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LO ZOO DI VETRO
Lo zoo di vetro

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LO SPETTACOLO

Autore: Tennessee Williams
Regia: Andrea Liberovici
Genere: drammatico
Compagnia/Produzione: Fox & Gould
Cast: con Claudia Cardinale, Ivan Castiglione, Olga Rossi e Orlando Cinque

Descrizione
Lo Zoo di vetro, rappresentato per la prima volta nel 1945, segnalò Tennessee Williams tra le voci più autentiche e personali del teatro del suo tempo, facendo di quest'opera uno dei più famosi classici della letteratura americana.

L'attenzione dell'autore si posa su due figure femminili: una madre ancora bella che vive nel ricordo di quando giovane e ricca risiedeva in una piantagione e tutto sembrava sorriderle, e una figlia zoppa, ritiratasi anch'essa dal presente, che se ne sta lì reclusa, circondata da tanti animaletti di vetro, lo zoo del titolo.

Il contrasto tra la madre che si ostina a non riconoscere la menomazione della figlia e tenta disperatamente di spingerla ad avere quel successo che a lei è mancato, mentre la figlia si sente invece condannata senza speranza alla solitudine, crea una serie di conflitti di amore e odio che culminano nello scoppio di un dramma di profonda emozione e poesia.
Date repliche a cura di
La Redazione
Scheda spettacolo a cura di
La Redazione

LA LOCATION

ALFIERI
v. C. Grandi 16 - Asti (AT)
Tel: 0141 557667


LE REPLICHE Posizionati sulla data per conoscere orario e prezzo max

Repliche passate (dal 09/12/2006 al: 09/12/2006)

LE RECENSIONI


La recensione di Gianmarco Cesario

Prima domanda: cosa spinge una star internazionale, icona di almeno tre generazioni, con una carriera che l’ ha vista protagonista di grandi successi cinematografici firmati da maestri come Monicelli, Bolognini, Fellini, Visconti, Leone, Magni, Zampa ed Herzog, ad affrontare l’esperienza teatrale, cominciata solo pochi anni fa, e continuata con grande impegno tra la Francia e l’Italia? Seconda domanda: perchè un musicista esponente delle avanguardie (si chiamano ancora così) musicali degli anni ’80, passato per tentativi pop, e poi approdato anch’egli al teatro, decide di dirigere il più crepuscolare ed intimista dei drammi di un autore tormentato come Tennessee Williams? Queste le due domande che hanno arrovellato ed incuriosito chi scrive sin dall’annuncio della realizzazione di questa versione di Zoo di Vetro, diretta da Andrea Liberovici ed interpretata, nel ruolo di Amanda, da Claudia Cardinale. Solo due domande che si moltiplicano all’infinito durante e dopo la visione del suddetto spettacolo, e che possono essere riassunte in una sola: Perchè? Nulla o quasi è giustificato, dall’uso di filmati e di “didascaliche didascalie” le cui proiezioni incombono in maniera ingombrante su di un velatino che ammanta per tutta la rappresentazione, o quasi, la scena, oppure quella delle registrazioni audio, utilizzate con un criterio opinabile che rende il tutto quasi parodistico, e costringe gli attori a recitare con microfoni che amplificano all’eccesso le loro voci tanto da spararle in maniera assordante, appiattendo sottotoni, sfumature, fremiti e grida, essenziali per esprimere il disagio, il dolore, l’ambiguità dei personaggi e delle situazioni, e facendo apparire invece così tutto artefatto, costruito ed esteticamente studiato, ma senza anima, profondità, simbolo di un teatro che per rinnovarsi, o meglio per dare l’idea di rinnovarsi, cerca nella tecnica e nell’elettronica i risultati che altrimenti non è in grado di ottenere. Stuccevole e superata anche l’idea di non far apparire gli oggetti costringendo gli attori a mimare in maniera non sempre riuscita il loro utilizzo. (ma, come faceva notare un attento spettatore, se si simula la presenza dei bicchieri, perchè invece il vassoio su cui dovremmo immaginarli adagiati e così concretamente presente in scena?) Come sempre accade in casi come questi, la regia, perdendosi dietro questi artifizi e gigonerie, abbandona gli attori che fanno ciò che possono per uscirne dignitosamente. Ivan Castiglione è un Tom viscerale e tormentato, forse un po’ troppo vigoroso, ma di buon imppatto. Olga Rossi è davvero brava, ma una regia attenta avrebbe forse evitato l’eccesso di caratterizzazione con cui affronta in certi punti l’imbarazzo della disadattata Laura, mentre Orlando Cinque è un eccellente Jim. Infine di lei, di Claudia Cardinale, che dire? Che la sua carriera e la sua professionalità avrebbero meritato ben altro, lei, che è stata musa del grande Luchino Visconti, il primo regista italiano dello Zoo di Vetro, preferiamo vederla nei capolavori dei maestri sopra menzionati, piuttosto che in simili discutibili operazioni. Napoli, Teatro Bellini – 9 Marzo 2007
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Voto: Voto del Redattore: Gianmarco Cesario


La recensione di Vera Fossaluzza

Nello " Zoo di vetro " di T. Williams l'eccezionale Claudia Cardinale è Amanda, , donna sola e amara, abbandonata dal marito, madre di Tom e Laura. Lei riversa le sue delusioni e insicurezze su di loro, spesso invadendo i loro spazi o architettando per loro piani e situazioni. Li sposta come fossero pedine sul tavolo da gioco. Tom e Laura si muovono in questo unico atto, svolto interamente all'interno delle pareti domestiche, con cautela e fragilità e sono paragonabili, soprattutto Laura per la sua estrema timidezza e insicurezza, alle statuine di animali da collezione che Laura custodisce con amorevole cura. Tom, invece, cerca di evadere dalla situazione di invadenza e oppressione della casa e della madre spesso ricattatoria e ogni sera dice di andare al cinematografo per sognare di vivere tutte le avventure possibili degli attori. Laura è in parte vittima della sua stessa timidezza che non riesce ad affrontare a causa di un incidente che l'ha resa zoppa. Amanda organizza con l'aiuto di Tom una cena per Laura, che non deve rimanere zitella. Ma Laura è troppo fragile per affrontare la vita, e mentre Tom preferisce scappare dalla casa, lei va in frantumi come la statuetta preferita. In questo simbolico zoo di vetro i personaggi del dramma familiare rischiano di sgretolarsi se il confronto con la realtà si fa troppo duro. Lo zoo di vetro di T. Williams, con Claudia Cardinale, al Teatro della Corte fino al 12 novembre.
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Voto: Voto del Redattore: Vera Fossaluzza

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