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GOMORRA

Gomorra

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Autore: Mario Gelardi-Roberto Saviano
Regia: Mario Gelardi
Compagnia/Produzione: Mercadante Teatro Stabile di Napoli
Cast: Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Antonio Ianniello, Ernesto Mahieux, Giuseppe Miale Di Mauro, Adriano Pantaleo

Date repliche a cura di
Roberto Mazzone
Scheda spettacolo a cura di
Roberto Mazzone
Genere
drammatico

Alessandro Bonci

Dal: 21/01/2009
Al: 22/01/2009

p.zza Guidazzi 1 - Cesena (FC)
Tel: 0547 355959
Fax: 0547 355720
Email: info@teatrobonci.it

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LE RECENSIONI


La recensione di Paola Perrotta

Sapere, capire diviene una necessità.

Continua la tournée teatrale di Gomorra in giro per i palcoscenici della penisola. Nei giorni in cui l'autore del libro Roberto Saviano riempe le pagine di cronaca, lo spettacolo è approdato a Milano per un secondo debutto al Teatro Leonardo dal 14 ottobre al 9 novembre, dopo quello al Teatro Mercadante di Napoli il 29 ottobre 2007. Una tappa importante per un lavoro che accusa la capitale economica di essere uno degli snodi principali delle attività camorristiche europee.

Scritto a quattro mani da Roberto Saviano e Mario Gelardi, Gomorra a teatro è un soffio di un'ora e trentacinque minuti, è un colpo di kalashnikov, come quelli che, entusiasta, impara a sparare Mariano, amico di infanzia di Roberto e recentemente affiliato ai clan.
Sul palco vengono rappresentate con immediatezza le storie di Pasquale, Mariano, Pikachu, Kit Kat e Stakeholder attraverso le quali si toccano i temi del lavoro nero, dello smercio di droga, lo smaltimento illegale dei rifiuti. Poi c'è un sesto personaggio, aggiunto successivamente e interpretato da Ivan Castiglione: è l'autore stesso, Roberto Saviano, che interagisce con i suoi personaggi, rischiando la vita. Il regista Mario Gelardi l'ha voluto in seguito alle vicende personali e di cronaca che lo vedono protagonista.
La scenografia di Roberto Crea, ricoperta solo da impalcature di ferro, è il raconto di una città: sempre in construzione o sempre in decadenza.

La forza liquida di Gomorra rompe ogni involucro espressivo: Gomorra non è un libro, non è teatro, non è un film, Gomorra è urgenza di raccontare di un'intera generazione che per la prima volta si guarda allo specchio.
Dopo aver visto Gomorra è impossibile rimanere indifferenti. Lo spettacolo, dall'inizio alla fine, è emozione pura, è rabbia, è malinconia. Come il libro e forse più del film, riesce a restituire quel senso di libertà, di rabbia di rivincita per le ingiustuzie subite da un intero paese. Gomorra svela una Napoli inedita ai milanesi ma anche un'Italia inedita agli italiani, davanti ad un pubblico che accoglie e che comprende e che, per ben cinque volte, fa rientrare il cast per applaudirlo.
Galleria immagini (clicca sull'immagine per ingrandire)

Voto: Voto del Redattore: Paola Perrotta


La recensione di Claudia Bertozzi

Nato da un idea di Ivan Castiglione e di Mario Gelardi, "Gomorra" - scritto da Mario Gelardi e da Roberto Saviano e prodotto dal Teatro Mercadante di Napoli - porta sul palcoscenico le ambientazioni e le vicende del romanzo-reportage di Roberto Saviano, uno dei casi editoriali più eclatanti degli ultimi anni.

Lo spettacolo sviluppa il proprio percorso narrativo attraverso una serie di quadri, in cui vediamo alternarsi in scena alcuni dei personaggi che chi ha letto il testo originale avrà ben vivi nella memoria e nella coscienza.
Ritroviamo così Pasquale, Mariano, Kit Kat, Pikaciù, lo Stakeholder.

Ma fin dalle prime battute, che ricalcano fedelmente quelle dell'"invettiva di Casal di Principe", si delinea prepotente anche il desiderio di raccontare un'altra storia, che si aggiunge e si sovrappone alle altre intrecciandosi ad esse.
Ed è la storia, la vicenda personale ed umana, di chi quelle storie le ha raccolte e raccontate.
Ivan Castiglione presta voce e volto all'interpretazione di Roberto Saviano: l'autore, lo scrittore, la persona al di là del personaggio.
Una presenza schiva e fortissima che si muove da una scena all'altra come un filo conduttore fra i diversi piani del racconto, pur senza smarrire mai la propria identità.

Recitato con sconcertante credibilità da tutti gli interpreti, che si mettono alla prova - con risultati eccellenti - in una performance quasi neorealista, "Gomorra" si svela, scena dopo scena, come un lavoro complementare a quello del libro.

Non una semplice trasposizione in scena, quindi, ma un'occasione per raccontare le storie dei singoli personaggi affondando lo sguardo anche nel contesto sociale e ambientale in cui si muovono e in cui agiscono.

L'impatto estetico ed emozionale di questo esperimento, tanto originale quanto coraggioso nel panorama del teatro civile contemporaneo, si rivela di un incisività vivissima.

Un lavoro splendido e - vien da dire - necessario.
Perchè ci si rende conto che valgono più che mai, quando si esce dalla sala, le ultime parole di Ivan-Roberto: "Non datevi pace".

Bravissimi tutti.

Voto: Voto del Redattore: Claudia Bertozzi

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