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LE RECENSIONI
La recensione di Laura Da Prato
Accolti dalle PanDiStelline che distribuiscono le bacchette magiche luccicanti ( proprio come quelle che i fan più accaniticomprano ai concerti dei loro idoli ) entriamo nel teatro gremito di persone di ogni età.
Il Palco è vuoto. Scende un telo bianco e inizia la PUBBLICITA', poi una candida voce annuncia che sta per iniziare lo spettacolo.
Un narratore, che ricorda molto l'artista di strada Bert di Mary Poppins, introduce la storia alle famiglie che passeggiano nei dintorni, ma, ahimè, la musica è troppo alta e non si distinguono le parole del canto.
Da qui cala di nuovo il telo e attraverso una proiezione del cielo ( stellato, anzi Pandistellato ) e di Londra vista dall'alto arriviamo alla casa della famiglia Darling, da dove la storia dell'eterno bambino ha inizio.
Il testo è fedele al copione teatrale di J.M.Barrie, ma la trasposizione si rivela poi ridondante in alcuni passaggi, sebbene alleggerita dai brani musicali.
Nel cast non vi sono cantanti, o almeno, gli attori non lo sembrano: Manuel Frattini si conferma artista a tutto tondo, e riesce a risollevare alcune scene sotto tono che in realtà dovrebbero essere corali ( villaggio indiano e presentazione dei bambini sperduti, solo 4 sul palco, forse gli altri si sono persi definitivamente ).
Il personaggio di Wendy è reso più infantile dell'originale e Alice Mistroni non è molto convincente nel ruolo, anzi, a volte risluta disturbante.
Mai quanto il raggio laser verde che attraversa vistosamente la sala per toccare i fondali e proiettare una quasi irriconoscibile silhouette di fatina: gli autori avrebbero potuto rendere benissimo in chiave umana il personaggio di Trilli/Tinkerbell ( vedi la versione di Walt Disney o il film "Hook- Capitan uncino", dove la impersona nientepopodimenochè Julia Roberts.
Capitan Uncino ( Claudio Catrogiovanni, anche nella veste del capofamiglia Darling ) risolleva il morale degli spettatori con sketch molto divertenti, movenze da Renato Zero e una ggrande carica.
Purtroppo, come spesso accade nelle grandi produzioni, ciò che si nota maggiormente è il dislivello tra gli attori principali ( in questo caso Frattini e Castrogiovanni ) e il resto del cast, carente soprattutto a livello vocale, fatta eccezione per la zia Millicent.
La regia di Colombi funziona, riesce a dare l'idea di favola e sogno che promette.
Grandi, magnificienti e poco facilmente allestibili le scenografie. Funziona la tecnologia del volo sebbene in alcuni momenti il trucco rischi di essere svelato.
Voto:
La recensione di Mauro Guidi
Continua in Toscana il fortunato tour del musical più gettonato della precedente stagione teatrale , una produzione tutta italiana che riporta famiglie intere nei teatri con bambini , genitori e nonni per sottoporle ad una efficacissima musico-terapia . Ieri sera il teatro Verdi di Pisa offriva un colpo d’occhio rassicurante : pieno all’inverosimile , con un pubblico reattivo e partecipe che ha gridato all’unisono sollevandosi sulle poltrone per salvare Trilli , la supertecnologica fatina di Peter Pan,
ma più che altro un rito collettivo di affermazione della nostra dimensione umana.
Un bravo prima di tutti al regista Maurizio Colombi che ha innescato il meccanismo fatale coadiuvato dal genio artistico di Arturo Brachetti , un grazie di cuore a Edoardo Bennato che sulle note del concept-album “ Sono solo canzonette “ ha creato la colonna sonora dello spettacolo ,un applauso rispettoso a tre attori ( Manuel Frattini –Peter Pan ; Alice Mistroni –Wendy ; Claudio Castrogiovanni –Capitan Uncino ) che con il loro intenso lavoro hanno reso visibile l ‘Isolachenon c’è.
Un musical dove scenografie fiabesche ed oniriche curate da Rinaldo Rinaldi e Maria Grazia Cernetti hanno ricreato l’ambiente –cartoon ideale per muovere le acrobatiche coreografie di Gillian Bruce. Una moltitudine di attori ( Riccardo Peroni –Spugna , i fratellini veri ed acquisiti di Wendy , gli indiani della tribù dei Piedi Neri ; i familiari di casa Darling , i pirati ) che si è rapportata con soluzioni tecnologiche moderne ( l’uso del laser ed il volo sospeso in scena ) e trovate di sapore fumettistico ( il coccodrillo che scorrazza in sala terrorizzando grandi e piccoli , il lancio delle palle di cannone in platea , il volo liberatorio di tutto il teatro verso l’ultima stella a destra ) per pennellare nella mente di grandi e piccini tenerezza , stupore e voglia della dimensione trascendente.
Che successo ! Mentre continuavano in sala le note della colonna sonora i bambini e gli adulti si infilavano sorridenti e distesi i loro indumenti : con calma e precisione , quasi per proteggere e portare via un pezzetto dell’isolachenonc’è.
Teatro Verdi di Pisa -Spettacolo del 08.01.2008
Voto:
La recensione di Filippo Colangelo
Un delirio unico per la replica di Peter Pan all'EuropAuditorium di Bologna.
Gli attori strepitosi come sempre, soprattutto Claudio Castrogiovanni nel ruolo di Capitan Uncino che ha dominato il palco con disinvoltura.
Un piccolo neo: la pubblicità di una nota marca di biscotti ovunque... forse product placement?
Una parola sola: BRAVI BRAVI BRAVI
Bologna, Europauditorium, 5 gennaio 2008
Voto:
La recensione di Tania Croce
Ho seguito "l'ultima stella a destra" e sono finita sull'Isola che non c'è, rapita da un acrobatico Peter Pan (Manuel Frattini) che ha cosparso il teatro di polveri fatate e di magia. Tra i balletti dei bimbi 'sperduti', il tono severo e incerto di un carismatico Capitan Uncino (Claudio Castrogiovanni), il tintinnio di Trilli e i sogni di Wendy (Alice Mistroni) e dei suoi fratellini, si è aperta la stagione teatrale del Sistina.
Sulle musiche di "Sono solo canzonette" il concept album di Edoardo Bennato, è iniziata una storia che non è proprio una favola ma un sogno reale vissuto dagli adulti e i bambini. Tutti si sono entusiasmati in sala questa sera soprattutto quando Peter Pan ha iniziato a volare, volteggiando con grazia nell'aria e quando il minaccioso Capitan Uncino si è messo alla ricerca " del ragazzo che non vuole crescere mai".
Ma con l'intera ciurma di pirati Uncino non è riuscito a intrappolare Peter Pan sostenuto dalle fate e dalla buona sorte. L'incontro con Wendy, la ragazzina che era solita narrare favole ai due fratellini, cambierà il suo modo di vedere le cose e una volta piombato nella sua casa dove ha lasciato la sua ombra, decide di portare la premurosa narratrice nella famosa "Isola che non c'è" dove non esistono genitori, scuola, orari da rispettare, medicine da prendere, in quel posto regna la pace; Così la ragazza incuriosita dai racconti di Peter, decide di prendere il volo insieme con i fratellini.
E' uno spettacolo di grande impatto visivo e sonoro in cui il regista Maurizio Colombi con la preziosa supervisione artistica di Arturo Brachetti, ha messo in rilievo luci e colori, dando particolare importanza ai costumi degli attori realizzati con estro e cura da Marco Biesta e Marica D'Angelo e molto simili a quelli del film "Peter Pan" diretto da P.J.Hogan nel 2003 a cui il musical s'ispira evidentemente.
Un grande Capitan Uncino dallo sguardo magnetico e incantevole e un piccolo Peter Pan che è volato sulle teste degli spettatori con una leggerezza incredibile, hanno dato vita ad una favola che un bambino vorrebbe ascoltare prima di addormentarsi, perché come canta Bennato "è una favola e non è realtà". Però tenendo in mano la stella luminosa che mi hanno dato all'ingresso, immersa in un'atmosfera magica ed irreale, ho iniziato a credere che le fate esistono veramente!
Roma, Sistina, 14 settembre 2007
Voto:
La recensione di Monica Cirillo
La favola di James Matthew Barrie, torna a rivivere in questa produzione tutta italiana.
Peter Pan diventa musical e ci regala una grande emozione, perfetta da mettere sotto l’albero di Natale.
Il ragazzino che non voleva crescere accompagna i suoi piccoli amici all’Isola che non c’è. Qui scoprirà emozioni tutte umane e alle quali non ci si può sottrarre se si decide di vivere, e dunque di crescere. La contrapposizione tra il mondo innocente dell’infanzia e quello empio degli adulti. Il valore della famiglia, la necessità di crescere e affrontare i problemi della vita.
Fino a qui la storia, che per fortuna, come tutti sanno, ha un lieto fine. Ma questa pièce è di più, molto di più!
Le musiche di Bennato passano pennellate di colore sul racconto. Ne accelerano il ritmo, lo rendono fruibile agli spettatori di tutte le età.
Gli effetti speciali, invece di proiettarci in un futuro freddo e omologato, ci restituiscono, forte più che mai il gusto del fantastico. Così la fatina Trilli, realizzata attraverso un raggio laser, diventa ‘viva’ e ci mostra, coinvolgendoci e toccandoci il cuore, le sue emozioni, finanche il dolore e il senso della morte.
L’imprinting di Arturo Brachetti, che cura la direzione artistica del musical, si respira in scena. Si avverte la sua miscela esplosiva fatta di dinamicità, magia, tempi teatrali che aumentano in crescendo come l’emozione che suscita nello spettatore.
E la platea sogna, gioisce, canta sulle note di Bennato come fosse a un concerto rock, poi, su tutto, si alzano le voci dei più piccoli che dalla sala urlano all’unisono ‘noi crediamo nelle fate!’ per salvare la povera Trilli dalla morte.
La favola di Peter Pan è nota a tutti. Fate, Pirati, Bambini sperduti. Non poteva mancare l’eterna rappresentazione del bene e del male, e il male è lui: Capitan Uncino! Claudio Castrogiovanni, che ne veste i panni, ci regale un’interpretazione perfetta, unica, varrebbe da sola uno spettacolo a parte.
Manuel Frattini lo avevamo già apprezzato in Pinocchio, ma per Peter Pan non si poteva pensar ad altri che a lui. Frattini è Peter. È Petr Pan nella voce, nei gesti, lui è Peter Pan nei pensieri. Bravissimo!
Il progetto scenografico di Rinaldo Rinaldi e Maria Grazia Cernetti è imponente e avvolgente. Lo spettatore se ne sente parte integrante, soprattutto quando i personaggi sbucano a sorpresa dalla platea per raggiungere il palcoscenico passando e tra i cori di ‘ohhhh’ del pubblico più giovane.
I costumi sono incantevoli e i due indossati da Capitan Uncino sono straordinariamente eleganti, raffinati e preziosi.
Le coreografie, incluse quelle aeree, rendono questo musical anche un bellissimo e impegnativo balletto. Una grande fatica per il cast di 25 attori impegnato per due ore e mezza di spettacolo.Una grande produzione, che non teme confronti con quelle plurimilionarie d’oltre Atlantico.
Ottima anche la regia di Maurizio Colombi, che riesce a dosare tutti gli ingredienti a sua disposizione per ricavarne un ottimo prodotto artistico.
Che dire. Se proprio dovete, portateci i bambini, che ne saranno sicuramente entusiasti, ma prima, se potete, gustatevelo da soli. Un’occasione così, per essere liberi di emozionarsi, di sentirsi ancora un po’ fanciulli, difficilmente ricapita.
Cercate la seconda stella a destra.
Milano, Teatro degli Arcimboldi
21 dicembre 2006
Voto:
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