittrice ingenua e rampante, racconta il difficile mondo di chi si guadagna da vivere con la penna, più di altri condizionato dal sottile filo del successo non sempre e non solo determinato dal valore del testo.
Quindi gli affetti in verità mutevoli e cangianti, legati a complessi e incapacità di raccontarsi con semplicità e di essere se stessi, sono uno dei fili conduttori della storia, scorcio di vita reale in cui si può riconoscere una qualsiasi persona e una qualsiasi coppia.
Divertenti alcune battute anche se una maggiore tensione ritmica e un’interpretazione più modulata avrebbero reso in modo più efficace la sapidità e l’ironia, a volte un po’ amara, che si colgono tra le righe di un testo mai banale, raffinato e che non cade mai nella ricerca di un falso e apparente umorismo legato a volgarità.
Anche sotto questo aspetto lascia perplessi il finale - che sembra non finire mai - di un lavoro fino alla penultima scena raffinato e pregno di una moralità positiva e solida.
Accurata la scenografia nella sua essenzialità.
Milano, Teatro Nuovo, 21 ottobre 2008
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