LA MARIA ZANELLA
VOTO DEGLI UTENTIMedia voti: 5
LO SPETTACOLO
Autore: Sergio Pierattini Descrizione
Dietro la storia di La Maria Zanella, storia di ordinaria follia di una donna segnata per sempre dall'alluvione del Polesine del 1951 descritta con struggente verità nel monologo di Sergio Pierattini interpretato dalla bravissima Maria Paiato – che per questa prova ha ricevuto nel 2005 il Premio Ubu - dietro la riga nera che il Po lasciò sulla casa di Maria, dietro la vita di una piccola donna colpita nel cuore e nella mente dalle acque nere e vorticose in cui cadde da bimba durante la fuga dall Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diEmanuele Carboni Emanuele Carboni LA LOCATION
ALFIERI Repliche passate (dal 15/12/2006 al: 15/12/2006) LE RECENSIONILa recensione di Fabio Dell'Aversana
Una brutta giornata Quando un testo profondo come quello di Sergio Pierattini incontra un’interprete di rara bravura come Maria Paiato il risultato non può che essere di altissimo livello. Sono questi gli elementi di forza de La Maria Zanella, premio Ubu per la interpretazione di Maria Paiato. Maria Zanella racconta la sua storia stando seduta su una sedia: descrive la sua infanzia, il rapporto con la sua terra e con i suoi abitanti, il difficile rapporto con la malattia psichica che l’ha colpita. L’evento che però più di ogni altro Maria sente l’esigenza di raccontare è la vendita della casa di famiglia dove ha vissuto per tutta la vita, anche a seguito della morte della madre. Tutta la narrazione ruota attorno a questo momento: è questa la brutta giornata a cui si riferisce nella descrizione dei fatti. Maria Paiato si cala nei panni di una donna semplice della civiltà contadina: riesce nello stesso tempo a far ridere e commuovere lo spettatore grazie ad un’ottima gestione dell’azione scenica. La sua interpretazione non è mai banale e riesce a trasmettere un’immagine della follia che invita alla riflessione. La visione del mondo di Maria Zanella è sicuramente originale, non per questo sbagliata. Le scelte registiche di Maurizio Panici sono appropriate alla struttura del testo: colpiscono positivamente i momenti improvvisi di buio creati sulla scena, seguiti da lampi di luce sul volto espressivo di Maria Paiato.Visto il 05/02/2010 a Napoli (NA) Teatro: Il Primo La recensione di Petra Motta
Le luci in sala si accendono. Maria Paiato, con ancora addosso il vestitino blu a pois della protagonista che dà il nome alla piéce, si presenta davanti al pubblico a ricevere un applauso lunghissimo, caloroso, sentito, infinito. Sembra che il pubblico abbia trattenuto tutta l’emozione durante la rappresentazione per restituirla centuplicata alla fine di tutto. La Paiato deve rientrare alla ribalta sei, sette volte, e il pubblico dell’Auditorium di Bergamo non smette di applaudire, non si alza, sta seduto per rimandare il momento dell’addio.
Ma che cosa ha fatto questa attrice per incantare la sala, per ipnotizzarla fino a questo punto? Ha messo in scena uno spaccato di vita. Ha vissuto per poco più di un’ora la vita di Maria Zanella, nata nel 1951 nel Polesine, protagonista dell’alluvione e vittima delle acque nere del Po, che l’hanno resa per sempre un po’ pazza. Maria Paiato non ha recitato la parte della Maria Zanella, è diventata la Maria Zanella. E il pubblico l’ha capito e ha partecipato con la massima simpateticità al dramma della Maria Zanella, al racconto della morte della madre, alla decisione della sorella trasferita a Milano di vendere la casa paterna, all’incontro dal notaio, alla comunicazione della sorella di volerla rinchiudere in un istituto per malattie mentali, al tragico epilogo.
Maria Paiato ha fatto rivivere la protagonista stando sempre seduta su una sedia che ha spostato solo tre volte durante lo spettacolo. Una sedia nuda, una lampadina sulla testa, le luci che la illuminano di lato, il costume di scena, la posizione a gambe aperte delle contadine, l’oscillare sulla sedia avanti e indietro, gli sguardi a volte persi nel vuoto, a volte fiammeggianti, la bocca semiaperta, gli schiaffi sulle gambe e sul viso, quasi a volersi rimproverare, tutto contribuisce a costruire l’illusione di essere veramente di fronte a Maria Zanella. La Paiato ha dato una splendida prova di attrice, come se ne vedono raramente a teatro. Con la sua bravura è riuscita ad annullare se stessa e a fare vivere una minorata mentale con le sue manie, le sue espressioni dialettali, gli scatti improvvisi della voce, i discorsi raffazzonati e sconclusionati di chi non riesce a seguire per troppo tempo il filo logico di un discorso. È riuscita a strappare sorrisi e risate al pubblico, ma soprattutto è riuscita a illudere tutti di essere di fronte alla realtà. Bravissima.
La vita è teatro, il teatro è vita. Niente come questo piccolo capolavoro ne è la pura e semplice testimonianza. Assolutamente imperdibile.
Bergamo. Teatro Donizetti.
Auditorium di Piazza della Libertà.
22 febbraio 2007
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