PRIGIONIERO DELLA SECONDA STRADA
VOTO DEGLI UTENTIMedia voti: 2
LO SPETTACOLO
Autore: Neil Simon Descrizione
Un bellissima storia agrodolce di sconcertante attualità, condita con sapiente umorismo. Una famiglia, una coppia che si vuol bene è aggredita da una crisi economica. Lui è solo un piccolo uomo onesto, lei una donna coraggiosa che sa volare più alto, senza fare rumore, come solo le donne sanno fare... La commedia, della quale esiste anche una memorabile edizione cinematografica con Jack Lemmon e Ann Banckrof, vede oggi nei panni dei protagonisti una straordinaria Claudia Koll insieme con Attilio Corsini, che ne ha curato anche la regia. Date repliche a cura di
Scheda spettacolo a cura diLa Redazione La Redazione LA LOCATION
ACCADEMICO Repliche passate (dal 16/01/2007 al: 17/01/2007) LE RECENSIONILa recensione di Luigi Catalano
Il 27 Dicembre ha esordito con successo al Teatro della Corte, la commedia di Neil Simon: “Prigioniero della seconda strada” con la regia di Attilio Corsini, qui anche spumeggiante attore nei panni del protagonista Mel Edison.
Simon è senz’altro tra i maggiori autori teatrali del Novecento americano e a riprova basterà citare alcune commedie di grande successo come “A piedi nudi nel parco”, “i ragazzi irresistibili”, “California suite”, “La strana coppia” e lo stesso “Prigioniero della seconda strada”, di cui esiste anche una versione cinematografica con Jack Lemon e Ann Bancroft.
“Prigioniero della seconda strada”, però, pur essendo una commedia e pur appartenendo al teatro brillante, riesce a far pensare perché, nonostante sia stato scritto nel 1975, tratta di un tema come quello della precarietà del mercato del lavoro che oggi risulta disperatamente attuale.
In una calda estate newyorkese Mel Edison, dopo ventidue anni di lavoro da dirigente, viene licenziato.
Mel si trova così alla soglia dei cinquant’anni senza più certezze, senza più prospettive e conscio che la sua età non gli consente di reinserirsi facilmente nel mondo del lavoro. La vita di Mel sembra andare in pezzi e così l’uomo si abbandona ad uno stato di sconfortante depressione nonostante le cure amorevoli e il tentativo di infondergli coraggio della moglie Edna, interpretata dalla brava Claudia Koll.
Il malessere di Mel è sottolineato da tutte le sue nevrosi.
New York con il suo traffico vorticoso, i suoi rumori e i suoi odori, diventa insopportabile per il protagonista, che pure non la riesce ad abbandonare.
Dove altro sarebbe potuto andare?
E’ lo stesso Mel, in una battuta, a dire alla moglie Edna che quella era la loro città e che non avrebbero dovuto permettere che qualcuno li sbattesse fuori!
New York ha così un chiaro valore simbolico: è la città degli affari, il luogo ideale dove vivere per un affermato dirigente ed è invece maleodorante, rumorosa, insopportabile per Mel che ha perso il lavoro.
Allo stesso modo la loro abitazione in un palazzo al quattordicesimo piano sulla seconda strada, diventa piena di difetti ed abitarla diventa una prigione.
I dialoghi tra i coniugi sono brillanti, ricchi di gag e battute esilaranti, ma denunciano lo stato di una realtà in cui il solo metro per determinare il valore di una persona è il suo impiego, quanto guadagna, quale posizione sociale ricopre, così che da disoccupato Mel si trova a vivere ai margini di una società che non lo vuole più.
Quando si dice piove sempre sul bagnato: la casa degli Edison viene svaligiata. Mel ha una seria crisi nervosa e finisce in cura da uno psicologo, Edna trova un lavoro come segretaria e fa di tutto per aiutare il marito ad uscire dal baratro della depressione.
La scena del dialogo tra le due sorelle (interpretate da Barbara Abbondanza e da Simona Celi) e il fratello (interpretato da Stefano Altieri) di Mel è esilaratamente mordace nello stereotipo dei “parenti-serpenti”, che, come tutti gli stereotipi, non è mai così lontano dalla realtà.
Azzeccata è la tecnica di far introdurre le scene dal disc-jockei di una radio con il bel sottofondo delle musiche di Lilli Greco.
“Prigioniero della seconda strada” resterà in cartellone fino al 7 gennaio con il seguente calendario delle repliche: feriali ore 20,30; domenica 31 dicembre ore 20,30; lunedì 1 gennaio riposo; sabato 6 gennaio ore 20,30; domenica 7 gennaio ore 16.
Catalano Luigi.
La recensione di Manuela Isone
Una commedia agrodolce che tratta un argomento delicato che non può non toccare ognuno di noi: la disoccupazione.
Mel, dirigente da trent’anni di un'importante società, viene licenziato all’età di quasi cinquant’anni; Edna, la dolcissima e coraggiosa moglie, decide di trovare un lavoro per sopperire alle spese familiari, ma ciò non sarà sufficiente ad evitare la crisi depressiva in cui cadrà Mel, anzi contribuirà a peggiorarla.
In un appartamento al quattordicesimo piano di Manhattan, Mel si sente stremato da tutte le situazioni disagevoli della vita di città, che il suo stato d’animo amplifica: le hostess dell’appartamento accanto che fanno rumore la notte tarda, il condizionatore d’aria che mantiene all’interno una temperatura costante di 7° mentre fuori ce ne sono trenta, il rumore delle macchine, il vicino…
questo sarà da scoprire!
Proprio quando si ha l’impressione che tutta quella situazione sta per travolgere anche lo spettatore, entra in scena un trio che dà una sferzata di allegria alla commedia, con scambi verbali divertenti e sdrammatizzanti: questi sono i fratelli di Mel che dovrebbero trovare il modo per aiutarlo, ci riusciranno?
Questo enigma rimane sospeso; com’è sospesa la fine ad un tema così attuale e sconcertante; com’è sospesa la neve, che cadendo dal “cielo del teatro” sembra sciogliere ogni preoccupazione e angoscia.
Latina, Teatro D’Annunzio
Giovedì 23 Novembre 2006
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