Mauro Simone, il giovane regista dello spettacolo, lavora dal 1999 nei musical italiani più famosi. Attore, ballerino e cantante si è distinto nella versione di "Grease" con la Cuccarini e Ingrassia ma anche in quella con Michele Carfora. Poi ha lavorato in "A qualcuno piace caldo", in "Beatrice e Isidoro", in "Sketch" e in "Pinocchio" con Manuel Frattini, dove ha dato vita a un meraviglioso Lucignolo.
Ora è regista di questo nuovo spettacolo "3msc". Lo abbiamo incontrato al workshop organizzato a Selvino, dove era in ritiro "spirituale" con tutto il cast.
Allora Mauro, che significato ha avuto per te affrontare questo progetto in questo momento della tua carriera?
Sicuramente è stato un processo di maturità, che non ho ancora ovviamente raggiunto in toto. Per esempio, in questi giorni i ragazzi mi stanno dando un sacco di input e automaticamente stiamo scoprendo insieme un sacco di cose nuove. Da quando ho iniziato a far musical a 18 anni, il mio obiettivo era la regia e in questi anni io sono stato come una spugna, che assorbe tutto.
Il regista deve essere una guida per tutti in ogni settore, deve cercare di portare il gruppo verso la strada giusta con grande serenità.
Perché proprio “Tre metri sopra il cielo”?
L’idea è stata della produzione Palazzo Irreale (Giovanna Gattino, Sergio Pagani e Paolo Di Mauro). Mi avevano conosciuto in “Toc Toc” e hanno detto che avrebbero voluto continuare a lavorare con me... e io ho accettato molto volentieri!
Il film resta nell’immaginario collettivo delle ragazzine anche il termine di paragone col vostro lavoro. Le tue paure?
In realtà non ho paura. In questi giorni stiamo lavorando proprio su questo. Nel momento in cui sentiamo che ci sono degli ostacoli dobbiamo evitare la paura, perché la paura blocca la creatività, quindi non posso lavorare pensando all’aspettativa del pubblico. Ogni tensione limita la creatività.
La scelta di Varrese: si è proposto lui? L’avete cercato voi?
No, l’abbiamo cercato noi…
Ed ha accettato immediatamente?
Sì, ovviamente dopo aver fatto un duro provino!
E se lui ti avesse detto di no, chi avresti voluto?
Non so dirti. Perché ci siamo detti: “aspettiamo di sentire la risposta: se ci dice di no, ci preoccupiamo!”
E il suo sostituto chi è?
In realtà ha tre cover, che sono Leonardo Di Minno, Marco Bebbu e per l’altro stiamo vedendo.
Perché avete scelto proprio Selvino per questo workshop?
Perché c’è una concentrazione meravigliosa, non c’è nessuno, i ragazzi sono concentrati sul lavoro ed è bellissimo perché c’è un’atmosfera meravigliosa.
Ma l’avete fatto anche per allontanare orde di ragazzine curiose?
Non per questo. Noi abbiamo anche invitato i curiosi a venire a Selvino. Ovviamente, Milano ha i suoi tempi. Soltanto raggiungere la sala prove è stressante, perché sono due ore di macchina.
Dicci un po’ di Babi: 700 candidate…
…e poi è arrivata lei che mi ha aperto il cuore perché ha una voce meravigliosa. E poi insieme lei e Massimiliano stanno benissimo, sono dolci insieme, perché lui ha questo aspetto così da duro; lei così piccolina, tenera, con questi occhi azzurri E poi in generale sono felice comunque di tutto il cast perché sono tutti bellissimi, cioè ognuno ha una forza, un’energia incredibile.
Tra le 700 candidate c’è stata qualcuna assolutamente inadatta?
Ho riscontrato proprio questo, cioè molto spesso non si ha una consapevolezza artistica e non sanno come si prepara un provino proprio perché non c’è uno studio dietro.
Tu i musical esteri li vedi?
Assolutamente, ci vado continuamente!
Dove senti la grossa lacuna tra l’Italia e l’estero?
Secondo me il problema è la cultura differente. Come per noi l’opera lirica è il top, il musical lo è nel West End e a Broadway. C’è una passione è uno studio differente, la gente inizia a studiare molto presto. Se vai a vedere “Billy Elliot”, vedi dei “mostri” a 11 anni […]
Il progetto lavorativo che sogni nella tua carriera?
Continuare sempre sulla regia. Il mio sogno vero è quello di creare un centro policulturale, dove poter inserire tutti i tipi di arte e dare la possibilità ai giovani di essere ospitati in questo centro.
Negli ultimi mesi eravate davvero così disperati nella ricerca di Babi?
Sì, perché io sono molto esigente e trovare la ragazza che corrispondesse esattamente al desiderio era difficile. Per assurdo è più semplice trovare la ragazza un po’ aggressiva piuttosto che la ragazza per bene.
In una breve frase: Mauro Simone, regista e co-autore di “Tre metri sopra il cielo – Lo spettacolo”. Qual è il ruolo che ti ha fatto meglio entrare nello spirito di questo progetto?
Guarda, secondo me le cose vanno di pari passo perché nel momento in cui scrivi automaticamente immagini già quello che potrebbe accadere e ovviamente la difficoltà è stata quella di riportare tutte le pagine del libro in due ore di spettacolo poi la cosa bella in questi giorni è scoprire che quello che è scritto funziona.
Inserita il 13 - 02 - 07
Fonte: Fabienne Agliardi e Roberto Mazzone
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