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Speciale Tre metri sopra il cielo - Il Musical
Articoli, curiosità, backstage e anticipazioni sullo spettacolo tratto da 3msc.

La Rubrica è curata da Fabienne Agliardi e Roberto Mazzone.
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Intervista a Massimiliano Varrese...STEP by step
Intervista a Massimiliano Varrese...STEP by step
Intervista all’altro attesissimo protagonista di “Tre Metri Sopra il Cielo – Lo Spettacolo”: Massimiliano Varrese, classe 1976, che interpreta il ruolo del “bello e dannato” Step. L’intervista è stata raccolta durante il workshop a Selvino, a gennaio 2007. Varrese a 18 anni inizia a studiare recitazione, canto e danza. Il primo impegno importante è nel 1998 grazie al programma di Raffaella Carrà “Carramba che Fortuna” e alla striscia quotidiana abbinata “123″: è uno dei 40 ragazzi della fortuna e ha la possibilità di esibirsi e mostrare al pubblico il suo talento. Nel 1999 approda a teatro nel musical “Sono tutti più bravi di me”, per il quale scrive anche le musiche insieme ad Ambrogio Sparagna, e successivamente in “Beautiful thing - Qualche volta si innamorano” insieme a Pamela Prati. Nello stesso anno firma il suo primo contratto discografico e pubblica il suo primo singolo “È così che m’innamorerai”, che riscuote un ottimo successo. Nel 2000 entra a far parte del corpo di ballo del programma “Stasera pago io”, condotto da Fiorello, coreografie di Luca Tommassini. In seguito a questa esperienza danza nei tour di famose pop star come Geri Halliwell e Holly Valance, coreografie di Tommassini. La fiction televisiva che, dopo “Il Bello delle Donne” e “Velocità Massima”, con V. Mastrandrea al cinema, lo consacra idolo delle ragazzine e attore affermato è la fiction “Grandi Domani”, dove Massimiliano interpreta il ruolo del ballerino Furio Zani. Nel maggio 2005 va in onda la mini serie “Carabinieri - Sotto Copertura”, spin off della famosa serie di Canale 5 “Carabinieri”, in cui interpreta il giovane carabiniere Antonio Baldi. Nel settembre 2005 viene presentato in anteprima alla 62° Mostra Cinematografica di Venezia il primo film da protagonista di Massimiliano, “Fuoco su di me”, per la regia di Lamberto Lambertini, con Omar Sharif, che vince il “Premio della Cultura e del Dialogo” istituito dalla Regione Veneto. Grazie a questo lavoro, vince il premio come miglior attore ad alcuni film festival. Nel 2006 fa il suo ingresso nella fiction di Canale 5 “Carabinieri 5″ dove interpreta sempre Antonio Baldi, e viene riconfermato per la serie successiva, attualmente in onda. Sempre nel 2006 interpreta il ruolo di Giacomo nel film TV “La Sacra Famiglia”, con A. Gassman, film interamente girato in inglese; nell’estate del 2006 è presentatore dell’Anteprima Festivalbar. Partiamo subito con una domanda spiazzante. Se tu non avessi fatto questo lavoro, cosa avresti fatto? Sicuramente avrei viaggiato tantissimo. Avrei fatto del volontariato, avrei cercato di fare un viaggio simil-spirituale. Io sono molto attratto dall’Oriente, dalle culture orientali, mi piace conoscere gente e culture nuove e quindi di certo sarei stato un viaggiatore alla ricerca di… …dell’Arca? ..sì, dell’Arca perduta! risate Non so però come avrei vissuto, in effetti! Magari avrei lavorato nei posti man mano visitati…Comunque quando viaggio, anche per lavoro, mi sento quasi sempre a casa, mi creo la mia nicchia, la mia piccola casa, mi piace capire le persone, confrontare le persone, i caratteri, mi piace scoprire e alla fine vedi che conoscendo persone di diverse culture, anche se ci sono tante diversità tra una razza e l’altra alla fine c’è un punto che accomuna tutti quanti. E qual è? E’ l’energia, lo spirito, è la forza che c’è dentro le persone. Magari c’è chi se la dimentica, ma c’è. Step è un po’ il “bello e stronzo”, quello che le donne le tratta male, s’innamora eppure continua a fare l’arrogante. Baldi, il tuo personaggio in “Carabinieri” è invece un misogino, che non sopporta l’idea delle donne in divisa. Quindi la domanda vera non è che tipo di donna ti piace (che t’avranno pure chiesto mille volte), bensì tu “come” le vedi le donne. Ridacchia Guarda, io penso che voi donne abbiate una marcia in più…forse sarà questo famoso enzima per il parto che vi rende più forti nel dolore…però, ora come ora, alcune donne sono veramente troppo aggressive. Credo che la donna debba tornare ad essere donna: secondo me ora si pensa troppo alla carriera e un po’ meno a quello che sono gli affetti. Io voglio una donna con una forte personalità, con una forte indipendenza ma che allo stesso tempo abbia ancora quei valori di una volta, quell’attaccamento agli affetti. Tu che esempio hai in famiglia, com’è stata tua mamma? Mia mamma è stata una grande lavoratrice, ma allo stesso tempo è stata anche una grande donna, una mamma di casa. Con la gonna sì ma…è anche una che si è spaccata le mani. Io vedo troppa competizione tra uomo e donna in questo momento…come se la donna volesse dimostrare di non essere inferiore all’uomo. Ho questa sensazione e secondo me non c’è bisogno di questo, perché come ho detto la donna è un piccolo passo avanti all’uomo. E l’uomo a sua volta non deve dimostrare di essere il maschio, il più forte. Ci si deve incontrare su certi aspetti, su certi valori. Quindi tu non sei l’uomo che guarda e vive la donna con competizione? Assolutamente no. Io la guardo e la studio per capirne lo scambio sociale…accidenti, lei è quella che completa l’uomo, non vedo l’utilità di dover instaurare questa battaglia! A me piace la donna semplice, più sincera, più naturale…più donna. Quindi il tuo è un approccio cauto? Io per natura all’inizio sto un po’ in disparte…non mi apro subito, per carattere. Sì, studio gli atteggiamenti, le parole e poi capisco se quella persona è per me o no…ma anche da piccole cose. Per esempio? Ma anche da come una persona si prepara la colazione al mattino, da come beve il caffè. Flashback. Tu hai iniziato in TV nel 1999, ma allo stesso tempo avevi un ruolo a teatro in musical. Poi sei arrivato a “Carabinieri” e oggi ancora a teatro. Com’è recitare in una fiction TV, in cui i tempi sono velocissimi, rispetto al teatro e ai tempi teatrali? Guarda, passare dal cinema, alla televisione e al teatro è un lavoro talmente diverso che ti dà una preparazione davvero completa. Il lavoro di “Carabinieri” è per esempio una palestra incredibile! Devi arrivare la mattina e devi dare il massimo in 2, 3 ciak. Diventi un centometrista! I tempi sono davvero pazzeschi…devi stare attento soprattutto alla presa diretta, per evitare di andare poi al doppiaggio e devi fare bene la scena, anche perché davvero, in 3 ciak al massimo ti giochi tutto! E quindi impari le scene con una facilità incredibile. Sul palco c’è però un’adrenalina diversa. Quale patisci di più a livello di sforzo fisico e mentale? Forse quello del set è più faticoso. Il palco è un lavoro che ti dà più movimento fisico, che coinvolge tutti i sensi, come se tu prendessi te stesso e iniziassi roteare sopra, sotto, destra, sinistra, sbattendoti qua e là…voli su, torni giù, rotoli…mentre il lavoro del set è come se tu facessi lo stesso lavoro… però senza un punto fermo. E’ più vincolante e a livello mentale è più stressante… …però è anche vero che se lì sbagli la rifai… Verissimo, e anche nel cinema se sbagli la rifai anche più volte, finchè non è perfetta…la puoi rifare anche 20 volte. In “Carabinieri” la rifai 3, 4 volte…e già sono tante. Perché i tempi sono quelli, devi andare avanti, se ti impalli blocchi il lavoro agli altri, la produzione. Nel teatro anche se sbagli….vai avanti. E’ quell’adrenalina che dicevo prima. Tu quando sbagli come reagisci? Tachicardia, ti arrabbi con te stesso, ti innervosisci? Allora, a volte da uno sbaglio trovo una soluzione. Mi è capitato di fare errori e dire, un secondo dopo: “Accidenti! Ecco come fare!”. Magari a volte sbagliando trovi la riflessione… io mi massacro, non sono mai soddisfatto al 100%. Sai quante volte mi dico che mi dovrei rilassare, di godermi le cose? Mi succede spesso. Poi sull’errore rimugino, ci penso, ci lavoro, mi chiedo “perché ho sbagliato?”. E ogni volta che affronto un lavoro diverso mi chiedo se sarò all’altezza. E si tratta di una questione di cautela verso il lavoro o il punto è l’autostima, come il titolo di quello spettacolo che facesti “Sono tutti più bravi di me”? A volte si, è l’autostima, lo ammetto. Ma forse sai che cos’è? E’ un mio modo di rimanere coi piedi per terra. Io ogni volta che finisco un lavoro è come se lo dimenticassi, non esiste più…ma dietro mi porto comunque il bagaglio, l’esperienza, per poi ricominciare con un’altra cosa. Poi ogni volta che inizio un altro lavoro so di avere l’esperienza, quella accumulata nella gavetta…ma è come se re-iniziassi daccapo, mi rimetto in discussione, cerco di imparare dagli altri, anche di chiedere consiglio agli altri. Max, ora ti lancio una provocazione. Parlo con te da un quarto d’ora e mi dai l’impressione di essere una persona molto pacata e riservata, o forse sei solo stanco (Max viene da due ore di interviste non-stop, n.d.r.). L’idea che però mi sono fatta, in questa giornata qui con tutto il cast, è che tu caratterialmente sia un po’ un outsider in questo gruppo, diciamolo bonariamente, di “casinisti” pieni di verve. Hai 31 anni e quindi sei poco più grande degli altri, ma appari, forse, quello un po’ più “inquadrato”. Sì, sono un po’ stanco, ma è vero… io sono molto riservato di natura. E’ un mio tratto, ma non ti fare ingannare…io sono anche un casinista! Quando lavoro divento un’altra persona, mi trasformo. Nella vita privata sono timido ma è anche vero che negli ultimi anni sono cresciuto tantissimo, sono maturato. Io per natura tendo a isolarmi un po’ e ci sono dei momenti in cui avverto questa cosa, me ne rendo conto. Però quando faccio le prove divento pazzo anch’io, divento parte del gruppo, divento uno di loro, sul palco la timidezza sparisce. Era nell’aria già da parecchio tempo che tu partecipassi ad un musical, ma pochi avrebbero immaginato che sarebbe stato proprio un progetto come “Tre metri sopra il cielo”. Quando sei stato sicuro di fare questa cosa, qual è stata la tua prima reazione? Quando la cosa nell’aria, mi sono stati offerti musical famosi, che già esistevano […] e in contemporanea a quelle proposte è arrivato “Tre metri sopra il cielo” e il fatto che fosse ripreso da un successo come quello del film o del libro, ma soprattutto l’energia di ciò che sta venendo fuori, mi ha fatto subito innamorare di questo progetto. E’ esportabile secondo te? Secondo me sì! E tu ci andresti all’estero con questo progetto o pensi sarebbe più giusto scegliere uno Step inglese, francese, tedesco, russo…? Perché non io? sorride E’ ora che anche l’Italia si svegli e non pensi solamente a progetti che vengono da fuori. Per te è stata molto importante la recente esperienza in Giordania sul set della fiction “La Sacra Famiglia”? Io sono partito, penso un po’ come tutti, un po’ prevenuto verso queste culture del Medio Oriente. E invece quando sono arrivato là ho scoperto un mondo fantastico. Io finivo di lavorare la sera alle 19 e me ne andavo in palestra, ho trovato una palestrina in un paesetto sperduto della Giordania! Queste persone erano abituate a mettersi ad osservare il tramonto mentre si allenavano in palestra. Io gli ho insegnato qualche mossa di arti marziali, loro erano entusiasti e quando sono partito erano veramente tristi, leggevi tristezza sui loro volti. Qual è stato il momento della tua vita in cui sei stato “tre metri sopra il cielo”? Guarda, forse a settembre. Io vengo da una famiglia che non è ricca, ha sempre fatto un sacco di sacrifici. E quando ho firmato il contratto della casa che ho comprato con i miei soldi, ho fatto un bel regalo ai miei e mi son sentito “tre metri sopra il cielo”. Ma ci vivono loro, io vivo in affitto a Roma.
Inserita il 10 - 04 - 07
Fabienne Agliardi
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I Commenti degli Utenti

step sei magnifico tvttttb
04 - 05 - 07 - di: ELY -
mitiko!
max sei bellissimo e bravissimo. nn vediamo l'ora di vedere lo spettacolo!
16 - 04 - 07 - di: ERIKAZ -
Grazie!!!
bellissima intervista. Max....meraviglioso.
15 - 04 - 07 - di: LORENA83 -

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